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“Libertà e disabilità”: Cimmino e la sua ultima tappa del “Giro d’Italia a nuoto”

Nel mese di agosto la tappa a Catanzaro dal quartiere Lido alla costa di Sellia Marina ora a Trieste sempre con entusiasmo e forza di volontà

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    “Libertà per le persone con disabilità”! Ciò detto a gran voce da Salvatore Cimmino all’arrivo della sua tappa finale del 15 ottobre a Trieste, per il “Giro d’Italia a nuoto 2021”. Con grande entusiasmo la città ha accolto il nuotatore di fondo (campano di nascita) che vive una disabilità a causa di una importante malattia che lo colpì all’età di 14 anni, subendo l’amputazione di una gamba. Ed è proprio da questo “status” che a quarant’anni nasce in lui la passione per il nuoto, tant’è che decide di intraprendere il “Giro d’Italia a nuoto 2021” per dare “voce” alla disabilità.

    Si ricorderà della sua tappa a Catanzaro nel mese di agosto, che lo vide intraprendere il tratto della costa “Catanzaro – Sellia Marina”, una traversata vissuta anche da chi lo ha pienamente coadiuvato, rimarcando i suoi stessi propositi su quantosia necessario l’abbattimento di quelle barriere architettoniche, ma anche “culturali”, che limitano ogni singola azione, riducendone la libertà. Ma la vera “disabilità”, come più volte ribadito da Salvatore Cimmino, sta purtroppo nella società e non nella persona, quella società che molte volte rimane cieca dinnanzi alle problematiche incontrate giornalmente da chi vive una disabilità.

    Il “Giro d’Italia a nuoto 2021” ha visto Cimmino percorrere a nuoto 3365 km di costa con 182 tappe, sempre sostenuto da quella “forza di volontà” che consente di superare ogni limite, soprattutto se sussiste l’intento di divulgare un profondo ed importante messaggio.

    Sono stati chilometri effettuati con grande entusiasmo, con amore e con quella passione che sempre si è letta nello sguardo di Salvatore Cimmino in ogni suo arrivo. In quest’ultima tappa, la bora di Trieste non ha fermato il “nostro nuotatore” e grande è stata l’accoglienza a lui riservata in “Piazza Italia”.

    In tutte le tappe effettuate c’è stata una considerevole partecipazione e accresce la speranza di far comprendere appieno che le difficoltà affrontate da chi vive una disabilità insieme alle proprie famiglie, debbano essere sempre più ridotte, perché il concetto che non si possa essere “prigionieri” della realtà in cui si vive, deve essere chiaro e comprensibile per l’intera società. (la foto si riferisce alla tappa di Catanzaro)

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