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Il Tribunale del Riesame sospende da avvocato Manna

Secondo l'accusa, il 30 maggio 2019 avrebbe consegnato a Marco Petrini, giudice ora sospeso della Corte d'Appello di Catanzaro, la somma di 5.000 euro in contanti

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    Il Tribunale del Riesame di Salerno  ha disposto  il divieto di esercitare la professione forense per  12 mesi, sospendendo la misura in attesa del definitivo pronunciamento della Corte di Cassazione, per Marcello Manna, avvocato e sindaco di Rende (Cosenza) e presidente di Anci Calabria. La Procura di Salerno, il 5 maggio scorso, aveva  chiesto l’arresto di Manna ma il gip, a settembre, aveva  respinto la richiesta per difetto di esigenze cautelari. I  magistrati campani hanno quindi fatto ricorso al Riesame che oggi ha deciso. Manna è indagato dalla Procura di Salerno guidata da Giuseppe Borrelli, con l’accusa di corruzione in atti giudiziari aggravata dal metodo mafioso.

    Secondo l’accusa, il 30 maggio 2019 avrebbe consegnato a Marco Petrini, giudice ora sospeso della Corte d’Appello di Catanzaro, la somma di 5.000 euro in contanti all’interno una busta da lettere contenuta in una cartellina da studio, data al giudice nel suo ufficio. In cambio Petrini avrebbe alterato “la dialettica processuale inquinando, metodologicamente, l’iter decisionale della Corte d’Assise  d’Appello da lui presieduta” emettendo una sentenza di assoluzione nei confronti dell’imputato Francesco Patitucci,  difeso da Manna, già condannato in primo grado, con rito abbreviato, a 30 anni di reclusione per concorso nell’omicidio di Luca Bruni avvenuto a Castrolibero il 3 gennaio 2012. La sentenza d’appello che assolve Patitucci, emessa il 4 dicembre 2019 sarebbe, secondo l’accusa, “contaminata in radice dagli eventi corruttivi”. Allo stesso tempo Manna avrebbe accettato la promessa, sollecitata dallo stesso Petrini, di un’ulteriore utilita’ a favore di un giovane regista di Lamezia Terme, cugino della moglie di Petrini, presso Giuseppe Citrigno, presidente della Calabria Film Commission. Di mezzo c’era l’attribuzione di un contributo, stabilito dal bando di gennaio 2019, “per l’attrazione e il sostegno di produzioni audiovisive e cinematografiche nazionali e internazionali nel territorio della Regione Calabria”. Il regista ha ottenuto un contributo di 175mila euro a seguito di stipula della convenzione avvenuta in data uno ottobre 2019.

    Le dichiarazioni di Manna

    “Con riferimento alla notizia relativa all’applicazione, nei miei confronti, della misura  interdittiva dalla professione, disposta dal Tribunale di  Salerno per un’ipotesi di corruzione in atti giudiziari insieme al magistrato Marco Petrini, nel rimarcare la mia più assoluta serenità in ordine alla correttezza ed alla liceità della mia condotta, assolutamente incompatibile, nella vicenda in argomento così come in ogni altra, in quarant’anni di professione, con la predetta ipotesi, devo necessariamente precisare, per amore di verità e per tutela della mia persona, quanto segue: Avverso il citato provvedimento è stato da me già  proposto ricorso per cassazione, con effetto sospensivo della misura”. Lo afferma l’avvocato Marcello Manna, sindaco di Rende  e presidente di Anci Calabria.

    “Questa – prosegue – è stata disposta all’apice di un vero e proprio accanimento processuale nei miei confronti,  contraddistinto da una serie di inammissibili iniziative inquisitorie che non mancherò di denunciare nelle competenti  sedi. Tra le tante, è bene che si sappia che il magistrato che mi accusa (unica fonte di prova a mio carico) è stato letteralmente indotto e costretto a fare il mio nome, accusandomi di averlo corrotto, dopo che per ben sette volte, nel corso dell’interrogatorio del 31 gennaio 2020, aveva espressamente negato ogni mio coinvolgimento nella vicenda, e solo dietro espressa dettatura del Pm che lo interrogava,  capendo che la relativa ammissione poteva giovargli per fargli ‘guadagnare’ gli arresti domiciliari, ha poi cambiato versione, pure incorrendo, ovviamente, in plurime imprecisioni, falsità ed inverosimiglianze, dando luogo sia il dichiarante, che chi lo interrogava a gravi irregolarità anche di rilevanza penale che non potranno restare impunite”.

    Manna afferma anche che, “che avendo colto l’inattendibilità  di detto magistrato, tanto  il Pm, nel corso dell’interrogatorio del 17 aprile 2020, quanto il  Gip del Tribunale di Salerno con l’ordinanza del 10 giugno 2020,  hanno rimarcato l’inattendibilità del dichiarante e la sua  interessata propensione a formulare false accuse” e che “la  stessa Procura di Salerno ha richiesto l’archiviazione degli  atti relativi a false accuse formulate dal Petrini nei confronti  di oltre 30 persone, tra i quali magistrati ed avvocati, che contrariamente alla campagna mediatica da taluno faziosamente  introdotta, dalla ripresa video dell’incontro tra me ed il  Petrini, non si evince affatto la consegna di denaro, ma  tutt’altro”.

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