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Anteo, le armi e la droga venduta davanti ai Sert. Chiuse le indagini per 37 persone

Il gruppo criminale attivo tra il basso Jonio e il vibonese su cui indaga la Dda di Catanzaro

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    Dinamite, candelotti un quantitativo indeterminato di esplosivi. Ma anche minacce. Droga. C’è di tutto nell’avviso di conclusioni indagini emesso a carico degli indagati dell’operazione Anteo. In calce alle oltre 40 pagine la firma dei sostituti procuratori della Dda di Catanzaro Debora Rizza e Stefania Paparazzo e il visto del procuratore capo Nicola Gratteri e il suo vice Vincenzo Capomolla.

    Ma la sorpresa vera è che aumenta il numero degli indagati che da 30, a cui erano state notificate le ordinanze lo scorso mese di maggio, passa a 37. Si aggiungono  Antonio Chiefari, 70 anni, di Torre Ruggiero; Gregorio Corrado, 32 anni, di Centrache; Vincenzo Manno, 30 anni, di Amaroni e Agostino Graziano Mantello, 41 anni, di Torre Ruggiero, Giovanni Rauti, 40 anni di Torre Ruggiero, Antonio Rei, 31 anni, di Chiaravalle Centrale, mentre è stata stralciata la posizione di Domenico Aiello, 49 anni, Palermiti. Tra gli indagati anche  Emanuele Mancuso,  Nensy Vera Chimirri e  Giuseppe Soriano.

    Le indagini hanno riguardato l’intera attività criminale posta in essere dal sodalizio tra il basso Jonio ed il vibonese. La droga, come specificato dal procuratore Gratteri durante la conferenza stampa veniva venduta anche davanti ai Sert

    Sono state le dichiarazioni del pentito Emanuele Mancuso a far luce sugli interessi del gruppo di fuoco, che secondo le sue parole,  aveva la disponibilità di munizioni di tipo mitra, kalashnikov e altre in uso alle forze armate. “Loro mi proposero con un biglietto scritto 10 o 15 armi che io proposi al mio fornitore di cocaina Ascone, che non li volle”. La disponibilità in capo al sodalizio Fabiano di ordigni indicati dal collaboratore, trova conferma in una conversazione del 31 maggio 2018 quando Antonio Corrado, dopo aver intrattenuto una trattativa con Damiano Fabiano che gli chiedeva di acquistare una dinamite, veniva beccato, in seguito ad una perquisizione effettuata dalla Polizia giudiziaria in possesso di una bomba a mano di provenienza militare, di 2,5 chilogrammi di Trinitrotoluene in pani, comunemente conosciuto come tritolo e di tutti gli accessori necessari alla sua accensione, micce a lenta combustione e detonatori compresi.

    Risultano indagati

    Raffaele Andreacchio, 43 anni, di Guardavalle; Ernesto Bertucci, 41 anni, Soverato; Anthony Salvatore Catanzariti, 25 anni, Olivadi; Vito Chiefari, 36 anni, Torre di Ruggiero; Nensy Vera Chimirri, 29 anni, di Nicotera; Giuseppe Corapi, 38 anni, San Sostene; Antonio Corrado, 53 anni, di Chiaravalle Centrale; Daniele Cortese, 31 anni, di Capistrano; Antonio Cuturello, 31 anni, Limbadi; Forturato Demasi, 46 anni, Simbario; Damiano Fabiano, 30 anni di Cardinale; Francesco Fabiano, 25 anni, di Chiaravalle Centrale; Giuseppe Fabiano, 37 anni, di Chiaravalle, Mirco Furchì, 28 anni, di Limbadi; Domenico Giorgi, 25 anni, Benestare; Domenico Giorgio, 41 anni, Chiaravalle Centrale; Luciano Iozzo, 58 anni, Chiaravalle Centrale; Salvatore Macrì, 33 anni, Chiaravalle Centrale; Emanuele Mancuso, 33 anni, Nicotera; Giuseppe Marco Marchese, 33 anni, di Chiaravalle Centrale; Michele Matarese, 45 anni, Montepaone; Gianluca Minnella, 26 anni, Bovalino; Mirko Pironaci, 36 anni, Montepaone; Antonella Procopio, 35 anni, Centrache; Bruno Procopio, 30 anni , Ardore; Santino Procopio, 38 anni, Centrache; Antonio Puntieri, 31 anni, Olivadi; Clemente Selvaggio, 26 anni Vibo Valentia; Giuseppe Soriano, 30 anni, Filandari; Roberto Venuto, 43 anni, Olivadi, Rocco Bruno Caruso, 51 anni, Serra San Bruno, Antonio Chiefari, 70 anni, di Torre Ruggiero; Gregorio Corrado, 32 anni, di Centrache; Vincenzo Manno, 30 anni, di Amaroni e Agostino Graziano Mantello, 41 anni, di Torre Ruggiero, Giovanni Rauti, 40 anni di Torre Ruggiero, Antonio Rei, 31 anni, di Chiaravalle Centrale.

    I legali degli indagati (Vincenzo Cicino, Francesco Maida, Vittorio De Giorno; Sabrina Apollinaro, Giovanni Russomanno; Antonio Carmelo Naso, Giuseppe Salvatore Riitano, Fulvio Vincenzo Attisani, Sergio Rotundo, Maria Antonietta Iorfida, Giovanni Vecchio, Diego Brancia e Daniela Garisto) hanno ora 20 giorni di tempo per accedere agli atti e formulare le difese di rito.

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