Denise Cosco, Wanda Ferro: “La ’ndrangheta distrugge vite e lascia ferite”
La sottosegretaria ricorda Lea e Denise: «Hanno difeso la propria libertà pagando un prezzo enorme»
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«La ’ndrangheta distrugge vite. Lo fa con la violenza più feroce, ma anche in maniera silenziosa, causando dolore, sofferenza e ferite difficili da rimarginare». Lo scrive sui social la sottosegretaria al Ministero dell’Interno Wanda Ferro, intervenendo sulla morte di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo.
Ferro invita anzitutto a non ricondurre la tragedia a spiegazioni certe o univoche. «Nessuno può sapere cosa abbia spinto Denise a una scelta così tragica – afferma –. Certo non si può ignorare il peso di un vissuto segnato dalla criminalità, dalla paura, dalla perdita di sua madre e da tutto ciò che ne è seguito».
La sottosegretaria ripercorre quindi la storia di Lea e Denise, ricordando che Lea Garofalo fu uccisa dopo essersi ribellata alla ’ndrangheta e nel tentativo di sottrarre la figlia a un contesto mafioso. Denise, ancora molto giovane, testimoniò contro il padre e contribuì alle indagini sull’omicidio della madre.
«Il dolore per la scomparsa di Denise è profondo – aggiunge Ferro – soprattutto pensando al suo bambino e alle persone che le sono state accanto».
Nel messaggio, la sottosegretaria pone infine l’accento sull’eredità lasciata dalle due donne: «Di Lea e Denise resta la forza con cui hanno difeso la propria libertà, rifiutando le regole della ’ndrangheta».
Una scelta pagata a caro prezzo che, secondo Ferro, richiama anche la responsabilità di sostenere chi decide di rompere i legami con gli ambienti criminali: «Hanno pagato un prezzo enorme, ma il loro coraggio ci ricorda quanto sia importante sostenere e proteggere chi trova la forza di spezzare questi legami e cerca di ricostruire una vita di libertà per sé e per i suoi figli».