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Crisi Tim e telecomunicazioni: chiesto incontro con Occhiuto

La Cgil e le federazioni di categoria sono preoccupate per gli scenari che si prospettano per circa 15mila dipendenti che lavorano nel settore

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    Il comparto delle Telecomunicazioni in Calabria occupa circa 15mila addetti; 15mila posti di lavori; 15mila persone fortemente preoccupate degli scenari che si prospettano in termini occupazionali a causa dell’assenza di una visione industriale del Governo, tenendo conto della specifica situazione societaria di Tim, azienda leader e strategica nel settore.

    Per questo motivo, si legge in una nota stampa congiunta, la segreteria regionale della Slc Cgil, unitamente alle federazioni di categoria Fistel Cils e Uilcom Uil, con le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, ha chiesto un incontro urgente al presidente della Regione Roberto Occhiuto, al fine di aprire un tavolo permanente di settore per lo sviluppo e la tutela della sana e buona occupazione.

    “Tim – affermano i sindacati – rappresenta la più grande azienda del paese nel settore delle Telecomunicazioni. In Calabria occupa direttamente oltre mille addetti, generando contestualmente occupazione, tra appalti ed indotto, per altri 5mila lavoratrici e lavoratori calabresi. Va poi considerato il tema specifico della “rete unica” nel suo complesso come asset strategico che interessa non solo il settore delle telecomunicazioni ma l’intero universo produttivo. I ritardi strutturali manifestati con l’avvento della pandemia sulla connettività sia fissa che mobile, il paradosso del digital divide, sono temi che consideriamo debbano avere grande attenzione all’interno delle politiche industriali della Calabria, considerato, in particolare, che i temi della digitalizzazione e le risorse destinate, sono il fulcro centrale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

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