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Estorsione a imprenditore di Catanzaro, Cosimo Passalacqua confessa i tentati furti

Difeso dall'avvocato Piero Chiodo. Gli altri quattro indagati hanno scelto il silenzio

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    Uno ha deciso di parlare, in quattro hanno scelto il silenzio.

    Dei cinque indagati coinvolti nell’inchiesta della Dda di Catanzaro su una serie di estorsioni tentate e consumate aggravate dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore e della sua impresa edile, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Luca Veneziano, 34 anni di Catanzaro, assistito dal legale Anselmo Mancuso; Cosimo Berlingieri, 49 anni di Catanzaro, difeso dall’avvocato Alessandro GuerrieroEnzo Abbruzzese, 47 anni di Catanzaro, difeso dall’avvocato Mary Aiello e Gianluca Passalacqua, 35 anni di Catanzaro, difeso dall’avvocato Alessio Spadafora.
    Per Gianluca Passalacqua e Luca Veneziano i legali hanno chiesto la revoca dei  domiciliari.

    Ha invece voluto rendere la sua versione dei fatti, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gup del Tribunale di Catanzaro Gabriella Logozzo, Cosimo Passalacqua detto “U Toscanu”, 64 anni di Catanzaro, accompagnato dall’avvocato Piero Chiodo.

    Passalacqua ha negato di essere stato il protagonista di un’estorsione ambientale durata un trentennio nei confronti dell’imprenditore ma ha confessato i tentati furti commessi a casa della vittima e in uno dei suoi cantieri.

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