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CRONACA / De Magistris a Catanzaroinforma, 'Il sistema Palamara colpì anche me'

L'ex Pm  di Catanzaro oggi sindaco di Napoli parla della corruzione nella pubblica amministrazione come un pericoloso modus operandi  che prescinde dallo scambio di soldi

Lunedì 10 Giugno 2019 - 11:4
CalabriaInforma.it: De Magistris a Catanzaroinforma, 'Il sistema Palamara colpì anche me'

di GIULIA ZAMPINA

 

“Un politico corrotto lo elimini nella cabina elettorale. Un magistrato o comunque un funzionario pubblico corrotto, prima devi individuarlo, poi capire se hai gli anticorpi necessari per estirparlo come un male che pervade tutto. Perché la corruzione non è solo lo scambio di denaro o di altre regalità, la corruzione è un modus operandi che avvelena”.

 Il sistema Palamara Csm, perché di sistema si tratta a questo punto, non è cosa di oggi. E lo sa bene Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, ma prima ancora titolare prima del 2010 di moltissime inchieste che, lo dicono gli atti successivi, gli furono sottratte in maniera illegittima e dopo le quali fu chiesto il suo allontanamento dalla Procura di Catanzaro.

E’ indaffarato nella sua attività di sindaco quando parla telefonicamente con Catanzaroinforma, ma questo gli dà modo di dire “Se io sono ancora nelle istituzioni è perché ci credo, nella giustizia, come nelle istituzioni stesse altrimenti mi sarei messo a fare il libero pensatore”.

La vicenda DE Magistris è nota, titolare di inchieste che toccarono anche i rapporti tra magistrati e politica, lasciò prima Catanzaro, poi la magistratura. Oggi però, a distanza di dieci anni e alla luce di ciò che le cronache stanno raccontando, si evidenzia ciò che allora forse passo in secondo piano. Il silenzio del Csm sulla sua vicenda e le prese di posizione proprio di Luca Palamara, che all’epoca dei fatti, presidente dell’associazione nazionale magistrati, derubriò tutto ad uno ‘scontro tra procure’. ‘Ma  - dice De Magistris se vogliamo andare ancora indietro nel tempo fu Paolo Borsellino a dire che Falcone era morto per la mano armata della mafia, ma con un piano ben preciso di alcuni pezzi di magistratura e lui stesso, prima della strage di Via D’Amelio, lasciò intendere che era rassegnato a fare la stessa fine. Cosa che poi accadde’.

‘Il fenomeno non è nuovo e la gente è giustamente e comprensibilmente spaesata – continua ancora il sindaco di Napoli – non per questo bisogna perdere il rispetto ed il senso della giustizia. Ma oggi, davanti a questi fatti diventa più difficile incoraggiare le persone a denunciare’

Se le stesse accuse fossero state mosse ad un politico di certo ci sarebbe già più di qualcuno in galera e le piazze si sarebbero ribellate, ora tutto questo sembra passare sulla testa del popolo. “Io mi ribellai con tutte le mie forze – dice De Magistris – e riuscì anche ad attivare una coscienza critica.  Non dimentico le manifestazioni di affetto e solidarietà della gente, né il fatto di aver incontrato tra giornalisti e forze dell’ordine delle persone per bene. Ma è chiaro che se chi dovrebbe difenderti, parlo della categoria a cui appartieni, non lo fa , allora sei più debole, ma soprattutto capisci che è davvero un sistema circolare. E’ come se il ladro che sta per essere arrestato volesse arrestare lui stesso i poliziotti. Questo non sarebbe possibile e sarebbe una stortura. Se la magistratura oggi abbia gli anticorpi necessario io questo non sono in grado di dirlo, di certo, se alcune cose ancora accadono e forse peggio di prima significa che di certo non si è trovata la cura’




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