Giovedi, 23 maggio 2019 ore 01:14
     
Notizia

CRONACA / S.Caterina: Pontile sul torrente, Tar sospende ordinanza del sindaco

Sospeva l'ordinanza che inibiva ai residenti di Contrada Carave di fruire del pontile che attraversa il torrente S. Antonio

Venerdì 19 Aprile 2019 - 13:17
CalabriaInforma.it: S.Caterina: Pontile sul torrente, Tar sospende ordinanza del sindaco

In relazione alla rubricata decisione cautelare del TAR di Catanzaro, gli avvocati Antonio Iannone e Serena Vizza specificano quanto segue.

Con ordinanza cautelare n. 141/2019 pubblicata il 15.4.2019, il Collegio della Prima Sezione del TAR di Catanzaro, presieduto dal Presidente dello stesso Tribunale Amministrativo, ha sospeso l’ordinanza del Sindaco del Comune di Santa Caterina dello Ionio n. 80/2018 del 27.11.2018 (recante: “attraversamento torrente S. Antonio”) laddove inibiva ai residenti di Contrada Carave di fruire del pontile che attraversa il torrente S. Antonio, che conduce alle loro abitazioni. Il ricorso avverso la predetta ordinanza sindacale è rivolto a censurare l’abuso dello strumento extra ordinem, con particolare riguardo alla mancanza di adeguata istruttoria, laddove è stato vietato ai residenti della zona di percorrere l’unica via di accesso alle loro abitazioni. Erano stati gli stessi residenti a richiedere al Comune la messa in sicurezza del torrente, mediante pulitura dell’alveo ed eliminazione della fitta vegetazione che restringeva la sezione sottostante del pontile e che impediva all’acqua di defluire. Il Comune ha ritenuto di dover procedere all’abbattimento del pontile vietandone l’attraversamento, anche pedonale, in attesa dei lavori di demolizione, così disattendendo le indicazioni della Regione che aveva invece consigliato un servizio di vigilanza, in modo da consentirne l’attraversamento ai residenti. Né il Comune ha previsto soluzioni alternative alla viabilità per i residenti, che fin da subito avevano evidenziato che il pontile è l’unica via di accesso alle loro abitazioni. Né tantomeno sono state previste altre soluzioni che avrebbero potuto evitare i gravi disagi arrecati ai residenti, visto che è dal novembre 2018 che agli stessi è inibito il passaggio alle loro abitazioni. A seguito delle dichiarazioni discordanti rese in Giudizio dal Comune, rispetto a quanto invece sostenuto dai ricorrenti, il TAR ha disposto un’istruttoria, demandando al Comando Provinciale dei Carabinieri di verificare se quel pontile costituisce o meno l’unica via di accesso per i ricorrenti. Gli accertamenti condotti dai militari hanno evidenziato la mancanza di ulteriori attraversamenti in prossimità delle abitazioni dei ricorrenti. Pertanto, con l’ordinanza cautelare del 15.4.2018, il TAR ha sospeso il provvedimento del Sindaco consentendo, nelle more dei lavori, l’attraversamento del pontile. I Giudici amministrativi affermano che “in considerazione delle gravi difficoltà segnalate da parte ricorrente (e confermate dalla verificazione) di accedere alle proprie abitazioni, anche in relazione allo stato di salute di un familiare – che l’amministrazione resistente, nelle more della prevista demolizione del pontile, debba provvedere, in coerenza alle indicazioni fornite dalla Regione all’ente comunale nella nota del 19 novembre 2018, ad assicurare un servizio di vigilanza in occasione del profilarsi di rischi derivanti da precipitazioni, anche di modesta entità, così prevenendo il verificarsi di eventuali pericoli per le aree limitrofe al torrente, che risultano antropizzate”. Il TAR ha “Ritenuto altresì necessario che l’amministrazione comunale concerti con i ricorrenti le modalità e i termini di effettuazione di interventi che consentano di minimizzare il disagio loro recato, derivante, pro futuro, dalla prevista demolizione dell’attuale attraversamento”. È stata infine fissata l’udienza del 20 novembre 2019 per la trattazione del merito del ricorso, in attesa della quale si auspica, che il Comune abbia già terminato i lavori di messa in sicurezza del torrente S. Antonio, rimanendo in tal senso fermo il proprio obbligo, per come stabilito nell’ordinanza sindacale.




Altre notizie