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Unindustria Calabria, la ripartenza verso il futuro è ora o mai più foto

Ricca di spunti l’Assemblea pubblica con la partecipazione del presidente nazionale Bonomi, del segretario generale Cisl Sbarra e del presidente della Calabria Occhiuto. Ferrara: precondizione, una nuova burocrazia regionale

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    Più volte rinviata causa Covid, l’Assemblea pubblica di Unindustria Calabria è calata nella Casa delle Culture di Catanzaro con tempismo perfetto nel mettere insieme tre variabili che solo qualche settimana prima non era dato prevedere in contemporanea: il varo della manovra finanziaria per il 2022, la riproposizione del Patto per l’Italia da parte di Carlo Bonomi con assist compiaciuto di Luigi Sbarra, l’insediamento di Roberto Occhiuto alla presidenza della Regione Calabria. Un mix ottimo sulla carta delle opportunità e distribuito a tutto tondo al tavolo dell’Assemblea, aperta dal saluto del sindaco e presidente della Provincia Sergio Abramo, soddisfatto di tanta carne messa a cucinare nel suo forno di casa, sia pure culturale. “Ripartire per il futuro” il tema da svolgere, con un riferimento non sapremmo dire se voluto al fortunato film del 1985 di Robert Zemeckis. Ma se “Ritorno al futuro” era uno dei tanti, e tra i più riusciti, approcci distopici a un presente non corrispondente alle aspettative, gli industriali calabresi e il loro presidente nazionale si trovano ad affrontare aspettative che non trovano supporto in un presente denso di incognite e alimentate dall’imminente arrivo delle “vagonate” (copyright Occhiuto) di fondi del Recovery plan.

    Generico ottobre 2021

    Ai quali viene da tutti, indistintamente, appiccicata l’etichetta “maneggiare con cura” perché “occasione” o “opportunità irripetibile”. Lo hanno ripetuto, in separata e succedanea trafila, tutti gli intervenuti al microfono: lo stesso Abramo, poi Natale Mazzuca che di Confindustria nazionale è uno dei dieci vicepresidenti con delega al Mare e al Mezzogiorno, Roberto Occhiuto appena insediato presidente della Giunta regionale, Aldo Ferrara presidente di Unindustria Calabria, Luigi Sbarra segretario generale Cisl e Carlo Bonomi che naturalmente ha chiuso i discorsi. Lo ha fatto, il presidente degli industriali italiani da neanche un anno, con due riferimenti alla Calabria, uno di tipo archeologico industriale, ricordando la posa della prima pietra del V Centro siderurgico di Gioia Tauro da parte di Giulio Andreotti (non siamo sicuri di questa attribuzione, ndr) nel 1975 non seguita dall’apposizione della seconda, per scongiurare una riproposizione della sequenza, e, secondo riferimento, di carattere scientifico, quel Progetto genoma che portato avanti con caparbietà dal calabrese catanzarese piemontese statunitense Renato Dulbecco è invece pietra miliare nel progresso scientifico e stella da seguire se si vuole veramente ripartire direzione futuro.

    Come fare lo ha declinato con forza oratoria e indubbio successo di consenso personale in fatto di applausi e consensi Aldo Ferrara, quando ha scansionato le tre missioni da assolvere: infrastrutture, investimenti e capitale umano, con particolare enfasi posta sugli investimenti, con un piano di incentivazione straordinario in cui bandi regionali semplici ma sistematici devono essere lo strumento per incanalare le risorse verso tutto ciò che produce crescita. Alle missioni Ferrara ha anteposto una precondizione: avere un apparato amministrativo sia regionale che degli enti locali all’altezza del compito, che abbracci il progetto di sviluppo, sia disancorato dalla politica e che sia di qualità e motivata al di là dei doveri di firma. Ora, anche qui, su questa faccenda della burocrazia hanno insistito un po’ tutti gli altri intervenuti. Lo ha fatto Carlo Bonomi “Serve una riorganizzazione della Pubblica amministrazione. Non possiamo pensare di scaricare le risorse che ci vengono messe a disposizione se non abbiamo il coraggio di una rigenerazione della Pubblica amministrazione”; lo ha sostenuto Roberto Occhiuto “In Calabria abbiamo un deficit di capacità amministrativa abbiamo un sistema burocratico che va motivato che va efficientato perché altrimenti non riusciremo a spendere bene le risorse Sono già al lavoro per fare una ricognizione delle qualità esistenti all’interno dell’apparato burocratico della Regione, chiedo al governo di aiutarmi ad avere qualche margine in più nella scelta dei direttori generali, nei concorsi utili a inserire giovani laureati giovani capaci ad aiutare i decisori politici. Le risorse del Pnrr sono importanti non solo perché danno la possibilità di fare degli investimenti, ma perché il Pnrr ci dà la possibilità di riformare l’apparato dello Stato. Le risorse sono come la benzina che si mette nel motore, il motore però deve essere efficiente”. Insomma, se il Pnrr non avrà l’effetto sperato è già bello e pronto il capro espiatorio sul quale puntare. Burocrate avvisato, mezzo salvato.

