Patrimonio geominerario di Amaroni: l’Archeoclub propone una convenzione
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Immagine di repertorio“Patrimonio geominerario di Amaroni: l’Archeoclub propone una convenzione all’Università di Bari per includere il sito di Piano di Pirara Amaroni– Un passo decisivo verso la mappatura scientifica e la valorizzazione della storia mineraria delle Serre calabresi. L’Archeoclub d’Italia Sede Locale di Amaroni, guidato dal presidente Lorenzo Satanassi, ha presentato una proposta formale all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
L’istanza punta a stringere un accordo formale per estendere le ricerche accademiche a un’area cruciale del territorio: la miniera di Piano di Pirara. Al tavolo dei lavori, insieme all’associazione e al direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, siederà anche il professor Vincenzo Festa, docente di geologia presso l’ateneo barese.
Che cos’è una convenzione scientifica e perché è importante?
Per i non addetti ai lavori, una convenzione scientifica è un accordo ufficiale e formale stipulato tra istituzioni pubbliche o enti del Terzo Settore e il mondo accademico. Questo strumento giuridico serve a stabilire le regole del gioco: definisce con precisione chi fa cosa, stabilisce i ruoli e mette a sistema le reciproche competenze.
La sua importanza è straordinaria per il territorio: permette a una piccola comunità locale di accedere gratuitamente alle tecnologie e alle competenze di una grande università. Senza questo legame formale, le ricerche scientifiche sul campo non avrebbero valore legale e i dati raccolti rimarrebbero isolati. La convenzione, di fatto, trasforma un sito abbandonato in unlaboratorio di ricerca riconosciuto a livello nazionale.
Allargare gli orizzonti: oltre il Fosso di San Luca
La proposta di collaborazione nasce da una chiara esigenza strategica. Attualmente, infatti, i ricercatori dell’Università di Bari si stanno già occupando attivamente dei rilievi e degli studi nell’area di Fosso di San Luca. Tuttavia, per avere un quadro geologico e industriale davvero completo della zona, l’Archeoclub ha ritenuto fondamentale richiedere l’inserimento formale del sito minerario di Piano di Pirara all’interno del programma di ricerca. Questo sito è caratterizzato da mineralizzazioni pegmatitiche uniche, storicamente ricche di feldspato e quarzo, che meritano un’indagine approfondita sia sotto il profilo geologico sia sotto quello dell’archeologia industriale.
Zero costi per le casse pubbliche e associative
Un aspetto fondamentale di questa proposta riguarda il bilancio economico, che è bene chiarire per evitare qualsiasi malinteso: la convenzione non comporta alcun onere economico diretto tra le parti.
Questo significa che non ci sono costi a carico dell’Archeoclub di Amaroni, che sosterrà l’iniziativa esclusivamente tramite il lavoro volontario dei soci e il supporto logistico. Allo stesso modo, non ci sono costi o spese a carico dell’Università di Bari, né tantomeno tasse per i cittadini. Si tratta di un accordo basato sul puro scambio di competenze per il bene pubblico, salvo l’eventuale e futura intercettazione di specifici finanziamenti europei o bandi di ricerca esterni.
Comefunzionerà l’accordo: tecnologia e formazione
Una volta siglato, l’accordo darà vita a una collaborazione multidisciplinare della durata di cinque anni. L’Università di Bari si occuperà del coordinamento scientifico utilizzando strumenti avanzati come il telerilevamento, le immagini satellitari e la creazione di modelli digitali in 3D.
L’Archeoclub di Amaroni fornirà il supporto logistico sul territorio e metterà a disposizione il proprio archivio di mappe storiche. Inoltre, gli studenti universitari potranno accedere a tirocini formativi sul campo per studiare da vicino la geologia applicata.
I risultati delle indagini geologiche a Piano di Pirara e al Fosso di San Luca confluiranno infine in pubblicazioni, convegni e seminari pubblici, per trasformare l’antica attività estrattiva di Amaroni in una risorsa culturale e turistica stabile.



