Lunedi, 21 ottobre 2019 ore 14:38
     
Notizia

SANITA' E SALUTE / Il commissario snobba il tavolo tecnico sui precari del Pugliese

Si cercano soluzioni possibili sull’asse Catanzaro/Roma

Mercoledì 11 Settembre 2019 - 17:45
CalabriaInforma.it: Il commissario snobba il tavolo tecnico sui precari del Pugliese

di EllennE

Una cosa è ormai scritta nero su bianco nei documenti ufficiali, nel rapporto che Antonio Mantella, dirigente generale facente funzioni dell’ospedale Pugliese Ciaccio hub del sistema sanitario della Calabria di cui serve tutta l’area centrale e non solo, ha consegnato nelle mani del commissario ad acta Saverio Cotticelli.

È una “rappresentazione drammatica” di quello che succederà nelle prestazioni rese ai cittadini qualora il contingente di personale che sta per venire meno in conseguenza del licenziamento dei 200 precari non sarà subito ricostituito: sarà “un grande disastro”. In pratica una riduzione lineare dei posti letto in tutte le Unità operative dell’ospedale, una mappa del disonore raccolta corsia per corsia, uno sfregio apposto sull’articolo 32 della Costituzione italiana.

Quelle parole, “dramma” e “disastro”, pronunciate da una persona misurata nelle parole e schivo nella rappresentazione pubblica di sé e dell’ufficio che rappresenta, valgono perlomeno le ore di protesta degli stessi precari nei luoghi della decisione pubblica: la Cittadella regionale e l’ufficio del commissario, l’Ufficio territoriale del governo, la Provincia, il Comune, la Direzione Aziendale.

Anche stamattina, una delegazione dei 18 licenziati e dei futuri colleghi in disoccupazione stazionava nel piazzale della Regione, ad attendere notizie dal tavolo tecnico che il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo è riuscito a formare al decimo piano del palazzo regionale, sede del dipartimento alla Salute. Un tavolo molto grande, allargato a tanti legittimi interlocutori: il sindaco, il dg dipartimentale Antonio Belcastro, il delegato del presidente Franco Pacenza, i segretari provinciali e regionali di Cgil Cisl Uil e, con qualche incomprensibile iniziale difficoltà, il rappresentante dell’Usb. Ma tronco del carico da novanta, il commissario Cotticelli, pur vivamente invitato. Il suo declinare l’invito, non motivato come dignità commissariale pure legittima, ha concesso spazio a diverse interpretazioni, alcune da retroscena romani.

Secondo voci raccolte e non confermate, ieri l’incontro tra il commissario e il neo ministro Speranza sarebbe avvenuto. Se la circostanza fosse vera, l’assenza del commissario sarebbe da interpretare in senso negativo. L’ultimo ad averlo incontrato tra i presenti, come già detto, è stato il dg facente funzione Mantella. A suo dire, il commissario avrebbe mostrato attenta sensibilità alle questioni mosse in relazione alle ricadute assistenziali dei licenziamenti: su come operativamente intenda muoversi per colmare il vuoto derivante non ha dato indicazioni, né è questione cui possa esprimersi il facente funzioni. I sindacalisti- i segretari generali delle Funzioni pubbliche Cgil Cisl e Uil rispettivamente Alessandra Baldari, Luciana Giordano ed Elio Bartoletti, il rappresentante del sindacato autonomo Usb Giancarlo Silipo – hanno rinnovato le loro richieste, pur trincerandosi dietro un sano pessimismo considerata l’assenza di risposta che ormai da tempo ricevono dalla sponda commissariale, anche dopo i corposi “Stati generali della Sanità” del 9 maggio scorso: un piano straordinario di assunzioni nella sanità calabrese, partendo dalla stabilizzazione dei precari a partire dai più prossimi del Pugliese Ciaccio, lo scorrimento delle graduatorie, l’assunzione degli idonei, l’avvio dei concorsi. Non disdegnano, i sindacati, anzi gradirebbero, uno spostamento a Roma dell’intero dossier sanitario Calabria. Non c’è chi non veda orami l’inadeguatezza dello strumento commissariale nel risolvere il dilemma sanitario calabrese: i livelli di assistenza che non si alzano, il debito che cresce, le strutture che scoppiano, i pazienti che emigrano, il personale in progressiva rarefazione, le stesse aspettative di vita dei calabresi che divergono dalle migliori performance nazionali. La riunione è durata qualcosa in più di tre ore.

La risoluzione finale, non scritta ma condivisa, prevede una triplice azione d’urto: l’iniziativa legislativa del dipartimento, la pressione istituzionale del sindaco, l’elevazione di livello della trattativa sindacale. Il dipartimento intanto valuterà le possibili interpretazioni estensive dell’articolo 57 del contratto collettivo di lavoro degli enti locali; dal sindaco si sta valutando l’eventualità di emanazione di una ordinanza sindacale dettata dall’emergenza, considerato l’aspetto emergenziale che potrebbe assumere la vertenza, e compiendo anche passi giurisdizionali considerata la procedura instaurata in occasione dei licenziamenti in presenza di una precedente proroga dei contratti fino al 31 dicembre prossimo; il sindacato da parte sua avrebbe già in agenda un incontro con il ministro Speranza per la prossima settimana, mancando solo il giorno e l’ora, per arrivare a una soluzione che preveda, attraverso l’emanazione di un decreto, quanto richiesto nei giorni scorsi.

La fonte è riservata, ma assolutamente partecipe del tavolo. Tutta la costruzione prevede, a un certo punto, l’intervento ineludibile di un convitato di pietra: l’Ufficio del commissario al piano di rientro dal debito sanitario. E qui l’edifico potrebbe evolvere verso due direzioni. Il rafforzamento delle strutture portanti. O il crollo per fragilità di base.




Altre notizie