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Slitta il Riesame di Pittelli: Dda deposita nuovi documenti

L'Appello della Procura contro la scelta dei domiciliari a Giancarlo Pittelli. Udienza rinviata ad aprile

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    È stata rinviata al 5 aprile l’udienza che si sarebbe dovuta tenere ieri, per discutere l’appello presentato dalla Dda di Catanzaro che ha proposto appello al Tribunale del Riesame perché venga disposta la riapplicazione della custodia cautelare in carcere a carico dell’avvocato Giancarlo Pittelli, ex parlamentare di Forza Italia, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa nel processo “Rinascita Scott” contro le cosche vibonesi in corso nell’aula bunker di Lamezia Terme. Una serie di atti inediti sono stati, infatti, depositati dalla Dda di Catanzaro questo ha reso necessario il posticipo dell’appello.

    L’appello della Dda, sottoscritto dal Procuratore Nicola Gratteri e dai sostituti Antonio De Bernardo, Annamaria Frustaci e Andrea Mancuso, è finalizzato a chiedere la revoca della decisione presa il 9 febbraio scorso del Tribunale di Vibo Valentia di concedere i domiciliari a Pittelli, già detenuto nel carcere di Melfi (Potenza).
    Sono tre le motivazioni sulle quali l’accusa fonda l’appello: “avere trasmesso una missiva ad un soggetto terzo”, cioè al ministro Mara Carfagna, violando così “il divieto d’interlocuzione con soggetti diversi da quelli con lui conviventi”; il coinvolgimento di Pittelli nell’inchiesta “Mala Pigna” della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e la cosiddetta “truffa dei diamanti” in cui l’ex parlamentare è coinvolto.

    La Dda fa anche riferimento ad un’informativa di reato della Guardia di finanza di Catanzaro, depositata il 5 novembre del 2021, riguardo la gestione della società “AT Alberghiera Turistica”. In questa vicenda Pittelli, “socio e amministratore di fatto – sostiene la Dda – della società, a partire dal 2018 aveva posto in essere condotte distrattive, che, in presenza di una dichiarazione di fallimento, integrano il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione, in danno del creditore
    (nel caso di specie, la Regione Calabria).
    Dagli atti – si legge su Gazzetta del Sud e su Calabria 7 – ci sono i video dei Social Network di Vittorio Sgarbi e delle interviste rilasciate da Giancarlo Pittelli ma anche il carteggio del verbale di diffida della Questura di Catanzaro relativa ad giorno in cui gli agenti della volante controllano se Pittelli è in casa, suonano al campanello, ma nessuna risposta. Gli agenti effettuano un secondo controllo alle 11.40 e questa volta la porta viene aperta e Pittelli che si scusa dicendo di non aver sentito prima il campanello, perché stava dormendo profondamente. Pittelli è stato diffidato al rigoroso rispetto delle prescrizioni contenute nell’ordinanza, rappresentando che ha l’obbligo di sottoporsi ai controlli ritenuti necessari dalla pg e che ogni ulteriore violazione o comportamento difforme dalle prescrizioni, potrebbe incidere sul credito fiduciario con ogni conseguente valutazione e determinazione da parte della polizia giudiziaria.

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