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La buona sanità che riscalda il cuore, il “Ciaccio” un’eccellenza sanitaria

"In prima linea e in trincea per combattere alcuni mali che affliggono, sempre di più, la popolazione italiana"

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    Riceviamo e pubblichiamo

    In un periodo dove la stampa e i media in generale ci inondano di notizie su casi di malasanità in Calabria dove quasi quotidianamente medici e infermieri sono sottoposti ad aggressioni verbali e spesso fisiche ci corre l’obbligo di parlare di una eccellenza sanitaria. Stiamo parlando del presidio ospedaliero  Ciaccio  di Catanzaro da sempre in prima linea e in trincea per combattere alcuni mali che affliggono, sempre di più, la popolazione italiana parliamo in particolare di malattie ematologiche e oncologiche.

    Frequentiamo il Ciaccio, ormai, da due anni e condividiamo il dolore, la sofferenza, la disperazione ma soprattutto la speranza di migliaia di altri pazienti che arrivano continuamente da ogni parte della regione per sottoporsi a visite e terapie.

    All’ingresso si è accolti dal servizio di sorveglianza, coadiuvato da un angelo biondo, Monica, sempre pronti a indirizzare i pazienti verso i reparti o gli ambulatori, costantemente col sorriso stampato in volto che ci aiuta moralmente e ci riassicura.

    Io mi avvio verso il Day Hospital di ematologia, mentre mia moglie attende in trepida attesa nelle sale d’aspetto.

    Mi accoglie uno staff di infermiere e OSS, magistralmente diretto da Orietta la caposala di una efficienza e umanità unica (non nominiamo una per una tutte per la paura di scordarne qualcuna).

    Sono curato da due anni da una equipe medica straordinaria diretta dal consulente scientifico Prof. Mollica e dal primario Dott. Luciano Levato assistiti da medici fantastici, il Dott. Magro, il Dott. Piro, la Dott.ssa Kropp e la Dott.ssa Sanfelisi, che con grandi difficoltà e in numero assolutamente esiguo curano al meglio tutti i pazienti.

    La loro preparazione con me ha fatto un miracolo della scienza facendo si che una situazione disperata si trasformasse in una grande speranza verso la guarigione. Infine un ringraziamento e apprezzamento per l’enorme lavoro va al Dott. Pucci, cardiologo del presidio, sostenuto dal suo collaboratore Francesco. Vi ringraziamo a nome di tutti i Calabresi per i Vostri sacrifici, quasi sempre coronati da successi scientifici.

                                                               Pina e Umberto Maggi

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