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“Procedimento ondivago e ambiguo”. Quel dehor non va smontato

il Tar della Calabria con sede a Catanzaro dà ragione al titolare di un locale censurando un tutto l’operato del Comune 

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    Quel dehors era legittimo. Non solo. In tempo di Covid le indicazioni erano state quelle di consentire agli esercenti di dotarsi di spazi esterni, questo per permettere di lavorare in sicurezza. Ma evidentemente erano solo buone intenzioni, considerato che il comune ha utilizzato pugno duro contro chi si era attrezzato. Ma dopo ben tre ricorsi, il Tar ha accolto le ragioni difensive di un locale del centro storico difeso in giudizio da Rossella Laporta.
    I FATTI Il 28 agosto 2019 Il titolare  aveva presentato al Comune di Catanzaro un’istanza per il rilascio del permesso all’occupazione di suolo pubblico per dehors continuativo di cinque anni.
    Stante l’inerzia degli uffici competenti, con nota del 2 marzo 2020  ha diffidato l’amministrazione a rilasciare il titolo autorizzatorio, sull’assunto che lo stesso si fosse formato per silentium.
    A seguito della  diffida, il Comune di Catanzaro, con nota del 10 marzo 2020 ha comunicato che si  rendeva necessaria l’acquisizione del parere del Comando di Polizia Municipale, già richiesto il 2 ottobre 2019, sollecitandone al contempo l’adozione.Il menzionato parere è stato reso il successivo 18 marzo 2020. Venivano rilevate alcune criticità afferenti alla circolazione stradale, cosicché  il dirigente del SUAP, conformandosi al parere , ha emanato la determinazione di rigetto dell’istanza di occupazione  di suolo pubblico per dehors continuativo.
    RIATTIVAZIONE E NUOVO RICORSO L’amministrazione comunale ha quindi riattivato il procedimento, nell’ambito del quale è intervenuta dapprima la nota del Comando della Polizia Locale del 4 agosto 2020, prot. 71505, contente parere negativo sull’installazione del dehor in questione per ragioni di viabilità, quindi la determinazione del dirigente del Settore Patrimonio, Provveditorato, Partecipate del 23 settembre 2020, n. 2192, recante “diniego di occupazione suolo pubblico per installazione dehors. Il nuovo ricorso, presentato sempre dal titolare , ha ad oggetto la nota del dirigente del Settore Patrimonio del Comune di Catanzaro del 19 gennaio 2022, con la quale è stata ordinata al ricorrente la rimozione immediata, e comunque non oltre 30 giorni dalla notifica dell’atto, della struttura di mq. 17 posta su area pubblica sita in Via Jannoni, n. 4/6 ed il ripristino dello stato dei luoghi.
    “AMBIGUITA'” Secondo i giudici il procedimento ha avuto uno e i provvedimenti sono ambigui.
    Il Comune di Catanzaro, infatti, dopo aver comunicato l’avvio del procedimento volto all’annullamento della concessione di area pubblica, ha poi emesso un provvedimento che, da un lato, esercita il potere amministrativo non in termini di annullamento del titolo concessorio, ma di sgombero di un’area che sarebbe “impropriamente” occupata, disponendo la rimozione del dehors; dall’altro, comunica l’avvio di un nuovo procedimento, senza specificare quale sia l’oggetto del procedimento avviato.

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