Taverna, l’ingegnere Antonio Durante conquista l’App Store con “QuantoSpendo”

L'app sviluppata dal 29enne tavernese è tra le più scaricate nella categoria Finanza italiana: "Non fotografa il passato, ti dice cosa ti aspetta"

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    Dalla Calabria all’App Store con un’applicazione che punta a rivoluzionare la gestione delle spese personali. Si chiama “QuantoSpendo” ed è stata sviluppata dall’ingegnere informatico di Taverna Antonio Durante, 29 anni, conosciuto anche con il soprannome “Sic”. L’applicazione è già salita fino al 53° posto della classifica italiana della categoria Finanza su App Store.

    QuantoSpendo: ci può spiegare l’utilità di questa sua creatura informatica?
    “Quasi tutte le app di questo tipo ti dicono quanto hai già speso: registri le uscite, guardi lo storico, fine. QuantoSpendo parte da lì ma fa un passo in più, ed è il motivo per cui esiste: guarda avanti. Mette in fila abbonamenti, rate e spese fisse e proietta i mesi che verranno, così ti dice in anticipo quali saranno pesanti e ti spiega perché lo sono — per esempio un mese in cui cadono insieme l’assicurazione dell’auto e il bollo diventa un mese critico, e tu lo sai con largo anticipo invece di scoprirlo quando il conto è già scoperto. In pratica non fotografa il passato, ti fa vedere cosa ti aspetta prima che ti ci trovi dentro.”

    La sua applicazione è 53 nella classifica di Finanza italiana: immaginava così tanto successo? Perché piace così tanto?
    “Sinceramente non me lo aspettavo, non a questa velocità. Il primo giorno ho fatto una settantina di download ed ero già contento; arrivare fino alla posizione 53 in pochi giorni è stato inaspettato. Credo piaccia per due motivi: risolve un bisogno che hanno tutti — sapere quanto puoi spendere davvero — e l’ho curata nei dettagli, perché volevo un’app bella e immediata. E la sto costruendo in pubblico, raccontando ogni passo sui social: le persone si affezionano a un progetto quando ne vedono la storia.”

    Quando è nata la sua passione per l’informatica?
    “A nove anni, quando mi regalarono il mio primo computer. Ne rimasi folgorato: da quel giorno non l’ho più mollata. Col tempo ho capito che l’informatica non era solo scrivere programmi: è progettare un sistema intero. Nel mio lavoro mi occupo di tutto lo stack — dal server e le basi di dati fino all’app che l’utente tiene in mano, passando per la sicurezza dei dati e l’infrastruttura che tiene tutto in piedi. È questa la differenza tra uno sviluppatore e un ingegnere informatico: non costruisci solo un pezzo, ma governi l’intera macchina. E ancora oggi non passa giorno senza che impari qualcosa di nuovo, perché è un mestiere in cui non si finisce mai di studiare.”

    Taverna e la Silicon Valley: divisi dalla geografia e uniti da QuantoSpendo? Che effetto fa questo connubio? Quale forma di restanza esprime?
    “Oggi non serve per forza andarsene per fare un lavoro che ha valore. La Silicon Valley è lontana sulla cartina, ma gli strumenti e i linguaggi con cui costruisco QuantoSpendo sono gli stessi che si usano là: quel mondo non è più un altro pianeta, è a portata di chiunque abbia voglia di studiare e mettersi in gioco. E l’app è tradotta in più lingue, quindi non parla solo all’Italia. La mia forma di restanza è semplice: dimostrare che tecnologia di buon livello si può costruire anche da qui, senza dover per forza fare le valigie. La geografia non è più una barriera; e mi fa piacere che, se il progetto cresce, porti con sé anche il nome del posto da cui viene.”

    Quanti anni ha e perché si fa chiamare Sic?
    “Ho 29 anni. “Sic” è un soprannome delle medie: avevo dodici anni, in quel periodo Marco Simoncelli spopolava nella MotoGP e io avevo dei capelli ricci enormi, proprio come i suoi. I compagni cominciarono a chiamarmi “Sic” e non mi hanno più mollato. I capelli, quelli, me li sono tagliati verso i diciannove — ma il soprannome è rimasto, ci sono affezionato e spero di portarlo per sempre.”
    Se coinvolti e valorizzati, i giovani hanno molto da dare: consentono alla società di camminare al passo con i tempi. Antonio Durante ne è un esempio palese.

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