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ARTE E CULTURA / In un libro edito nel Catanzarese il Papa condanna la prostituzione

Il Santo Padre ha scritto la prefazione di Donne Crocifisse di Aldo Bonaiuto edito da Rubbettino: 'un vizio schifoso che confonde il fare l’amore con lo sfogare i propri istinti torturando una donna inerme'

Lunedì 29 Luglio 2019 - 10:26
CalabriaInforma.it: In un libro edito nel Catanzarese il Papa condanna la prostituzione

Durissima presa di posizione del Santo Padre contro i “clienti” delle prostitute nel nuovo libro di don Aldo Buonaiuto. Il libro è edito in provincia di Catanzaro, ovvero dalla casa editrice Rubbettino di Soveria Mannelli e si intitola «Donne crocifisse» da oggi in libreria.
Nel libro la condanna netta di ogni ipotesi di "legalizzazione" della prostituzione 

"Quando in uno dei Venerdì della Misericordia durante l’Anno Santo Straordinario - scrive  il Santo Padre nella prefazione -  sono entrato nella casa di accoglienza della Comunità Papa Giovanni XXIII, non pensavo che lì dentro avrei trovato donne così umiliate, affrante, provate. Realmente donne crocifisse. Nella stanza in cui ho incontrato le ragazze liberate della tratta della prostituzione coatta, ho respirato tut- to il dolore, l’ingiustizia e l’effetto della sopraffazione. Un’opportunità per rivivere le ferite di Cristo. Dopo aver ascoltato i racconti commoventi e umanissimi di queste povere donne, alcune delle quali con il bambino in braccio, ho sentito forte desiderio, quasi l’esigenza di chiedere loro perdono per le vere e proprie torture che hanno dovuto sopportare a causa dei clienti, molti dei quali si definiscono cristiani. Una spinta in più a pregare per l’accoglienza delle vittime della tratta della prostituzione forzata e della violenza. Una persona non può mai essere messa in vendita. Per questo sono felice di poter far conoscere l’opera preziosa e coraggiosa di soccorso e di riabilitazione che l’autore di questo libro, don Aldo Buonaiuto, svolge da tanti anni, seguendo il carisma di Oreste Benzi. Ciò comporta anche la disponibilità ad esporsi ai pericoli e alle ritorsioni della criminalità che di queste ragazze ha fatto un’inesauribile fonte di guadagni illeciti e vergognosi. 6 Vorrei che questo libro trovasse ascolto nel più ampio ambito possibile affinché, conoscendo le storie che sono dietro i numeri sconvolgenti della tratta, si possa capire che senza fermare una così alta domanda dei clienti non si potrà efficacemente contrastare lo sfruttamento e l’umi- liazione di vite innocenti. La corruzione è una malattia che non si ferma da sola, serve una presa di coscienza a livello individuale e collettivo, anche come Chiesa, per aiutare veramente queste nostre sfortunate sorelle e per impedire che l’iniquità del mondo ricada sulle più fragili e indifese creature. Qualsiasi forma di prostituzione è una riduzione in schiavitù, un atto criminale, un vizio schifoso che confonde il fare l’amore con lo sfogare i propri istinti torturando una donna iner- me. È una ferita alla coscienza collettiva, una deviazione all’immaginario corrente. È patologica la mentalità per cui una donna vada sfruttata come se fosse una merce da usare e poi gettare. È una malattia dell’umanità, un modo sbagliato di pensare della società. Liberare queste povere schiave è un gesto di misericordia e un dovere per tutti gli uomini di buona volontà. Il loro grido di dolore non può lasciare indifferenti né i singoli individui né le istituzioni. Nessuno deve voltarsi dall’altra parte o lavarsi le mani del sangue innocente che viene versato sulle strade del mondo".

Non lascia spazio all’interpretazione la durissima presa di Posizione di Papa Francesc

La posizione è fortemente sostenuta dall’autore del libro, don Buonaiuto, sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII, che a sua volta compie una disamina approfondita di questa enorme piaga che si lega in maniera inestricabile all’altro grande dramma dei nostri giorni: l’immigrazione.
Il libro racconta le storie di molte, troppe, «donne crocifisse» che, in tanti anni di attività, la Comunità Papa Giovanni ha raccolto dalla strada, ridonando loro la libertà e la dignità.
Sono storie terribili, che testimoniano una crudeltà impensabile da parte di uomini che si accaniscono con ferocia su altri esseri umani, storie che hanno commosso lo stesso Papa Francesco e il Presidente Mattarella.

Ma il libro di don Aldo non è fatto solo di testimonianze, ma anche di analisi e denunce. È un’indagine intorno alle molteplici vie del sesso a pagamento, dall’online al marciapiede, vie che quasi mai incrociano chi fa l’amore per scelta o per noia, come la Bocca di Rosa cantata da De André, ma sono quasi sempre gremite dai frutti dello sfruttamento e dell’oppressione.

Buonaiuto non teme di affrontare la questione anche dal punto di vista politico, bocciando la “riprovevole” proposta di quei parlamentari e consiglieri che propongono di aprire un albo delle prostitute rendendo la prostituzione un “lavoro” come tutti gli altri.

«È semplicemente disdicevole, oltreché affatto risolutivo – afferma l’autore – ipotizzare che un Paese come l’Italia pensi di risolvere il problema del mercato delle schiave del sesso trasferendole in ambienti legalizzati e trasformando lo Stato nel grande “protettore” ovvero nel pappone ufficiale di queste figlie. Sì, perché di questo si tratta e desidero ribadirlo perché si sveglino le coscienze: donne che hanno la stessa età delle nostre figlie e nipoti e che in tal modo sarebbero libere di scegliere il lavoro di prostituta. Ma quale genitore vorrebbe mai vedere una figlia o un figlio prostituirsi, vendersi per tante volte al giorno, rilasciando un regolare scontrino per la prestazione sessuale fornita? Il governo che sostiene chi fa diventare le donne prostitute rivela la decadenza profonda del diritto e della giustizia prestando il fianco a una nuova forma di barbarie senza precedenti»

Don Aldo Buonaiuto, antropologo ed esorcista, segue le orme di don Oreste Benzi all’interno della Comunità Papa Giovanni XXIII. È stato nominato da Papa Francesco Missionario della Misericordia. Noto per la testimonianza in TV e giornali a favore degli ultimi e sui drammi dell’emarginazione, ha fondato e dirige il quotidiano digitale «In Terris», con il quale ha vinto premi per il giornalismo di impegno sociale. È in prima linea contro lo sfruttamento della prostituzione e contro la dipendenza psicologica da sette e centri di oppressione. Come presidente dell’associazione “Pace In Terra” promuove iniziative internazionali come la Giornata del Migrante Ignoto e la moratoria contro la legalizzazione di qualsiasi forma di schiavitù. Per i corridoi umanitari e le mediazioni nelle emergenze migratorie, collabora con istituzioni nazionali e comunitarie.

 




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