    Il clima nelle tre ore di convegno è stato, viste le circostanze propizie, concordante sulle diverse proposte e favorito dalle reciproche disponibilità. A iniziare da quella di Roberto Occhiuto: “Sarò impegnato da presidente della Regione a rendere più favorevole l’ambiente entro il quale le imprese devono lavorare. abbiamo imprese per esempio che hanno scarsissima patrimonializzazione. Chiederò a Confindustria di produrre un grande piano di attrazione degli investimenti, le economie che si sviluppano di più sono quelle che più ne sono capaci, la Calabria non ha avuto questa capacità. Eppure abbiamo tante risorse nel capitale cognitivo, le nostre università sfornano laureati eccellenti, abbiamo la possibilità di offrire alle imprese decontribuzione, aree industrializzate con incentivi statali e regionali: bisogna fare un grande piano di attrazione dimostrando che la Calabria è una terra dove le imprese possono lavorare tranquillamente. Partnership importanti come quella con Confindustria per noi sono decisive, strategiche per raccontare una Calabria che ha bisogno di raccontarsi con maggiore reputazione”.

    Da Luigi Sbarra è venuto l’invito a una grande attenzione sullo svolgersi dell’azione pubblica nei prossimi mesi: “Abbiamo questa opportunità irripetibile di tante risorse che ci arriveranno nei prossimi mesi che dovranno essere ben programmati e ben impegnati, mettendo al cento il tema del lavoro, degli investimenti veri in una prospettiva vera del Paese e del Mezzogiorno in modo particolare. Siamo stati uniti nella fase di emergenza sanitaria e rischiamo di uscire divisi nella ripartenza, dobbiamo mettere in campo ogni progettualità per utilizzare sino all’ultimo centesimo le tante risorse da Pnrr, dalla riprogrammazione dei fondi strutturali, dal fondo  Sviluppo e coesione, mettendo al centro il tema dei giovani, delle donne, del lavoro, per fare una grande operazione di investimento sulle infrastrutture, sulla piccola e media impressa, per garantire veri redditi di cittadinanza in sanità, scuola, trasporti, mobilità, lavoro”.

    Per una volta tanto, infine, da parte di Confindustria non arrivano richieste particolari. Per Carlo Bonomi, piuttosto, “abbiamo da offrire. Pensiamo di metterci a disposizione, abbiamo una manifattura importante, una manifattura che è la seconda d’Europa, se siamo in grado di costruire una vera partnership pubblico-privato, ecco, allora faremo il bene della Calabria e dell’Italia”. Così come il presidente di Confindustria non ha da rivolgere particolari suggerimenti a Roberto Occhiuto: “Non devo nessun suggerimento. Credo che tutti condividiamo che stiamo vivendo un momento storico importante, un momento che può segnare la svolta del nostro Paese, soprattutto sul tema delle riforme, perché al di là delle risorse che ci mette a disposizione l’Europa, abbiamo la possibilità di fare le riforme che il Paese sta aspettando da 25 anni. Quindi possiamo costruire un Paese efficiente e inclusivo, questa è la strada davanti a noi”. Prossima fermata, il futuro.

     

     

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