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CRONACA / Centrale Enel Corigliano-Rossano. Mascaro: “Il tempo è scaduto”

Il sindaco esprime le sue considerazioni

Sabato 01 Dicembre 2018 - 16:0
CalabriaInforma.it: Centrale Enel Corigliano-Rossano. Mascaro: “Il tempo è scaduto”

CORIGLIANO – ROSSANO - Il già Sindaco di Rossano, Stefano Mascaro, fa il punto sul futuro del sito della centrale Enel di Corigliano-Rossano ed esprime alcune considerazioni. “In previsione dell’appuntamento previsto a Corigliano-Rossano per il prossimo 7 dicembre tra Comune ed Enel cui non potrò partecipare per pregressi impegni assunti, avverto l’esigenza di manifestare il mio pensiero all’Enel ed alla città. Ho lavorato, con altri, al progetto Futur-E con serietà e puntualità ed ho sempre tenuto informato il consiglio comunale e la città di Rossano. Oggi, per forza di cose, occorre fare un bilancio chiaro e sereno. Si è accettato che, in modo unilaterale, dopo oltre quarant’anni di attività industriale si smettesse di produrre energia. Ora, però, è giusto dare garanzie riguardo al futuro dell’utilizzo dell’area in dismissione ed al ruolo che Enel e soggetti istituzionali devono svolgere. La Calabria e questo territorio non hanno riscontrato, ad oggi, particolare interesse di gruppi ed aziende impegnate nel settore turistico ed agro-alimentare. Può darsi che in tutto o in parte la colpa sia di antichi ritardi infrastrutturali, che non rendono attrattivo questo territorio. Come tutti ho sperato che qualcosa potesse cambiare, per avviare a nuovo e diverso decollo il sito di contrada Cutura, in maniera rapida, equa e condivisa. Ricordo, per amore di verità, che è stata la stessa azienda ad avviare, già prima del mio insediamento a Sindaco, taluni interventi sull’impianto che ne hanno accelerato la dismissione, con la sua fuoriuscita dal circuito delle strategie per le politiche energetiche nazionali. Ormai il tempo è scaduto. Basta con rinvii e ritardi. L’Enel deve assumere impegni chiari e precisi su termini e modalità del rilascio di quella porzione di territorio, liberandolo da ciò che non è solo un ingombro, ma un ostacolo a qualsiasi ipotesi di sviluppo alternativo. Con grave danno per le popolazioni. Danno che l’Enel dovrà in qualche modo risarcire, contribuendo nei modi più opportuni – in concerto con le altre Istituzioni competenti – alla fase di crescita della nuova Città unica”.




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