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Narrare per superare la violenza: nasce ‘Controfiabe’ scritto dai bambini della Casa Rifugio Mondo Rosa

Dal progetto del Centro Calabrese di Solidarietà finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, un volume colorato da artisti calabresi. E che grida no agli stereotipi di genere

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    Scrivere per liberarsi, immaginare per superare paure, creare fiabe per ‘esorcizzare’ violenza, per dare voce al proprio mondo interiore, che è solo il proprio, e per questo riempie di senso la vita. L’antico strumento del narrare, del raccontare, come terapia.

    Generico aprile 2022

    Di più. Superare stereotipi che esistono da sempre. Perché non c’è niente di male a essere principesse, ma si può essere principesse ingegnere, e costruirselo da solo e molto bene il proprio castello.

    Ecco allora cinque fiabe. Racconti nati dalla fantasia di ragazze e ragazzi vittime di violenza assistita, cioè quella violenza che lascia segni, crea disagi, depressione, disfunzioni nella crescita, forte dolore, e che significa assistere ripetutamente alla violenza, verbale, fisica o sessuale, di un genitore sull’altro. Ancora di più, controfiabe: un modo per superare gli stereotipi di genere.

    ‘Controfiabe. 5 storie per ragazzi libere e ragazze forti’ è il volume realizzato, attraverso un laboratorio di scrittura creativa, e laboratori di espressività corporea dai bambini vittime di violenza assistita accolti all’interno della Casa Rifugio ‘Mondo rosa’ attivato dal 2012 dal Centro Calabrese di solidarietà presieduto da Isolina Mantelli.

    Che in conferenza stampa al Tetro Comunale, come sempre intensa nelle sue parole, dice: ‘Se riusciamo a venire fuori dalla violenza, noi riusciamo a dire che le donne hanno fatto un passo avanti nella cultura e soprattutto nella inculturazione del maschile. E questo significherà aprire scenari nuovi. Che non saranno scenari di guerra, ma di pace, di collaborazione.

    Le donne siamo abituate nel nostro corpo a fare spazio agli altri, anche quelle che non diventiamo madri. C’è questa idea di una relazione genetica profonda.

    Io penso che le donne possano insegnare nella loro vita questo: il fare spazio all’altro, e non distruggere l’altro per avere più potere.
    Mondo Rosa vuole fare qualcosa di più, non basta solo accogliere e affiancare le donne maltrattate, ci proponiamo di cambiare la cultura, perché solo cambiando la cultura si può superare la violenza. E allora perché non cominciare dai bambini piccoli? E basta con l’idea che ciascuna di noi aspetta un principe azzurro, che poi si trasforma in Barbablù, forse possiamo tutte diventare la Cristoforetti, chi lo sa, oppure Carla Fracci’.

    In conferenza stampa Isolina Mantelli è stata affiancata da Katia Vitale, responsabile del progetto che ha dato vita alle Controfiabe, Francesco Passafaro del Cinema Teatro Comuniale e Susy Cardamone responsabile di Mondo Rosa.

    Mondo Rosa accoglie le donne vittima di violenza di genere e i loro figli, ed è un faro di speranza per tutte le donne che vogliano liberarsi dal giogo della violenza.

    Uno dei tanti tasselli del Centro Calabrese di Solidarietà, presieduto da Isolina Mantelli, che come è noto da quarant’anni con impegno si prende a carico situazioni di disagio importanti in Calabria legati a situazioni di dipendenza patologica, esclusione sociale, violenza familiare.

    Un libro colorato raccontato da scrittori importanti, i bambini di Mondo Rosa, e illustrato splendidamente da artisti contemporanei emergenti: Maria Valentini, Andrea La Chimia, Francesca Federica Curcio, Dario Bernardini, Giovanni Saladino, Vincenzo Rotundo.

    Controfiabe è stato realizzato grazie al progetto ‘La storia di…’: fare luce sui drammi ‘dimenticati’, raccontandoli, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Politiche della Famiglia, per affrontare appunto il problema della violenza assistita ancora tristemente sottovalutato dalle politiche di welfare e dall’opinione pubblica.

    E’ grande l’emozione per noi del Centro Calabrese di Solidarietà- precisa Katia Vitale, quando ogni progetto viene finanziato, questo è stato accolto con grande entusiasmo da tutti gli operatori e le operatrici del Centro Calabrese di Solidarietà, tutti formati per questo progetto. Perché il fenomeno della violenza assistita necessita che vengano ampliate le conoscenze e le competenze sul tema.

    I bambini hanno insegnato a noi quanto è importante esprimere se stessi nella propria libertà, senza aver paura di nessuno né di sentirsi diverso’.

    Susy Cardamone, responsabile di ‘Mondo Rosa, ha sottolineato: ‘Il progetto è iniziato dall’idea di quello che noi viviamo quotidianamente con i bambini di Mondo Rosa. Noi ospitiamo oltre alle donne vittime di violenza anche i loro figli, e in loro vediamo delle ferite sanguinanti, sulla loro pelle, quindi riuscire a attivare questi laboratori è stato puntare un faro su una violenza che è ancora molto nascosta, invece lascia delle ferite e delle tracce nel tempo, la nostra storia ce lo racconta, violenza assistita che si accompagna agli stereotipi”.

    A un certo punto è possibile che i fatti della vita diventino storie. E’ il momento dell’elaborazione del lutto, superiamo il dolore individuale mentre ne comprendiamo il valore collettivo.

    Raccontare e raccontarsi, come meraviglia antica, drammatizza e insieme sdrammatizza tutti i casi della vita: esercitando quest’arte abbiamo il potere di migliorare la vita a noi stess* e a chi ci sta vicino’ , leggiamo ancora nell’introduzione curata dalla presidente del Centro Calabrese di Solidarietà Isolina Mantelli.

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