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Maltrattava e offendeva la moglie davanti ai figli, condannato a due anni di reclusione

Sospensione condizionale della pena per l'imputato, che è stato anche assolto dal reato di violenza sessuale, e che è difeso dall'avvocato Gregorio Casalenuovo

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    Si è celebrata avantieri con rito abbreviato l’udienza preliminare a carico di S.A., di origini catanzaresi, imputato dei reati di cui agli artt. 572, comma 2, c.p. e 609 bis c.p. ossia i reati di maltrattamenti in famiglia, commesso in presenza dei figli minori, e violenza sessuale nei riguardi della compagna.

    In particolare, all’imputato, difeso dall’avvocato Gregorio Casalenuovo di Catanzaro, veniva contestato che, in presenza dei figli minori della persona offesa, D.F., mediante ripetute offese verbali, minacce ed aggressioni fisiche nei confronti di quest’ultima, maltrattava la compagna offendendone il decoro e la dignità e ponendola in uno stato di sofferenza morale e psichica tale da renderne la vita e l’esistenza particolarmente dolorosa.
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    atti che sarebbero accaduti a Catanzaro nel periodi del luglio 2018 e con condotta permanente. Ancora, S.A., era chiamato a rispondere  del più grave reato di violenza sessuale.

    A fronte di una richiesta di pena, formulata dal Pubblico Ministero, di 5 anni e 4 mesi di reclusione per entrambi i capi di imputazione, il Gup presso il Tribunale di Catanzaro, nella persona del Giudice Matteo Ferrante, ha accolto parzialmente le istanze difensive formulate dall’avvocato Gregorio Casalenuovo nel corso della sua discussione, emettendo una sentenza di condanna ad anni 2 di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia, con sospensione condizionale della pena e non menzione nel certificato del casellario giudiziario, mentre ha assolto totalmente l’imputato dal ben più grave capo di imputazione di violenza sessuale, previsto e punito dall’art. 609 bis c.p., con la formula terminativa più ampia dell’insussistenza del fatto.

    Essendo la motivazione contestuale, il difensore dell’imputato avrà 15 giorni per impugnare eventualmente la sentenza dinanzi la Corte di Appello di Catanzaro.

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