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Una voce catanzarese per il film Little Miss Perfect di Corrado Azzollini

Esordio come doppiatore per Federico Sigillò, 25 anni. L'adolescenza al Galluppi, la scuola specializzata di Torino, il trasferimento a Roma. L'occasione dopo aver perseverato

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    Non c’è ostacolo che possa fermare una vera passione. È la storia di Federico Sigillò, 25 anni, catanzarese doc che ha da poco debuttato come doppiatore nel film Little Miss Perfect prodotto dalla Draka di Corrado Azzollini.

    Federico nasce e cresce a Catanzaro e da piccolo è un bambino a cui piace tantissimo recitare; «non c’era rappresentazione scolastica nella quale non avessi una parte» racconta. Adora stare sul palco ed a quattordici anni approfitta di un progetto extrascolastico dell’istituto che frequenta – il Liceo Classico Galluppi – per cominciare a sostenere dei ruoli sulla scena. Da lì in poi studia per quattro anni con Romina Mazza del Laboratorio Nuova Scena.

    Ama interpretare ma non gli basta.

    Siamo negli anni della cosiddetta rivoluzione digitale e, attraverso internet, il giovane scopre l’esistenza del doppiaggio amatoriale «in maniera molto casalinga» dice; «Ho continuato così fino alla maturità e fino a quando non mi sono trasferito a Torino, dove ho frequentato una scuola per diventare Operatore di Doppiaggio per lo Spettacolo».

    Terminati i tre anni di studio torinesi il ragazzo non sa cosa fare: Torino è una città bellissima ma offre poco per un doppiatore. Le alternative sono Roma o Milano… nel frattempo arriva il virus e… un colpo di fortuna: ad un’amica e collega di Federico a Roma si libera una stanza e lui: «prendo e parto a ridosso del lockdown e di tutto ciò che ne consegue». Ma la Capitale è anche la capitale del cinema e quindi del doppiaggio. Frequenta la Voice Art e nel frattempo arriva il provino con il direttore del doppiaggio di Little Miss Perfect, Giampaolo Conti. E questo è l’inizio.

    Federico è la voce di Gas, un ragazzino di 16 anni un po’ fighetto che diventerà il ragazzo di Belle, la protagonista. La giovane dovrà lottare contro l’anoressia e Gas, adolescente dalla personalità grigia e dalla moralità complessa, nasconde la preoccupazione per lei dietro la maschera dell’aggressività e «un personaggio così è molto complicato da riportare perché è solo un ragazzino. E soffre» commenta l’attore.

    Cosa ti sentiresti di dire a chi, come te, vuole realizzare il proprio sogno tra tante difficoltà?

    «Di non arrendersi. Anche se per me questo è solo il primo lavoro di doppiaggio per il quale vengo scelto, credo che se avessi smesso di provarci non ci sarei mai riuscito. Se si persevera l’occasione giusta arriva e mi auguro ti averne altre!» (Anche noi!).

    Ora vivi a Roma. Torneresti a Catanzaro?

    «Se avessi le stesse opportunità che ho qui sì, certo che tornerei a Catanzaro. Ma ciò non toglie che me ne sono dovuto andare perché purtroppo in Calabria infrastrutture e possibilità di lavoro per molti artisti come me sono scarse e, quando ci sono, sono “molto ristrette”. Ora la mia vita è quella di poter essere ogni giorno un personaggio diverso. È quello che faccio. È quello che voglio essere. E non so se la mia terra potrà mai offrirmi questa possibilità».

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