Emergenza incendi in Calabria: l’OPAT chiede l’annullamento della stagione di caccia 2026 e fondi per la fauna

Oltre 3.500 ettari di boschi in fiamme e una grave emergenza idrica mettono a rischio la sopravvivenza degli animali selvatici

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    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    Chiediamo a gran voce che sia annullata la stagione di caccia in tutta la Calabria, dopo questo periodo di incendi e devastazioni ripetute nei nostri boschi.

    Già nei primi mesi del 2026, la Calabria si conferma la seconda regione più colpita in Italia per incendi boschivi (1.900–2.000 ettari colpiti) e nel mese di luglio 2026 i dati satellitari e i report di associazioni e istituzioni stimano che le superfici percorse dal fuoco hanno aggiunto altri 1.500 ettari durante i roghi intensi della seconda metà di luglio, portando a un bilancio parziale di 3.500 ettari complessivi di patrimonio boschivo bruciato ( e agosto non è ancora finito) 3.500 ettari equivalgono a circa 5.000 campi da calcio standard…riusciamo a immaginare?

    I danni al nostro patrimonio flori-faunistico sono davvero incalcolabili ed è impensabile che non si riesca a concepire una sospensione opportuna alla stagione di caccia 2026, anche e soprattutto per favorire il giusto e corretto ripopolamento delle tante specie animali che sono state letteralmente “falciate” dalle fiamme (essendo il periodo estivo il momento in cui i cuccioli di tutte le specie crescono per poi diventare “adulti”).

    Statisticamente, almeno due generazioni di animali (genitori e piccoli) hanno trovato la morte nelle fiamme dei roghi (tutti dolosi) che hanno accompagnato e continuano a contrassegnare tristemente l’estate 2026.

    Come è possibile che a livello regionale, si sia autorizzato il 21 giugno il piano faunistico venatorio, con il decreto VINCA, autorizzando le preaperture della caccia anche nelle aree protette?
    Qualunque siano state le motivazioni che hanno spinto il consiglio regionale ad autorizzare il piano faunistico venatorio e le concessioni ai cacciatori, adesso devono essere rivisti proprio in virtù dell’emergenza climatica (siccità), ma soprattutto per l’incontenibile sciame di incendi nella nostra Regione.

    Il presidente Occhiuto attraverso l’ordinanza regionale per la tutela degli animali di affezione in Calabria durante l’estate, ha dimostrato una sensibilità alla causa che siamo sicuri lo porterà a riconsiderare, proprio in virtù dell’innegabile situazione emergenziale, gli accordi e le concessioni alle associazioni venatorie nel mese di giugno.

    E siamo anche sicurissimi che il mondo venatorio calabrese accoglierà di buon grado la nostra richiesta, proprio perché e citiamo Federcaccia Calabria :“la caccia, non può essere considerata soltanto un’attività ricreativa, ma svolge un importante servizio ecosistemico… I cacciatori sono sempre stati in prima linea, pronti e disponibili a collaborare con le istituzioni, svolgendo un lavoro fondamentale per il territorio” https://www.federcaccia.org/calabria.

    Questo è il momento giusto per manifestare concretamente tutta la cura, l’attenzione e la tutela che proclamano di riporre nei confronti degli animali selvatici…

    Abbiamo ricevuto molte segnalazioni da parte di allevatori calabresi dalle quali si evince con chiarezza che la situazione degli animali sia disastrosa per quanto riguarda la carenza di acqua e cibo.

    Immaginiamo in quali condizioni possano versare gli animali selvatici e tutti gli uccelli migratori che proprio nelle nostre terre trovavano da sempre conforto e ristoro prima di migrare nei paesi più caldi?

    Siamo quindi sicuri che gli interessi delle associazioni dei cacciatori calabresi, possano passare in secondo piano (anche perché hanno più volte dichiarato che il loro vero intento sia quello di proteggere e tutelare la biodiversità) e che la salvaguardia del nostro patrimonio faunistico decimato e ridotto a pochi esemplari dai ripetuti incendi e dalla siccità debba diventare la priorità assoluta per la nostra Regione.
    Calabria che è diventata ahinoi famosa anche all’estero per le dichiarazioni rilasciate dal nostro presidente della protezione civile, in merito ai gatti usati come inneschi vivi per gli incendi…cosa dovrebbe pensare l’opinione pubblica italiana ed europea, in merito al fatto che a parte le dichiarazioni, non venga attuato nessun piano concreto di tutela, salvaguardia e attesa di naturale ripopolamento?
    Il nostro ecosistema e la nostra biodiversità sono un patrimonio collettivo e non sono una proprietà esclusiva dei cacciatori.

    Chiediamo quindi che la stagione venatoria 2026 sia annullata e che si provveda invece, a stanziare dei fondi di emergenza per il ripopolamento faunistico e per la tutela degli animali “superstiti” che necessitano di interventi ad hoc in virtù della grave siccità e degli episodi di ripetuti incendi dolosi che hanno minato le basi della loro sopravvivenza nella nostra Regione.

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