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CRONACA / Un anno in luna di miele, sposi catanzaresi fanno il giro del mondo

La storia fantastica di Matteo e Simona. Usa, Messico, Bolivia, Perù, Australia, Argentina, Cile, Nuova Zelanda tra autostop e campeggio 

Giovedì 27 Settembre 2018 - 17:18
CalabriaInforma.it: Un anno in luna di miele, sposi catanzaresi fanno il giro del mondo

di Gianluigi Mardente 

Luna di miele? Un viaggio lungo un anno. Il giro del mondo in 365 giorni con uno zaino da 60 litri e un bagaglio d’amore. Si dormirà da amici mai visti, viaggiando in autostop e accettando il rischio di non sapere chi sei oggi e chi diventerai domani. “SimuMatti”, la coppia catanzarese che ha girato il mondo per la loro luna di miele, sono tornati. Prima tappa a casa, poi subito a catanzaroinforma.it per raccontarci un’esperienza che arricchisce tutti. Si, proprio tutti. Anche chi ascolta e chi ha il tempo di leggere. Mettetevi comodi, si parte

Matteo e Simona: Lei lo guarda con gli occhi a cuoricino e un dolcissimo sorriso dipinto sul volto. Il capo un po’ piegato e le mani che si sfregano mentre ascolta il suo Matteo che racconta 12 mesi pazzeschi. Lui è un fiume in piena, un vulcano in eruzione, un continuo parlare perché ha troppa passione ed entusiasmo nel voler condividere un modo diverso di vedere la vita e di scoprire il mondo. Signori, siamo nulla senza viaggio, senza lettura, senza condivisione e confronto. E’ bello capire che i Paesi ritenuti sottosviluppati hanno una cultura e valori che sono patrimonio dell’uomo e della sua natura. L’occidente è indietro rispetto alla ricerca della felicità e pace interiore. Questi due ragazzi ritornano dalla luna di miele, sono diversi, raccontano e spiegano che la vita è adesso…ma non è solo qui, non è solamente questa qui, non è solo come la vediamo e viviamo qui. Innamorati, oggi più di ieri. In simbiosi, oggi più di ieri e con 365 giorni e 365 notti vissuti diversamente che “ti fanno capire che l’essenziale è qui. Uno zaino di 60 litri è troppo, non serve. Una casa è troppo grande rispetto a quello che ci serve per essere pieni. Prima di partire – dice la dolcissima Simona – pensavo che non avrei potuto lavare i capelli con lo shampoo diverso dal mio preferito. Poi scopri che è importante essere puliti e che puoi lavarti anche solo con il bagnoschiuma. Le priorità sono altre, l’essenziale è nelle piccole cose, bastarsi è felicità. Rincorriamo ogni momento qualcosa che non serve, quello che serve siamo noi nella nostra semplicità”. Matteo non si ferma mai, 29 anni e la sensazione che sia un uomo completo dopo questa esperienza. Matteo è pieno, ricco, sicuro. “Io oggi cammino sul valore della consapevolezza. Ho capito tante cose grazie alla scoperta di nuove culture, nuovi usi, costumi, modi di fare e senso profondo di interpretare la vita e i suoi messaggi, il suo senso. Sono vivo. Ho visto le cose che mi fanno uomo,  ci faranno coppia e futura famiglia da decine di prospettive diverse. Ogni persona incontrata lungo questo percorso ci ha riempito di qualcosa di troppo prezioso”.

 

