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SANITA' E SALUTE / Donazioni degli organi, il primato regionale del Pugliese Ciaccio

Intervista al direttore del Centro regionale Trapianti Pellegrino Mancini: 'In regione garantite massima sicurezza, qualità e trasparenza'. Importanti i risultati di Epatologia del Policlinico a Germaneto 

Sabato 14 Aprile 2018 - 10:30
CalabriaInforma.it: Donazioni degli organi, il primato regionale del Pugliese Ciaccio

Di Laura Cimino

Lasciare la propria volontà di donare gli organi dopo la morte. Lasciare la propria vita ad altra vita. Dietro a questa scelta – tra le più generose che esistano - medici che in Calabria lavorano per garantire tre aspetti: sicurezza, qualità e trasparenza. In tutto quel delicato processo che va dall’identificazione del donatore, al prelievo dell’organo fino al trapianto.

Medici in servizio ininterrotto: non c’è orario di fronte a chi è tra la vita e la morte, si resiste a ogni fatica nel sapere che tramite la donazione di organi la dolorosa fine di una vita può però fare guarire chi attende e soffre.

Ci sono alcuni ‘primati’ da evidenziare. Come quello dell’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, che da solo fornisce oltre il 50 per cento per tutta la regione degli organi da donare al centro regionale trapianti. E ancora quello dell’Unità operativa di Epatologia di Germaneto che vede il maggior numero di pazienti riceventi in attesa del trapianto di fegato.

A coordinare il lavoro regionale del Centro trapianti calabrese, agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, è il direttore Pellegrino Mancini. Il centro è il riferimento di un sistema a rete che riguarda tutte le strutture ospedaliere regionali. Al Dipartimento Tutela della Salute della Regione nella sede della Cittadella ha diretto la riunione del comitato tecnico regionale del centro trapianti. ‘Possiamo dire con orgoglio – ha sottolineato Mancini – che la qualità offerta da tutti gli operatori coinvolti nel processo che va dalla donazione degli organi al prelievo è altissima. Mantenendo al massimo qualità e sicurezza dei procedimenti, a partire dal momento dell’identificatore del donatore, dell’assegnazione dell’idoneità alla donazione, per passare poi alla valutazione di tutti gli organi e poi a selezionare i pazienti più compatibili. Un sistema altamente governato, senza alcuna improvvisazione e con un programma informatico molto sofisticato in rete’. I problemi non mancano.

C’è ancora una cultura dell’opposizione alla donazione radicata in Calabria, che proviene forse probabilmente anche dalla non conoscenza di questi delicati temi e a cui i medici cercano di sopperire spingendo molto sull’informazione soprattutto nelle scuole.

Con il direttore Mancini la professoressa Francesca Mallamaci che dirige l'Unità operativa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale dell'Azienda Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria. ‘E’ necessario – precisa a Catanzaro la professoressa – che la cultura della donazione, la sensibilizzazione alla donazione degli organi si diffonda sempre di più. La medicina fa passi da gigante e non ci sono più limiti di età ad esempio per donare fegato e reni. L’allungamento dell’età media ha consentito prelievi persino su persone ultraottantenni. Ma serve appunto far conoscere sempre di più questi argomenti’. Il direttore Mancini si è soffermato ancora sulla estrema professionalità con cui si svolge un lavoro in Calabria in cui ogni processo di donazione e prelievo vede la partecipazione di circa cento figure professionali.

‘Gli organi prelevati – spiega ancora Pellegrino Mancini – sono diversi: i polmoni, il fegato, il cuore e soprattutto i reni. I donatori dei reni permettono di fare uscire i pazienti dalla dialisi. La donazione, lo ricordiamo, è una terapia – afferma ancora – ed è una risorsa solidale straordinaria per tante sofferenze. Il trapianto che ovviamente si effettua solo nei casi (accertati anche da una successiva commissione) di morte celebrale prevede già il consenso cosciente che ognuno può rilasciare in vita, o in ultimo in alternativa il consenso dei familiari. Donare la propria vita dopo la morte è un gesto straordinario e il personale medico che lavora in questo settore lo fa in molti casi con abnegazione e amore’.

LA SCHEDA

Il centro regionale trapianti coordina le attività di prelievo degli organi e la standardizzazione del processo della donazione in tutti gli ospedali della regione; -valuta con i rianimatori l’idoneità del potenziale donatore applicando le linee guida sulla sicurezza emanate dal Centro Nazionale Trapianti; -garantisce una corretta ed appropriata distribuzione degli organi ai Centri di Trapianto secondo algoritmi scientificamente validi concordati e condivisi con il Comitato Tecnico Regionale per i Trapianti; -promuove la formazione professionale ed una corretta informazione dei cittadini sulla donazione finalizzata all’incremento della disponibilità di organi e tessuti destinati al trapianto; - gestisce la Lista Unica Regionale dei pazienti in attesa di trapianto di fegato e rene; - collabora con il Centro Nazionale Trapianti Operativo nell’allocazione degli organi e nell’attuazione dei programmi nazionali (trapianti pediatrici, urgenze, anticipi, programma iperimmuni); - coordina con la Centrale di Coordinamento Regionale 118 l’attività di trasferimento dei pazienti in lista d’attesa per trapianto fuori regione; - effettua il counselling alle coppie che hanno deciso di conservare le cellule di sangue da cordone ombelicale per uso autologo presso banche estere.

(la foto dell'Aido è tratta dal web)




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