Addio a Franco Baresi, il ricordo delle sfide con il Catanzaro

Scomparso a 66 anni il simbolo del Milan e della Nazionale. Tra il 1978 e il 1982 gli incroci con le Aquile negli anni d'oro della Serie A

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    ‘Piscinin’ era il soprannome che si era guadagnato ad inizio carriera quando entrando per la prima volta nel cerchio dei più grandi un massaggiatore del Milan lo vide con addosso una divisa di parecchie taglie più grande e lo apostrofò così – ‘piccolino’ in dialetto milanese. ‘Kaiser Framz’ invece quello che si è conquistato sul campo, in anni e anni di battaglie – sempre con la stessa maglia addosso e con la fascia di capitano al braccio – con uno stile che a molti ha ricordato quello di un altro grande del pallone : Beckenbauer. Il calcio italiano piange oggi per la scomparsa di uno dei suoi indiscussi simboli: Franco Baresi, bandiera del Milan e della Nazionale, è deceduto all’età di 66 anni. Da tempo malato, l’ex difensore – negli ultimi anni vicepresidente onorario del Milan – si è spento nelle scorse ore a dopo una lunga malattia. L’estate passata era stato sottoposto a un’operazione chirurgica per asportare un nodulo al polmone, poi la lenta ripresa; la sua presenza in qualità di tedoforo alla cerimonia di inaugurazione dei giochi olimpici di Milano Cortina aveva commosso l’intero mondo sportivo italiano: lo stesso mondo sportivo che oggi senza differenze si raccoglie nell’omaggio e nel ricordo.

    LUI E LE AQUILE – Icona di un calcio d’altri tempi, Franco Baresi è stato anche avversario del Catanzaro in passato. Il 17 settembre 1978 scese in campo con il Milan al ‘Militare’ nella sfida di Coppa Italia (2-2, Chiodi, Ranieri, Bet, Palanca) che regalò alle aquile la certezza del primo posto nel girone e la qualificazione al turno successivo ai danni appunto dei rossoneri, del Lecce, della Spal e del Foggia; quello stesso anno fu avversario dei giallorossi anche in campionato, protagonista del 4-0 (7 gennaio 1979, gol di Chiodi, Bigon, Novellino, Antonelli) dei meneghini a San Siro e dell’1-3 (29 aprile 1979, reti di Maldera, Ranieri, Novellino, Antonelli) del ritorno a Catanzaro. Era quello il Milan di Liedholm che da lì a poco si sarebbe laureato campione d’Italia ed era quello il grande Catanzaro di Mazzone destinato a chiudere al nono posto ed in semifinale di Coppa Italia la sua stagione. L’anno dopo altre due sfide disegnate dal destino: il pallido zero a zero del 16 dicembre 1979 a Milano ed il trionfo rossonero del 27 aprile 1980 a Catanzaro (0-3, Galluzzo, Antonelli, Groppi) gara quest’ultima che Baresi saltò per scelta tecnica di Giacomini. Milan retrocesso al termine di quel campionato sull’onda dello scandalo ‘Totonero’ e Catanzaro di Merlo salvo in extremis per decisione del tribunale. Nel 1981/82 gli ultimi due incroci tra Baresi e le aquile: quello ancora mancato dell’1 novembre 1981 a Catanzaro (nell’epico 3-0 giallorosso firmato Bivi, Borghi, Mauro; Baresi assente per una fastidiosa infezione da staffilococco che lo avrebbe tenuto lontano dal campo per una buona porzione di stagione) e quello invece vissuto per intero il 14 marzo 1982 a Milano (altrettanto epico per le aquile terminato 0-1 con gol di Bivi). Quel Milan di Radice e Galbiati poi tornò di filato in B, il Catanzaro di Pace castigatore invece tirò dritto verso l’alto conquistando il settimo posto nella massima serie.

    A Catanzaro Baresi scese in campo anche con la maglia azzurra: il 23 febbraio 1982, nella sfida tra selezioni under21 contro la Serbia, che vide l’Italia soccombere per 0-1 (Nicholas); in campo con lui quel giorno anche i giallorossi Mauro, Celestini, Borghi e Bivi.

    CAMPIONE E SIMBOLO – Nel suo curriculum da calciatore un titolo mondiale (Spagna 82), un secondo (USA 94) ed un terzo posto (Italia 90) in altre due competizioni iridate con l’Italia, più sei scudetti, quattro Supercoppe Italiane, tre Coppe dei Campioni, due Supercoppe Europee, due Coppe Intercontinentali con il Milan. Un campione indiscusso di stile – di quelli di cui tanto si sente la mancanza oggi – una colonna nella storia del calcio italiano con cui il Catanzaro ha potuto misurarsi e che ha potuto apprezzare. Mancherà, questo è certo: ad un calcio terribilmente diverso, povero, senza bandiere e sentimenti.

    Franco Baresi nelle sfide contro il Catanzaro

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