Mercoledi, 18 settembre 2019 ore 19:34
     
Notizia

SANITA' E SALUTE / Cancro seno e parto diritti all'anno zero, Udi vuole incontro urgente

Unione donne in Italia scrive ai vertici della Sanità Calabrese per puntare un faro sulle problematiche ogni giorno le donne vivono in corsia da malate

Mercoledì 08 Maggio 2019 - 14:15
CalabriaInforma.it: Cancro seno e parto diritti all'anno zero, Udi vuole incontro urgente

Riceviamo e pubblichiamo da Udi*- Nelle sue elaborazioni e attività politiche, e come da statuto, l’UDI di Catanzaro ha sempre dato un peso notevole a tutto ciò che riguarda il corpo, la salute delle donne e di conseguenza la Sanità calabrese. 

Come donne che vivono in Calabria, in particolare, ci siamo rivolte più volte a Dirigenti e Istituzioni per sollevare questioni dirimenti e chiedere chiarimenti ma, soprattutto, soluzioni concrete rispetto ad alcune questioni di grande rilievo per le nostre vite. Nell’ultima lettera aperta (4 aprile 2019) è stata nostra premura evidenziare la situazione a rischio di Senologia Integrata dell’A.O. Pugliese-Ciaccio che, con il pensionamento del dott. Leone, si ritrova sottodimensionata e priva di una guida. Nella stessa lettera chiedevamo la tanto attesa delibera della Giunta regionale per le Breast Unit e la strutturazione della rete oncologica regionale nella quale siano individuati i centri con competenze multidisciplinari dedicati alla patologia del cancro alla mammella, onde evitare quella gravosissima migrazione sanitaria che pesa principalmente – a tutti i livelli – sulle donne, impoverendo anche la regione per arricchirne altre e altri soggetti. A questo proposito ci chiedevamo: a chi giova tutto ciò? 

Il 13 marzo 2018, a seguito di una precedente lettera aperta (del 25 febbraio 2018), con un incontro con il Delegato per la Sanità della Regione Calabria, on. Franco Pacenza, abbiamo sottoposto alcune questioni e avanzato richieste: un programma di screening gratuito per il cancro al seno e al collo dell’utero (LEA prioritario); l’accelerazione dei tempi dei follow up; la verifica della congruenza dei posti letto del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’A.O. Pugliese-Ciaccio; la valutazione dell’utilizzo della ru486; l’avvio della possibilità del parto in analgesia (LEA) che conoscevamo già da allora come problematica a seguito di un incontro con il Dirigente Responsabile del reparto avvenuto poco tempo prima. 

Sempre nella lettera del 25 febbraio, ci soffermavamo sul sottodimensionamento dei posti letto di Ostetricia e Ginecologia del Pugliese-Ciaccio, sottodimensionamento che comporta anche l’assenza di un Pronto Soccorso Ostetrico previsto da una legge nazionale recepita dalla Regione Calabria ed il sempre ridotto numero di anestesisti che viceversa andrebbe potenziato per garantire il Lea parto analgesia a tutte. Ma soprattutto denunciavamo il fatto che l’Ostetricia e Ginecologia dell’A.O. Pugliese-Ciaccio sta garantendo, con grande fatica, le IVG anche per la provincia di Crotone, dove non si praticano ormai da anni, nonché denunciavamo il mancato utilizzo nella città di Catanzaro della RU486 per le IVG. Con una lettera del 28 gennaio dello stesso anno, prendevamo atto del numero dei medici ginecologi obiettori e del personale ospedaliero obiettore che mette a rischio l’applicazione della L194, e la mancanza di una reale attenzione verso la prevenzione e l’educazione alla procreazione responsabile, alle condizioni lavorative del personale medico e paramedico non obiettore penalizzato nei carichi di lavoro e confinato in termini di carriera, nella nostra regione. 

RICHIESTA DI INCONTRO URGENTE

Le nostre più che legittime e doverose sollecitazioni non hanno mai avuto un adeguato riscontro. Ci pare evidente, invece, che a causa di questioni che nulla hanno a che vedere con la tutela del diritto alla salute di cittadine e cittadini, il quadro riguardante la Sanità calabrese – a partire dal gravosissimo sottodimensionamento del personale medico e ospedaliero che non si può più ignorare - si stia sempre più complicando e che si stiano configurando gravi lesioni al diritto alla salute e di cittadinanza delle donne che vivono in Calabria.

Chiediamo, pertanto, un incontro con le SSLL per avere un confronto e per avere risposte ad alcuni quesiti riguardanti in particolare: 

  • Le questioni da noi sollevate nella lettera del 4 aprile 2019, a proposito di prevenzione e cura del cancro al seno, Breast Unit, rete oncologica regionale e quanto annesso. 
  • Il parto analgesia nelle strutture ospedaliere pubbliche gratuito per tutte, giacché è impensabile che le donne che vivono in Calabria debbano subire un trattamento crudele in un momento tanto delicato e importante come il parto.  

*Unione donne in Italia sezione di Catanzaro




Altre notizie