LA PARTENZA : E’ l’11 settembre 2017, Matteo e Simona sono negli Usa. Partiti alla volta di New York, inizieranno il loro viaggio in auto per 42 giorni per attraversare gli Stati Uniti fino ad arrivare a Los Angeles. Sono 10mila chilometri. Dormiranno in campeggio, in auto o in case della community “couchsurfing” (che li accompagnerà tutto il viaggio), ovvero saranno ospiti di gente che su internet mette a disposizione la loro casa per accogliere i viaggiatori più avventurieri. “Il couchsurfing? Uno spettacolo. C’è stata gente americana, indiana, argentina e di ogni Paese del mondo che ci ha accolto come figli oppure ci ha semplicemente lasciato le chiavi sotto il tappeto e ci ha detto di stare quanto ci pare per poi avvisare quando saremmo partiti. Alcuni dei nostri padroni di casa – raccontano – non li abbiamo nemmeno visti. Con altri siamo diventati figli, nipoti, amici e tutt’ora siamo in contatto perché siamo una famiglia e li aspettiamo in Italia. A qualcuno di loro dovremo portare i nostri figli, è una promessa. Gente di tutte le razze, religioni, culture. Una cosa in comune: casa loro è casa di tutti. Questo abbiamo trovato in moltissimo Paesi, quasi tutti. Forse solo la Nuova Zelanda è fredda da questo punto di vista, ma posti come Messico, Cile, Argentina, Australia e Giappone sono strepitosi. Hanno bellezze indescrivibile, ma il viaggio è dentro di loro, con loro e non certo nello spettacolo di ogni cosa che abbiamo visto”.

 

IL GRAN CANON E LA VIA LATTEA. LA CULTURA DEI MAORI: Sono tante, troppe le esperienze da raccontare e i posti incantevoli che la giovane coppia ha visitato. Ma la prima emozione è stata in campeggio: “Sdraiati in un lettino riportato nello zaino, occhi al cielo e la via Lattea vista ad occhio nudo. Da brividi. Come sono state indimenticabili le escursioni in Cile e Argentina dove in formato trekking abbiamo raggiunto 5600 metri e fatto i conti con scarso ossigeno, ma ce l’abbiamo fatta nonostante Simona – dice soddisfatto Matteo – non hai mai fatto sport in vita sua”. Sorriso, sguardo, saluto Maori e si continuano il racconto. “Si, fronte su fronte e poi naso su naso con un forte sospiro per annusarsi come fanno gli animali. Ti sfidano – ci raccontano – ma ti fanno capire che tu sei loro e loro sono te. I Maori, abbiam dormito anche da loro. Ci ha colpito una cultura davvero particolare che ha contraddistinto la loro storia e le loro guerre: rispettano l’avversario, lo sfidano, gli fanno capire che non hanno paura e sono disposti a morire per difendere la loro terra. Ma sono disposti a morire, non ad uccidere. La loro morte per mano del nemico vale più dell’uccisione del nemico stesso e la conservazione della terra. Si combatte fino a morire, ma non fino ad uccidere”. Straordinaria umanità che va oltre il banale principio dell’uomo occidentale.

IL MESSICO E  LA NOSTALGIA DI CASA DURANTE LA NOTTE DI NATALE:  Il Messico è stata la seconda tappa, ma quella più entusiasmante per Matteo e la sua passione per la cucina e la sua necessità a condividere stati d’animo. “In Messico l’accoglienza è uno stile di vita – ci raccontano – e chi scrive di una popolazione pericolosa racconta solo brutte storie. Sono esattamente come noi calabresi e dopo 2 minuti ti fanno sentire a casa. Il Messico è da vedere e apprezzare tutto, perché apprezzabile è la sua gente, la sua cucina piccante e la sua arte. Lì hanno avuto anche tempo e piacere ad insegnarci lo spagnolo. Sono stati 30 giorni fantastici”. Non come quelli in Bolivia, capitata nel mese di dicembre e nel periodo in cui Simona è entrata in difficoltà. “Non ce la facevo più – dice la sposa – volevo tornare a casa perché c’è un’altra cosa che abbiamo imparato: viaggiare è vivere più volte, ma le tue radici sono dentro di te e ci sono momenti e situazioni che ritornano inesorabilmente. La notte di Natale volevo mollare tutto e ritornare dai miei, con una tavolata di 30 persone e mangiare le tipiche cose natalizie. Invece io e Matteo eravamo soli attorno ad un lago della Bolivia. Matteo mi ha chiesto di rientrare ma mi sono detta che questa esperienza non l’avrei vissuta mai più, SimuMatti e abbiamo continuato. Un momento duro come dura è stata la visita in Perù, posto incantevole ma dove riscontri un razzismo al contrario: ti fanno pesare che sei turista e sei bianco. Ma le Ande sono difficili anche da descrivere perché c’è il verde, la neve e il selvaggio tutto insieme”.

