Castrovillari, declassato il canile sanitario

E ora si rischia il randagismo? Le preoccupazioni delle associazioni 

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    Ci sono delle scelte che agli occhi dei cittadini più attenti appaiono veramente incomprensibili. Scelte che spesso contraddicono tendenze positive, che non sono esplicitamente in linea con la volontà di razionalizzare le spese nella Pubblica Amministrazione e non facilitano la vita di chi vive in quei territori. La zona di Castrovillari, ad esempio, subisce da anni le conseguenze di azioni di governo, più e meno periferico, poco oculate, come, ad esempio, il depotenziamento del suo ospedale e ora il declassamento del canile sanitario. Quest’ultima, che a qualcuno potrebbe sembrare secondaria, comporta invece effetti importanti, sia sugli animali che sugli uomini. Un canile municipale (sanitario e rifugio) innanzitutto è pubblico, quello di Castrovillari ha stabilito un tetto massimo di cani da accudire, 150, proprio per garantire loro gli standard minimi di cura; gli animali infatti vengono regolarmente vaccinati, sterilizzati, ricollocati nel territorio come cani di quartiere.

    Il suo declassamento invece porta a prendere in considerazione solo le emergenze e, nei fatti, butta sulla strada i poveri cani, che giocoforza diventano randagi. Eppure il randagismo è un fenomeno deleterio, che vogliono evitare nei Comuni di competenza le stesse amministrazioni. Ecco dove sta quindi l’inspiegabilità di questa decisione, assunta e comunicata con una missiva dal direttore generale dell’Asp di Cosenza Raffaele Mauro: si declassa quello di Castrovillari, per individuare quello di Saracena quale canile sanitario dell’area nord della provincia, senza averne peraltro discusso in Conferenza dei sindaci. Ecco il motivo per cui alcune associazioni del territorio, Il riccio, Gruppo passione animali all’interno di Solidarietà e partecipazione, Amico mio di Castrovillari, Pensieri liberi Pollino, Fia, si oppongono alla delibera dell’Asp n.136, ritenendo che la struttura declassata rispetti tutti i parametri di legge, tra cui la presenza di uno spazio esterno, ottemperante alla normativa regionale del Dca n. 32 del 11-05-2015, oltre al fatto che la cittadina annoveri la presenza di servizi veterinari, una migliore viabilità e una comprovata esperienza nel settore. Non sono, quindi, questioni meramente campanilistiche ma, secondo le associazioni suddette, motivi di funzionalità, razionalizzazione reale delle spese, offerta di servizi idonei.

    Tania Paolino

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