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SANITA' E SALUTE / Infezioni sempre più aggressive: la Calabria si difende

E’ catanzarese il coordinatore del documento regionale Piano di Contrasto all’antimicrobico Resistenza

Lunedì 23 Dicembre 2019 - 11:0
CalabriaInforma.it: Infezioni sempre più aggressive: la Calabria si difende

E’ ormai ampiamente noto che molte infezioni non guariscono più con gli antibiotici disponibili; ciò è avvenuto per un loro impiego inappropriato, spregiudicato e non solo in ambito umano ma anche in ambito zootecnico.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ammonisce che la resistenza agli antibiotici rappresenta una delle maggiori minacce per la salute pubblica, causando 50.000 decessi ogni anno in Europa e negli Stati Uniti; inoltre stima che in assenza di interventi efficaci, nel 2050 le morti provocate dalla resistenza agli antibiotici potrebbero arrivare a 10 milioni all’anno nel mondo.

Soltanto una massiccia azione multidisciplinare può fronteggiare una minaccia per la salute pubblica.

E’ una piacevole sorpresa apprendere che la nostra Regione stia attivamente partecipando al Piano Nazionale di Contrasto all’antimicrobico Resistenza; su Quotidiano Sanità è comparso un articolo sul lavoro che il Gruppo multidisciplinare calabrese sta portando avanti per arginare la minaccia che incombe sulla salute pubblica.

Nell’ambito del Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie diretto dal dott Antonio Belcastro, il Gruppo Tecnico composto dal Dirigente del Settore  Prevenzione e Promozione della Salute, dott.ssa Francesca Fratto e da 8 esperti tra veterinari, igienisti, microbiologi, epidemiologi e farmacisti coordinati dal dott. Benedetto Caroleo referente regionale per le malattie infettive, ha ultimato il primo documento regionale per il Piano di Contrasto, dedicato all’impiego degli antibiotici nelle principali infezioni ospedaliere e sta lavorando su altri documenti sempre incentrati sulla protezione della salute pubblica dall’attacco di germi sempre più difficili da aggredire.

Ha positivamente impressionato l’ampia collaborazione offerta da tutti i professionisti interessati alla problematica che operano nelle Aziende Ospedaliere e nelle Aziende provinciali che ha consentito la stesura delle linee di indirizzo di terapia antibiotica empirica, testimoniando altresì la grande sensibilità e l’estrema attenzione al problema.

Le considerazioni precedenti si applicano non solo al contesto umano, ma anche a quello veterinario, dove gli antibiotici sono altresì ampiamente utilizzati e l’impatto dell’AMR è parimenti importante.

La trasformazione dei ceppi batterici in organismi resistenti è un meccanismo evolutivo naturale, determinato da mutazioni del corredo genetico, in grado di proteggere il batterio dall’azione del farmaco.

Rientra, quindi, tra i processi di competizione biologica tra microrganismi basati sulla produzione di antimicrobici.

Questi ultimi, infatti, sono molecole naturali prodotte da microbi per difendersi da altri microbi, presenti da miliardi di anni in natura, come lo sono i meccanismi di resistenza, anch’essi vecchi di miliardi di anni.

Per ogni nuovo antimicrobico di origine naturale esiste già un meccanismo di resistenza presente in natura. L’introduzione degli antibiotici in ambito clinico umano e veterinario ha generato un’ulteriore pressione selettiva in questi contesti, favorendo la selezione di microrganismi resistenti e l’acquisizione di geni di resistenza portati da elementi genetici mobili (ad es. plasmidi) che contribuiscono a diffondere la resistenza tra i batteri patogeni, attraverso fenomeni di scambio genico orizzontale, facilitato in maniera ormai evidente anche dal degrado e dalla carente gestione ambientale.

Infatti, i patogeni resistenti così selezionati, a loro volta, vengono rilasciati nell’ambiente e possono contaminare anche la catena alimentare. In questo scenario è emersa la consapevolezza che il controllo del fenomeno dell’AMR non possa prescindere da un approccio “One Health”, che promuova interventi coordinati nei diversi ambiti di interesse.

Non ci rimane che sottolineare come professionisti calabresi, coordinati egregiamente dal catanzarese Dott. Caroleo,  grazie al loro l’impegno che stanno profondendo nell’interesse dei cittadini calabresi, siano stati tra i primi ad ultimare il documento regionale per il Piano di Contrasto, dedicato all’impiego degli antibiotici nelle principali infezioni ospedaliere.

In una Calabria in cui la sanità è spesso vista agli ultimi posti nelle graduatorie nazionali non rimane che complimentarsi con le eccellenze, che esistono ed andrebbero premiate.

Francesco Vallone

 

 




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