Lunedi, 21 ottobre 2019 ore 17:17
     
Notizia

ARTE E CULTURA / Libri, a Carlo Cottarelli il premio Caccuri

Con il libro I sette peccati capitali dell’economia italiana. Il premio realizzato dal maestro orafo Michele Affidato

Martedì 13 Agosto 2019 - 9:54
CalabriaInforma.it: Libri, a Carlo Cottarelli il premio Caccuri

E' stato Carlo Cottarelli con “I sette peccati capitali dell’economia italiana”, edito da Feltrinelli, a vincere l'edizione 2019 del Premio Letterario Caccuri, sezione Saggistica. A Cottarelli è stata assegnata la “Torre D'Argento”,  l'opera realizzata dal maestro orafo Michele Affidato, diventata il simbolo del premio che da diversi anni ospita gli intellettuali più influenti del nostro paese. Un vero e proprio evento, organizzato dall’associazione culturale Accademia dei Caccuriani, composta da oltre 400 associati provenienti da tutta Italia. Pari merito per gli altri finalisti, ovvero Emma D'Aquino con "Ancora un giro di chiave. Nino Marano: una vita fra le sbarre" (Baldini+Castoldi), Massimo Franco con "C'era una volta Andreotti.

Ritratto di un uomo, di un'epoca e di un Paese" (Solferino) ed Enrico Letta con "Ho imparato. In viaggio con i giovani sognando un'Italia mondiale" (il Mulino). I quattro saggi arrivati in finale sono stati selezionati da un comitato scientifico presieduto da Giordano Bruno Guerri e sono stati votati da una giuria nazionale e da una popolare, composte in totale da 110 giurati.  Nel corso dei cinque giorni della manifestazione, che si è svolta a Caccuri tra il 6 ed il 10 agosto, sono stati inoltre assegnate altri Torri d'Argento, come il Premio Caccuri per il giornalismo a Paolo Pagliaro, il Premio Caccuri per la tv a Rita Dalla Chiesa e il Premio Caccuri per la Musica a Michele Zarrillo. Esordio assoluto per il Premio Caccuri Letteratura e Sport, assegnato alla commissario tecnico della Nazionale di calcio femminile Milena Bertolini, con il libro “Quelli che il calcio e…” Aliberti), che è stato consegnato sul palco al ct dal maestro Affidato, il Premio Caccuri per il Giornalismo d’Inchiesta al conduttore di Report Sigfrido Ranucci e il Premio Caccuri Opera Prima a Luciano Basile con il libro “ll successo, il denaro o la felicità?” (Mondadori).

Premio speciale Alessandro Salem attribuito a Jan Slangen, già capitano delle Frecce Tricolori, un riconoscimento molto importante che nelle passate edizioni è stato assegnato a personaggi come Alessandro Profumo, Paolo Mieli, Carmen Lasorella, Antonio Azzalini, Michele Placido, Ferruccio de Bortoli e Massimo Cacciari. Un messaggio particolare è arrivato invece ai ragazzi di Caccuri, una benedizione che difficilmente dimenticheranno: “Ai ragazzi di Caccuri, ringraziandovi per la vostra testimonianza. Continuate avanti così... lasciando le vostre tracce sulla storia. Che il Signore vi benedica e la Madonna vi custodica e, per favore, non dimenticatevi di pregare per me" ha scritto Papa Francesco incidendole sul libro "Dio è Giovane" (Piemme Editore) che il dottor Carlo Musso, nuovo cittadino onorario del Comune di Caccuri, ha consegnato al Sindaco Marianna Caligiuri e a tutti i Caccuresi. A Carlo Musso è stata consegnata simbolicamente la chiave della città di Caccuri, una creazione realizzata sempre dal maestro Michele Affidato. La serata finale è stata condotta nella suggestiva location del castello di Caccuri da Massimo Giletti e da Mary De Gennaro.“Il Premio Caccuri - commenta Michele Affidato - è ormai diventato un punto di riferimento nel panorama culturale italiano. I finalisti di quest'anno confermano il grande livello raggiunto dal premio.

A noi il compito di  realizzare la “Torre d'Argento”, simbolo di una manifestazione che attraverso la cultura ha aperto le porte della nostra terra ai più grandi scrittori e pensatori contemporanei, ospiti nelle varie edizioni della kermesse. È possibile crescere davvero solo nutrendosi di cultura autentica, così come avviene da anni al Premio Caccuri. Ho creduto fin da subito in questo progetto portato avanti con sacrificio, passione e grande professionalità da Adolfo Barone, Roberto De Candia e Olimpio Talarico che, nonostante vivano lontano dalla loro terra, hanno mantenuto saldo il legame con le loro radici”.

 




Altre notizie