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Come diventare un barman e aprire un bar, info e consigli evergreen

Essendo un mestiere a stretto contatto con pubblico, bisogna saper fidelizzare il cliente con il giusto atteggiamento: occorre sviluppare, insomma, buone capacità relazionali

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    Molti giovani sognano di imparare a fare cocktail e drink e diventare barman, magari in un bar di proprietà. Per baristi, però, non basta sognare: servono talento e preparazione, abilità e conoscenze.

    Intanto, per diventare un barista bisogna fare dei corsi specializzati. La scelta principe resta un’ottima scuola alberghiera, in grado di darti una preparazione adeguata alle richieste del mondo del lavoro, dei bar nel nostro caso specifico. Se invece la passione per drink e cocktail dovesse arrivare più avanti con l’età, ci si può rivolgere alle associazioni di categoria come la FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), l’Associazione Italiana Barmen e Sostenitori (AIBES) o la Federazione Italiana Barman (FIB). I corsi specialistici promossi da categorie riconosciute sono solitamente un buon viatico per cominciare la professione.

    In ogni caso, è bene fare un distinguo tra barman, barista e bartender, che non sono sempre professioni sovrapponibili. Il barista lavora nei bar, nei ristoranti o negli alberghi ed è la figura addetta a preparare, mescere e servire bibite, caffè, drink; di solito, però, con barista si intende il professionista specializzato nella caffetteria e che quindi lavora di giorno e ha a che fare con tutto ciò che è legato al bancone del bar (per esempio, si occupa anche di verificare le scadenze e di rifornirsi dei prodotti necessari al lavoro).

    Con il termine inglese barman, invece, tendiamo a identificare l’addetto alla preparazione di cocktail e long drink, quindi impiegato soprattutto nel servizio notturno. Il bartender, infine, è il termine americano con cui si definisce il barman; spesso, nelle scuole di specializzazione, si usa questo termine perché si insegnano tecniche di miscelazione tipiche dell’American Bar. Oltre ai bar, il bartender lavora in locali notturni o locali specializzati in drink e cocktail.

    La realtà è che queste tre figure, pur non essendo del tutto uguali, hanno comunque molte caratteristiche in comune e non è detto che un barista non sia anche un abile bartender (e viceversa).

    Passando ai guadagni, lo stipendio di un barista varia a seconda del locale in cui opera, della sua esperienza e delle sue capacità: in media, un barista porta a casa circa 1200 euro mensili, ma questa cifra può variare molto. Se poi si vuole aprire un Bar e mettersi in proprio, bisogna conoscere bene le licenze, i requisiti e i costi connessi: per informarsi in modo adeguato, è bene rivolgersi a esperti come il team di Contributi PMI, che saprà fornire tutte le informazioni necessarie e guidare l’aspirante professionista nella realizzazione del suo progetto.

    Ma per diventare un bravo barista non servono solo capacità tecniche: serve amore per il proprio lavoro e per le persone. Essendo un mestiere a stretto contatto con pubblico, bisogna saper fidelizzare il cliente con il giusto atteggiamento: occorre sviluppare, insomma, buone capacità relazionali.

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