Venerdi, 23 agosto 2019 ore 08:39
     
Notizia

SANITA' E SALUTE / Decreto Sanità, Anaao Assomed: 'Dopo gli annunci ci siano i fatti'

L'analisi del sindacato dei medici, tra manager super pagati, chiusure di interi nonocomi, turni massacranti per gli operatori sanitari 

Domenica 21 Aprile 2019 - 10:0
CalabriaInforma.it: Decreto Sanità, Anaao Assomed: 'Dopo gli annunci ci siano i fatti'

 Riceviamo e pubblichiamo a seguire il comunicato stampa a firma della segreteria regionale del sindacato Anaao Assomed sul decreto Calabria per la sanità 

In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Calabria, che attiverà i superpoteri in capo ai Commissari ad acta, l'Anaao Assomed mette alcuni paletti su possibili effetti applicativi della lex specialis che disciplinerà la sanità regionale per il prossimo anno e mezzo. La ministra Giulia Grillo ha detto che i risultati andranno valutati a tempo debito e la nostra organizzazione sindacale, che si astiene dalla tenzone partitica, è intenzionata ad attendere come sempre senza pregiudizi il rendiconto di questa operazione del tutto inedita nella storia dei commissariamenti sanitari.

Tuttavia nelle prossime settimane si assisterà ad un immediato azzeramento degli attuali manager, col rischio concreto di una paralisi totale delle Aziende Sanitarie, nel mentre si profilano drammatiche chiusure di interi nosocomi nel Vibonese, ed essenziali reparti a Castrovillari. Infatti il testo disponibile sembra tagliare fuori la Sanita bruzia, per l’effetto del Verbale del Tavolo di Monitoraggio, sia dall’utilizzo di fondi per la messa a norma dei presidi ospedalieri, che dalla rimozione del tetto di spesa per il personale, misure che saranno valide per tutte le Regioni, virtuose e “canaglia” (Campania compresa),non per la Calabria.

Gli attuali vertici saranno, si spera prima dell’estate, passaggi di rito permettendo, sostituiti da commissari straordinari, d.o.c in quanto non calabresi, che percepiranno fino ad un massimo di 195 mila euro lorde all'anno (oltre alla retribuzione ordinaria, il decreto prevede l'aggiunta di 50 mila euro e di altri 20 mila di rimborso spese per i fuori regione) e avranno valutazione semestrale. Il Commissario Cotticelli ha più volte insistito sulla necessità di importare il principio di responsabilità per i "capo-azienda": chi fa debiti (e “non chi non produce utili”…) deve essere mandato a casa. Giusto in linea teorica, da verificare in concreta applicazione Intanto sara’ interessante capire se i “novelli Marchionne” in arrivo avranno diritto al riconoscimento delle "integrazioni" previste dal decreto prima della verifica semestrale del commissario ad acta.

Sarebbe paradossale se i nuovi manager potessero incassare il bonus a prescindere dall’esito della verifica; varrebbe per loro quanto giustamente rimproverato per il 2016-17 ai direttori generali destituiti. Inoltre, logica vuole che la valutazione positiva dei nuovi commissari straordinari abbia come tassello fondamentale la riduzione sostanziale, e non “cosmetica”, del disavanzo dell'azienda a cui sono posti a capo. Di regola le manovre di rientro dai disequilibri hanno uno spettro temporale triennale e, in ogni caso, l'esercizio è su base annuale: da un trimestre all'altro le variazioni possono essere parecchio significative.

L'Anaao Assomed teme che i nuovi manager scelgano la via più semplice. Incalzati dal monitoraggio semestrale, potrebbero tagliare dove è più facile farlo: sul personale. Se così sarà, promettiamo barricate. Abbiamo già dato. Da anni l'unico costante taglio nel bilancio della sanità regionale è stata la voce del personale. Non si scherzi con il fuoco. Se qualcuno pensa di superare la verifica senza incidere sulla polpa del disavanzo, ergo: forniture,appalti, e soprattutto inadeguato controllo di appropriatezza e liceita’ della liquidazione dei crediti vantati dagli erogatori privati accreditati che rappresentano il 90% del deficit, utilizzando invece,in modo strumentale e demagogico, le forbici sui tanti negletti istituti contrattuali dei lavoratori,si sbaglia di grosso.

La dirigenza medica, vittima e non certo causa di questo sfascio, ha tenuto a galla negli anni il sistema, sobbarcandosi turni massacranti h24 per 365 giorni all’anno, in un contesto ambientale e sociale difficilissimo, sacrificando vita familiare e legittime ambizioni di carriera, con centinaia di giorni di ferie non godute, straordinari notturni e festivi non retribuiti, strutture ospedaliere falcidiate senza criterio ne’ logica se non quella del risparmio ottuso ed autolesionistico o, peggio, del piu’ bieco e mirato clientelismo. Ulteriori penalizzazioni a carico dei soliti noti non saranno piu’ tollerate e avranno come risposta valanghe di ricorsi ed iniziative eclatanti.




Altre notizie