Quadro di Rotella conteso ed il boomerang del ricorso proposto dall’ex capogabinetto di Abramo nel 2018 che non riteneva adeguate le spese riconosciute

La Corte d’appello evidenzia che nella disputa tra Comune, L’Una di sera e Antonio Viapiana, non è stata considerata la posizione degli eredi del Maestro

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    Aver impugnato la sentenza perché si riteneva che le spese di soccombenza non fossero adeguate, potrebbe costare molto di più a chi, ancora oggi sostiene di essere il proprietario di una tela firmata dal maestro catanzarese Mimmo Rotella.

    Il Comune infatti ha deliberato la nomina dei legali interni al fine di riassumere la questione in giudizio, così come ha deciso la Corte d’appello di Catanzaro con sentenza numero 644/2022, riunita in camera di consiglio Riunita in camera di consiglio e composta dal presidente Alberto Nicola Filardo, dal consigliere Teresa Barillari, e dal relatore Giovanna Gioia.

    ALCUNI MOTIVI DI INOPPORTUNITA’

    Non era ancora sorto il nuovi millennio quando la vicenda ebbe inizio.Se con questo si vuole fare riferimento al momento in cui la mostra del Maestro Rotella venne allestita a Catanzaro. Il punto però è che il giudizio, instaurato dalla giunta Olivo, proseguì ed ebbe i suoi effetti anche nella giunta Abramo, allorquando l’attuale proprietario del quadro era capogabinetto del sindaco in carica, e nonostante ciò propose ricorso contro al sentenza di I grado, che pure aveva vinto sotto l’aspetto del riconoscimento della proprietà del quadro, poiché non riteneva adeguate le spese che il giudice aveva riconosciuto a lui e all’associazione.

    PERCHE’ IL COMUNE RIVENDICA LA PROPRIETA’ DEL QUADRO

    Con atto di citazione il Comune di Catanzaro conveniva in giudizio dinnanzi al Tribunale, l’Associazione Culturale “L’Una di Sera”, al fine di accertare e dichiarare che l’opera di Mimmo Rotella “Tacco a spillo ritrovato: omaggio a Catanzaro” è di proprietà del Comune di Catanzaro e, per l’effetto, condannare stessa associazione alla restituzione dell’opera di Mimmo Rotella “Tacco a spillo ritrovato: omaggio a Catanzaro”. Sosteneva il Comune: – che con ordinanza del Sindaco al Maestro Mimmo Rotella veniva consentito di procedere, a suo insindacabile piacimento, alla defissione di manifesti pubblicitari in tutto il territorio comunale; – che con delibera 24 settembre 1999 n. 487 la Giunta assumeva per intero l’onere della mostra antologica del Maestro Rotella, allestita dall’associazione l’Una di Sera che in occasione dell’evento veniva presentata l’opera “ Tacco a Spillo ritrovato , omaggio a Catanzaro” realizzata dal Maestro Rotella utilizzando manifesti prelevati dagli spazi comunali a seguito dell’ordinanza sindacale. – che terminata la mostra il quadro di proprietà del Comune che il Maestro Rotella aveva inteso donare alla città non veniva riconsegnato dall’associazione l’Una di Sera.

    LE RAGIONI DELL’ASSOCIAZIONE L’UNA DI SERA E DI ANTONIO VIAPIANA E IL FALLIMENTO DELLA MEDIAZIONE E AL SENTENZA DI PRIMO GRADO

    L’associazione “L’una di sera” eccepiva il difetto di legittimazione attiva del Comune perché, a suo dire, il Maestro Rotella aveva fatto dono dell’opera non all’amministrazione ma ad un collezionista privato, oltre che il conseguenziale difetto di legittimazione passiva.