L’ASIA , LA RINASCITA E LA MEDITAZIONE DEL NOBILE SILENZIO: Simona si innamora della pace asiatica, della sua terra e della sua gente. Di quel modo di fare famiglia e di non soffermarsi allo spettacolo di Bali ma conoscere una cultura che aspira alla serenità interiore. Lì, dove non esiste la morte perché si crede nella reincarnazione e quindi se sei stato buono sarai lontano dalla terra solo un paio di giorni. Lì, dove il tuo corpo in ceneri va in mare e dal mare ritorna in un altro uomo o altro animale quindi ai funerali non c’è pianto. La vita è sempre, non finisce con la morte. E poi? Poi la Birmania e i 12 giorni del nobile silenzio. “Siamo stati separati per 12 giorni- dicono i due ragazzi – in una sorte di convento in cui è vietato parlare, sentire, giocare. Ci sei solo tu e la meditazione. Sono i 12 giorni del nobile silenzio che portarono Budda alla santificazione. Sveglia alle 4 del mattino, ascolti il guru, poi colazione e poi silenzio e meditazione. Non puoi parlare nemmeno con il compagno di stanza. Pensate: silenzio per 12 giorni. Trovi una pace interiore incredibile che resetta il tuo cervello fino a non farlo nemmeno pensare. Quando esci da lì, sentir parlare di sembra strano. Poi ti riabitui , ma tu sei diverso perché il silenzio ti ha riscoperto. I tuoi pensieri hanno risollevato cose che avevi dimenticato e dopo molti giorni il cervello è come una nuova stanza, tutta vuota. Meditazione è benessere, lo faremo anche qui”.

 

IL GIAPPONE E IL RITORNO A CASA: Chissà, un giorno, dopo la specializzazione della dottoressa Simona e gli studi enogastronomici di Matteo, i due andranno a vivere in Giappone “perché è un Paese differente. L’educazione, i posti, la cultura, il modo di vivere e la qualità della vita: tutto ti tocca. Ma è evidente che la differenza globale  sta nel pensare che l’altro e il suo bene sia più importante di te stesso. Di fronte a questo non esiste valore o religione, norme o governo, strade o tecnologia: è tutto un banale quanto magnifico divenire. Il ritorno a casa è stato emozionante perché siamo legati alla nostra famiglia e come già detto le radici sono un valore”.

Si, sei quello che sei e la tua terra porta con sé i tuoi primi passi e tu hai dentro le prime impronte. Ma un viaggio è una vita vissuta su un altro pianeta. Una vita parallela che ti fa scoprire cose di te che non conoscevi. Una nuova cultura, un nuovo percorso, il tuo volto e il tuo animo vivono anche in un’altra dimensione. Siamo il nostro inizio ma anche l’insieme di tutto quello che vediamo e serve coraggio per andare in campeggio e scoprirsi. Non sapremo mai chi siamo completamente fino a quando non ci saremo misurati con il nostro spirito aperto al cospetto di altre religioni, culture e diverse prospettive di guardare noi, la vita e gli altri. La carne Argentina è ottima; i Maori fanno le uova soda al vapore dei geyser del loro territorio. E’ una scoperta, è un viaggio. Ma la vera scoperta e il vero viaggio sono dentro di te dopo aver ascoltato e visto te in un altro posto.  “Noi – dicono il medico Simona Mafrici e lo studente enogastronomico Matteo Malacaria – ormai siamo sempre in viaggio, siamo viaggiatori anche quando ospitiamo gente a casa nostra”. Più che una luna di miele è stato un anno di costruzione su basi solide di un’emozione che non ha fissa dimora ed è uguale in tutto il mondo: l’amore.

 

FOTO IN HOME: Parco nazionale Torres del Paine, Cile, in cima alla laguna verde con le "Torri" alle spalle

FOTO 1 IN BASSO: Bali, Indonesia insieme al nostro "fratello" Dewa per il funerale della nonna

FOTO 2 IN BASSO: Osaka, Giappone, portato a termine con successo l'autostop per il Paese

FOTO 3 IN BASSO: Cambogia, uno dei suoi templi millenari con albero innestato

FOTO 4 IN BASSO: Myanmar in un tempio con una coppia di francesi e il nostro primo insegnante di meditazione

FOTO 5 IN BASSO:  Machu Picchu, Perù




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