Cinema, la Calabria è tredicesima per l’Odissea di Nolan: più legata al mito che al lavoro del regista

Un kolossal, due Italie: la mappa dell'Odissea di Nolan secondo Google. Al botteghino è successa la cosa più improbabile del calendario

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La Calabria è la regione italiana che più di ogni altra guarda all’Odissea di Christopher Nolan dalla parte del mito. Lo dice l’Indice dell’Odissea (IOD) elaborato da Casinos.com, che ha misurato su Google Trends, in tutte le venti regioni, l’interesse per quattro ricerche legate al film: l’Odissea, Christopher Nolan, la mitologia greca e la figura di Ulisse. La Calabria si piazza 13esima ottenendo 50,9 punti su 100, ma con un profilo unico: l’interesse per l’eroe Ulisse (91) e per la mitologia greca (95) supera nettamente quello per il film (62) e per il regista (62). È il distacco a favore del mito più ampio di tutta Italia.

Non sorprende in una terra che è stata cuore della Magna Grecia. Qui i Greci fondarono Locri, Crotone e Sibari, e ancora oggi i Bronzi di Riace ne custodiscono la memoria. Persino la geografia dell’Odissea passa da queste coste: Scilla, il mostro che minacciava i naviganti nello Stretto, ha dato il nome a un paese calabrese affacciato sul mare. Per la Calabria, insomma, l’Odissea non è la novità di una stagione cinematografica, ma il ritorno di qualcosa che le appartiene da millenni. Ecco perché cerca l’eroe e il mito più del film e del regista.

In testa alla classifica nazionale ci sono le regioni dalle radici classiche più profonde: il Lazio (91,2), l’Umbria (87,6), la Toscana (74) e l’Abruzzo (73). La Calabria si colloca nella parte centrale della graduatoria per punteggio complessivo, ma sull’asse che distingue il mito dal cinema d’autore rappresenta l’estremo più netto del Paese. All’opposto ci sono regioni come l’Emilia-Romagna, che al film guardano soprattutto come all’opera di un grande regista. In fondo alla classifica si trova il Trentino-Alto Adige (13,3).

Il dato arriva in un anno positivo per il cinema del Sud. Secondo il Rapporto SIAE 2025, il Mezzogiorno è l’unica macroarea italiana cresciuta insieme nella spesa e nel numero di sale, e la Calabria è tra le regioni meridionali in controtendenza positiva, con una crescita di circa il sei per cento. Un segnale che va in direzione opposta a un cinema nazionale che vive ormai quasi solo d’inverno, con l’estate scesa sotto il venti per cento del pubblico.

“La Calabria è il rovescio esatto del Nord d’Italia”, commenta Daniele Alfieri, analista di Casinos.com. “Dove altre regioni cercano l’Odissea come il nuovo film di un grande regista, qui la si cerca come il ritorno di Ulisse e di un mito antico. Non è un caso: questa è stata la Magna Grecia, e il legame con quel mondo non si è mai spezzato. Basti pensare a Scilla, un paese che porta ancora il nome di un mostro dell’Odissea”.

l'Indice dell'Odissea (IOD)

Le due Odissee

Il punto di partenza è una parola. Perché “Odissea”, in italiano, è l’unica che significa due cose insieme: il film di Nolan e il poema di Omero. E l’Italia, messa davanti a quella parola, si è spaccata esattamente lungo quella linea. Il Nord è entrato dalla porta dell’autore. Il Sud da quella dell’eroe.

Nelle regioni settentrionali si cerca “Christopher Nolan” molto più di “Ulisse”: qui l’Odissea è soprattutto l’ultima opera di un regista di culto, una questione di firma e di grande formato. Scendendo lungo lo Stivale la bilancia si capovolge, e a pesare di più diventa “Ulisse”: non tanto il film d’autore, quanto il personaggio, il mito, la storia che si conosce da prima. Stesso titolo sul manifesto, due porte d’ingresso diverse.

La Sicilia, per dire, è tra le regioni che cercano di più il titolo del film in assoluto, ma resta tiepida sul nome del regista: cerca l’evento e cerca il mito, non l’autore. L’Umbria, all’opposto, tiene altissimo tutto, con l’interesse per Ulisse più forte d’Italia.

La classifica

In cima all’IOD c’è il Lazio, con 91,2 punti su cento. Non è una sorpresa e non è nemmeno un caso: Roma tiene insieme le due anime, capitale cinefila e cuore classico nello stesso respiro, e quando si tratta di antichità parte sempre con un vantaggio di venticinque secoli. Subito dietro, la vera sorpresa della graduatoria: l’Umbria, 87,6, il cuore verde che di Ulisse e di mitologia greca è letteralmente innamorato. Seguono Toscana (74,0) e Abruzzo (73,0), poi il gruppo del Centro-Nord.

