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Blocco dei pignoramenti, primo “nodo” politico per Occhiuto

La battaglia legale del presidente del COA: "E' anticostituzionale"

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    L’argomento più delicato. La questione più difficile ed urgente da trattare. Da sanare. E’ la sanità. Ed è su questo che il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sta lavorando. Ed è su questo che, forse, per la prima volta dal suo arrivo alla guida della Regione potrebbe riscontrare una divergenza di vedute.

    Sulle modifiche apportate in Senato al decreto Calabria arriva l’emendamento a firma del coordinatore regionale azzurro, Giuseppe Mangialavori, e dei colleghi Fulvia Caligiuri e Marco Siclari. Ma c’è di più: nelle stesse ore in cui Occhiuto portava il subcommissario/colonnello Maurizio Bortoletti nella conferenza dei capigruppo in consiglio regionale, Antonello Talerico, presidente dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro  chiama l’Avvocatura calabrese a prendere posizione. Oggetto del contendere è il blocco dei pignoramenti nei confronti di Asp e Ao che, secondo l’avvocato, primo dei non eletti proprio nella lista di FI, “non sarebbe solo anticostituzionale (già pende questione analoga presso la Corte Costituzionale), ma sarebbe un disastro economico per moltissime imprese e soggetti privati che a diverso titolo vantano già da anni crediti ingenti dalle strutture sanitarie calabresi”.

    La seconda questione sotto esame riguarda lo stop ai pagamenti alle altre Regioni per la mobilità passiva: per il 2022 sarà infatti escluso il computo delle somme dovute dalla Regione Calabria in base al saldo della mobilità sanitaria interregionale e ciò, secondo il presidente del COA, metterebbe “a rischio le cure mediche fuori regione per i non abbienti”.

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