Azione Cattolica Catanzaro-Squillace, un nuovo anno nel segno della generatività
Accogliere, incontrare, perseguire e annunciare: quattro verbi per un nuovo anno associativo all’insegna del “vino nuovo in otri nuovi”
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Un nuovo anno associativo da vivere insieme, partendo dalla capacità di rinnovarsi e di generare nuove esperienze. È questo il filo conduttore che ha guidato l’assemblea di inizio anno dell’Azione Cattolica della diocesi di Catanzaro-Squillace, ospitata dall’Istituto Maria Ausiliatrice di Soverato nel pomeriggio dello scorso 3 ottobre.
Una giornata di incontro e confronto che ha visto una partecipazione particolarmente ampia, con la presenza di rappresentanti di tutte le parrocchie aderenti all’associazione.
Da Sersale a Davoli, da Chiaravalle alle parrocchie del centro della città di Catanzaro, le diverse realtà parrocchiali hanno risposto all’appuntamento, portando con sé esperienze e sensibilità differenti.
Una presenza trasversale anche per età, dai bambini ai giovanissimi, dai giovani agli adulti, a conferma della varietà che caratterizza il cammino dell’Azione Cattolica diocesana.
Al centro dell’incontro l’icona biblica scelta per accompagnare il nuovo anno: “vino nuovo in otri nuovi”. Un’immagine che richiama il rinnovamento e invita a guardare al cambiamento non come a qualcosa da subire, ma come a un’occasione per trasformare e generare nuove esperienze.
È stato questo uno dei temi affrontati dalla presidente diocesana, Iolanda Tassone, nel suo intervento di apertura. La parola chiave indicata per il nuovo anno è infatti generatività, strettamente legata anche al percorso che condurrà alla prossima assemblea elettiva diocesana, in programma all’inizio del nuovo anno. «Generare significa dare vita a qualcosa di nuovo, ma anche saper trasformare ciò che già esiste, mettendosi in gioco con elasticità e capacità di adattamento», ha affermato la presidente.
Dopo il momento di preghiera iniziale, guidato dall’assistente unitario diocesano don Mario Olanda, spazio anche all’intervento di Maurizio Scarantino, già presidente diocesano di Azione Cattolica di Catanzaro-Squillace, che ha sintetizzato il cammino attraverso quattro verbi: accogliere, incontrare, perseguire e annunciare.
Quattro parole che mettono al centro la bellezza dell’incontro e la costruzione di un percorso condiviso. Accogliere e incontrare, quindi, ma anche perseguire insieme un cammino che possa poi tradursi nell’annuncio, portando fuori dalle proprie comunità ciò che viene vissuto all’interno dell’associazione.
Il riferimento al “fermento”, richiamato dall’immagine del vino, diventa così una metafora del percorso associativo: un processo che parte dall’interno, cresce e si trasforma, fino a diventare capace di incidere sul modo di guardare il mondo e le comunità in cui si è inseriti.
L’appuntamento è poi proseguito con la divisione nei diversi settori associativi. Giovani, ACR e adulti hanno vissuto momenti di confronto e attività specifiche, per poi ritrovarsi nuovamente insieme e condividere le principali risonanze emerse. Per i giovani, tra gli elementi più significativi, anche la volontà di proseguire il percorso verso la nascita del MSAC, il Movimento Studenti di Azione Cattolica, con l’impegno a dare continuità al progetto.
L’assemblea si è quindi conclusa con la recita delle Lodi, dopo una giornata che ha permesso alle diverse realtà dell’Azione Cattolica diocesana di ritrovarsi e confrontarsi sulle prospettive del nuovo anno.
Un nuovo cammino che prende dunque il via nel segno del rinnovamento e della generatività, con l’invito a lasciarsi trasformare dal percorso condiviso, per poi trasformare a propria volta ciò che si incontra lungo la strada.