    Nel 2011 si inseriva nel giudizio Antonio Viapiana, deducendo di essere legato al maestro Rotella da profondo rapporto di amicizia, stima e collaborazione professionale, che l’opera in questione gli fosse stata donata dall’autore e che l’associazione avesse opportunamente riconosciuto i diritti di proprietà. Viapiana chiedeva che fosse dichiarato esclusivo proprietario dell’opera d’arte . Con ordinanza del dicembre 2011 il giudice assegnava alle parti termine di 15 giorni per la presentazione della domanda di mediazione, che ebbe sito negativo. La causa era istruita documentalmente. Con sentenza n. 983/2018,il tribunale rigettava la domanda del Comune e dichiarava che l’opera d’arte “Tacco a spillo ritrovato: omaggio a Catanzaro” era di proprietà di Antonio Viapiana. Contestualmente il Comune veniva condannato al pagamento in favore dell’associazione e di Viapiana delle spese del giudizio in € 1.378,00 per entrambi.

     

    IL RICORSO DELL’ASSOCIAZIONE CHE POTREBBE RIVELARSI UN BOOMERANG E LA RECENTE DECISIONE DELLA CORTE D’APPELLO

    A dicembre 2018 l’Associazione “L’una di sera” ed Antonio Viapiana, impugnavano la sentenza sul solo capo della condanna alle spese, ritenuta insufficiente.

    Si costituiva in giudizio il comune di Catanzaro impugnando e contestando tutto quanto e proponendo appello incidentale contro la sentenza chiedendo che venisse riconosciuta la proprietà dell’opera d’arte in capo al Comune di Catanzaro. Secondo i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro deve essere pronunciata declaratoria di nullità della sentenza impugnata poiché , con comparsa di intervento volontario depositata all’udienza di prima comparizione a dicembre 2011, è intervenuto nel giudizio di primo grado Antonio Viapiana, deducendo di essere legato al maestro Rotella da profondo rapporto di amicizia, stima e collaborazione professionale e che l’opera in questione gli era stata donata dall’autore, per cui era da considerarsi unico proprietario dell’opera, per come anche riconosciuto dall’associazione convenuta. Viapiana ha, altresì, formulato espressa domanda di rivendicazione di proprietà chiedendo che fosse dichiarato esclusivo proprietario dell’opera d’arte per cui è causa.

    SECONDO AL CORTE D’APPELLO DI CATANZARO IL GIUDICE DI PROMO GRADO NON HA TENUTO CONTO DELLA POSIZIONE DEGLI EREDI DI ROTELLA

    Secondo la Corte d’appello di Catanzaro, il giudice di prime cure ha accolto la domanda riconoscendo e dichiarando in capo a Viapiana la proprietà dell’opera d’arte “Tacco a spillo ritrovato: omaggio a Catanzaro”. Tuttavia, alla luce della domanda formulata dal terzo intervenuto, il giudice avrebbe dovuto procedere all’integrazione del contraddittorio nei confronti dei litisconsorti necessari, gli eredi del Maestro Mimmo Rotella. In tema di domanda di rivendica di un bene proposta da uno o più soggetti che assumono di esserne proprietari, la necessità dell’integrazione del contraddittorio dipende dal comportamento del convenuto. Infatti, qualora egli si limiti a negare il diritto dell’attore, non si richiede la citazione in giudizio di altri soggetti; qualora, al contrario, eccepisca di esserne il proprietario esclusivo, il contraddittorio deve svolgersi nei confronti di tutti coloro dei quali si prospetta la titolarità per legge (litisconsorzio necessario), affinché la sentenza possa conseguire un risultato utile che, invece, non avrebbe in caso di mancata partecipazione al giudizio di coloro che risultano proprietari, non essendo essa a loro opponibile. Il difetto di integrità del contraddittorio nel primo grado del giudizio, in riferimento all’ipotesi di litisconsorzio necessario per ragioni di ordine sostanziale, può essere rilevato d’ufficio dal giudice d’appello. “A tanto consegue – concludono i giudici id secondo grado – la nullità della sentenza con conseguente rimessione della causa al giudice di primo grado”.

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