Maida istituisce il Registro dei Dimoranti: riconosciuti i 30mila discendenti degli emigrati nel mondo

Il Consiglio comunale approva all'unanimità uno strumento che rafforza il legame con le comunità maidesi all'estero. L'iniziativa, nata da quindici anni di ricerca storica

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    Il Comune di Maida riconosce ufficialmente il legame con i propri emigrati e con i loro discendenti sparsi nel mondo. Il Consiglio comunale ha infatti approvato all’unanimità, nella seduta del 30 luglio, l’istituzione del Registro comunale dei Dimoranti, uno strumento pensato per mantenere vivo il rapporto tra il paese e le migliaia di persone che, pur vivendo all’estero, continuano a conservare un forte senso di appartenenza alle proprie origini. Secondo i promotori, si tratterebbe della prima iniziativa di questo tipo in Italia.

    Il registro è dedicato ai circa 30mila discendenti dei maidesi emigrati nel corso del Novecento e oggi residenti soprattutto negli Stati Uniti, in Argentina, Svizzera, Germania e Australia. L’obiettivo non è modificare lo status anagrafico o giuridico di queste persone, ma riconoscere formalmente un legame costruito nel tempo attraverso la memoria familiare, la storia e le radici culturali.

    L’iniziativa nasce da un lungo lavoro di ricerca storica condotto da Luca Cervadoro, ricercatore di storia patria, che nell’arco di quindici anni ha raccolto documenti d’archivio e testimonianze dirette degli emigrati maidesi e dei loro discendenti nei cinque continenti. Da questo percorso è maturato anche il concetto di “Ius Loci Latente”, proposto come una forma di appartenenza che si affianca ai tradizionali principi dello ius soli e dello ius sanguinis. Un’appartenenza che non deriva dalla residenza o dalla cittadinanza, ma dalla memoria collettiva e dal legame con il luogo d’origine.

    Il progetto era stato presentato pubblicamente lo scorso 25 luglio a Vena di Maida, borgo di origine arbëreshë che da oltre cinquecento anni conserva lingua, cultura e tradizioni della comunità albanese insediatasi in Calabria. L’incontro, ospitato nella piazza del paese davanti a circa duecento persone, ha alternato letture, musica dal vivo e testimonianze dedicate al tema dell’emigrazione e dell’identità, offrendo un primo momento di confronto con la cittadinanza.

    L’istituzione del Registro dei Dimoranti si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro dei piccoli comuni e sul rapporto con le comunità emigrate. In territori che negli ultimi decenni hanno conosciuto un progressivo spopolamento, il patrimonio rappresentato dai discendenti degli emigrati viene considerato una risorsa culturale e identitaria da valorizzare, mantenendo vivo il legame con il territorio anche a distanza di generazioni.

    Con il voto unanime del Consiglio comunale, Maida compie così un passo simbolico ma significativo, riconoscendo che la propria comunità non coincide soltanto con chi oggi risiede nel paese, ma comprende anche migliaia di persone che, pur vivendo in altri continenti, continuano a sentirsi parte della storia e dell’identità della comunità maidese. Il Registro comunale dei Dimoranti nasce proprio con questa finalità: trasformare la memoria dell’emigrazione in un ponte stabile tra il territorio e i suoi figli nel mondo.

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