Venerdi, 23 agosto 2019 ore 08:24
     
Notizia

CRONACA / Violenza sulle forze dell’ordine, Pnfd: ‘Ormai siamo quasi al massacro’

Allotta difende con orgoglio le forze dell’ordine

Mercoledì 24 Aprile 2019 - 12:13
CalabriaInforma.it: Violenza sulle forze dell’ordine, Pnfd: ‘Ormai siamo quasi al massacro’

“Un’altra aggressione solo per un rituale controllo. Un fenomeno, quello delle aggressioni con armi improprie nei confronti degli appartenenti alle forze dell'ordine, sempre più allarmante e in forte crescita”. 

Lo sostiene Ettore Allotta, segretario Generale Provinciale del sindacato di Polizia Nuova  Forza Democratica commentando l'ultimo episodio di violenza nei confronti di due agenti e un vigilantes  avvenuto a Torino colpiti da un soggetto con una sbarra di ferro.

“Quanto successo a Torino – scrive Allotta – ha dell’inaudito ma, purtroppo, non è un caso isolato.  L’immigrato di 26 anni di origine senegalese era stato già arrestato e nonostante fosse stato raggiunto da due  provvedimenti di espulsione era libero di girare per il Paese. Nessuno  aveva dato esecuzione al provvedimento di espulsione. Ci si chiede se ciò può essere ancora sopportabile e accettabile.
Le Forze dell’Ordine devono essere messe nelle condizioni e soprattutto nello stato d’animo di operare a tutela dei cittadini e della legalità ma le stesse forze dell’ordine devono nel contempo essere tutelate e dotate di mezzi idonei a difendere i cittadini ma anche se stessi. Gli Agenti delle forze dell’Ordine adempiono al loro dovere per salvaguardare il territorio e i cittadini dalla criminalità e lo fanno con partecipazione, e con slancio con amore cingendosi al corpo una divisa che portano con fierezza.
Ma in tutto ciò la loro vita deve essere salvaguardata dallo Stato cosi come lo stesso agente si fa custode della vita del cittadino e, pertanto, deve sentire la vicinanza dello Stato e sapere che lo Stato stesso si assume l’obbligo di tutelarli. 
Andando nello specifico del caso accaduto a Torino, come ribadito più volte, se i poliziotti  avessero avuto  a loro disposizione il Taser, un’ottima arma di difesa, capace di ridurre in maniera considerevole la probabilità di contatto tra l’operatore e il criminale o un qualunque esagitato forse oggi, non avremmo avuto un poliziotto con la testa spaccata da una furia prorompente.
Questa ennesima aggressione ai danni  di uomini delle forze di polizia ci invoglia  a riflettere sul tema delle dotazioni ai poliziotti di maggiori ‘armi’ idonee a difendersi e a reprimere la criminalità senza dover rischiare la propria incolumità.
Chiediamo al Ministro Salvini - aggiunge Allotta – che siano accelerati  i tempi delle  procedure per  dotare gli operatori impegnati su strada di pistole a impulsi elettrici senza farsi dissuadere da chi – invece - allergico alle Divise, vorrebbe mandarle allo sbaraglio e darle in pasto ai delinquenti nelle Piazze, durante la gestione dell’ordine pubblico o in situazioni ad alto rischio contro la criminalità organizzata.
Oltre a questo crediamo  che bisogna impegnarsi di più sulle procedure di rimpatrio per gli stranieri  irregolari "sono quasi 600mila in italia", che delinquono nelle nostre città (i numeri sui reati parlano da soli). Lo si ribadisce, il 26enne immigrato non doveva trovarsi in Italia poiché colpito da più provvedimenti di rimpatrio. E se cosi fosse stato i due agenti e il vigilantes non avrebbero rischiato la propria vita.
Se le Forze dell’Ordine svolgono il loro lavoro lo Stato deve assolutamente impegnarsi per rendere l’opera degli agenti più sicura. 
In questa situazione rischiamo di diventare – sostiene Allotta - agnelli sacrificali di un sistema che non tutela gli operatori delle forze dell’Ordine e ciò non può essere tollerabile ma ci vuole piu rispetto e tutela per gli uomini in divisa”. 
Allotta, inoltre, invita ad una riflessione: “Se vengono aggrediti così facilmente poliziotti, i carabinieri e le forze dell’ordine in generale pensate come sarà ancora più facile attaccare un semplice cittadino. Questa è una domanda alla quale tutti noi sappiamo già dare la risposta.
Ai  nostri Colleghi feriti -conclude- Allotta va la nostra solidarietà oltre che un abbraccio fraterno e un sincero augurio di pronta guarigione in attesa di vederli ritornare sul proprio posto di lavoro il prima possibile”.




Altre notizie