In coda alla classifica c’è il Trentino-Alto Adige, 13,3, l’unica regione che davanti all’Odissea sembra aver deciso di dedicare l’estate ad altro. E qui va detta una cosa che l’indice rivela e che vale più della vetta: le regioni che cercano il mito con più intensità, il Sud profondo, non sono quelle in testa alla classifica. Cercano tantissimo Ulisse, ma poco il film e poco l’autore, e nel punteggio complessivo restano a metà o in fondo. La graduatoria misura quanto un territorio è coinvolto in tutto il fenomeno; la spaccatura tra film e mito, invece, racconta da quale porta ci entra. Sono due cose diverse, ed è la seconda a fare la notizia.

La Magna Grecia non ha bisogno del trailer

Che il Meridione cerchi Ulisse più del regista non è un capriccio dei numeri. È memoria. La tradizione colloca metà dell’Odissea proprio lì: Scilla e Cariddi nello Stretto di Messina, il ciclope Polifemo alle pendici dell’Etna, le sirene al largo delle coste tirreniche. Quando un calabrese digita “Ulisse”, in un certo senso sta cercando un vicino di casa. La Magna Grecia non ha bisogno del trailer per ricordarsi la trama: quel mito lo custodisce da venti secoli e passa, e l’uscita di un film è solo l’occasione per ripassarlo.

Il Nord, che non ha l’Odissea scritta nella toponomastica, la incontra invece dove la incontra oggi la gran parte del pubblico occidentale: attraverso il cinema, l’autore, l’evento culturale. Due modi legittimi di amare la stessa storia. Semplicemente, partono da due punti diversi della penisola e da due punti diversi del tempo.

Indice gradimento odissea nolan italia

L’estate che il cinema aveva perso

Qui l’IOD tocca un nervo scoperto del cinema italiano. Perché l’Odissea è un fenomeno estivo in un Paese che d’estate aveva smesso di andare al cinema. I dati SIAE relativi al 2025 fotografano un settore ormai appeso all’inverno: la stagione fredda vale quasi il quaranta per cento degli spettatori dell’anno, il solo mese di dicembre pesa per circa un quinto dell’incasso complessivo, e sette dei dieci film più visti escono tra la fine dell’autunno e febbraio. L’estate, che nel 2023 dei fenomeni Barbie e Oppenheimer riempiva ancora le sale, era scivolata sotto il venti per cento del pubblico. In quel vuoto di luglio Nolan ha piazzato tre ore di epica in grande formato. Controcorrente fino all’incoscienza, e per ora ripagato.

Gli stessi dati raccontano anche una discrepanza geografica curiosa: la Lombardia è di gran lunga la prima regione italiana per numero di spettatori in sala, eppure nell’IOD è solo quinta. La mappa di chi va al cinema e quella di chi insegue l’Odissea non coincidono, e a tirare, ancora una volta, non sono gli schermi ma le radici classiche.

C’è un’ultima ironia, e riguarda proprio il Sud che cerca il mito. Nel 2025 il Mezzogiorno è l’unica macroarea del Paese che cresce contemporaneamente per spesa e per nuove sale: un pubblico che torna e un’offerta che si allarga. Eppure gli schermi attrezzati per vedere l’Odissea nel grande formato che Nolan pretende stanno quasi tutti al Nord. Così capita che le regioni con le radici mitologiche più antiche siano, spesso, quelle che il film di Nolan faticano a vedere come è stato concepito. Ulisse torna a Itaca, ma Itaca sta ancora costruendo il porto e non ha il molo per la nave giusta.

Un mito che non se n’è mai andato

In fondo l’Indice dell’Odissea misura una cosa sola: quanto poco questo racconto abbia mai lasciato l’Italia. Ulisse è nei banchi di scuola, nei modi di dire (chiamiamo “odissea” qualsiasi viaggio finito storto, dalla fila alla posta alla settimana di ferie), nel cinema d’autore e, come si diceva in apertura, perfino tra i giochi online. Da Omero a Nolan, passando per la cultura popolare più quotidiana, l’eroe che voleva soltanto tornare a casa non se n’è mai andato per davvero.

Nolan gli ha solo ridato la vista dal grande schermo (preferibilmente IMAX). L’Italia, a modo suo, lo stava già cercando da sempre: chi dalla porta del regista, chi da quella dell’eroe. Il bello dell’Odissea è che entrambe conducono alla stessa meta.

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