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All’ Università di Catanzaro servono corsi per insegnanti sostegno

Mozione approvata dal Consiglio comunale su proposta di Ezio Pratico che parla di 'un bel segnale da parte della politica del capoluogo'


“Il Consiglio comunale del Capoluogo ha lanciato un segnale forte nei confronti dell’ Università Magna Graecia: anche a Catanzaro devono essere attivati i corsi di formazione degli insegnanti di sostegno. Auspichiamo venga fatto al più presto”.

Lo ha affermato il capogruppo di Catanzaro da vivere, Ezio Praticò, commentando l’approvazione all’unanimità della mozione che ha proposto lui stesso all’aula. “Un testo – ha sottolineato il consigliere – che sono contento abbia trovato il consenso della maggioranza e della minoranza, e che è stato pensato per smuovere i vertici dell’Ateneo su un tema di assoluta attualità e che riguarda da vicino tante famiglie e tanti professionisti catanzaresi”.

Praticò ha infatti ribadito che “se l’Umg prestasse ascolto a questa mozione sanerebbe un vulnus, colmerebbe una lacuna che, in questo momento, penalizza gli insegnanti e lo stesso Ateneo del capoluogo a scapito di quelli di Cosenza e Reggio Calabria, nei quali sono stati rispettivamente attivati corsi di formazione per 900 e 200 posti”.

“È un problema non da poco – ha aggiunto il capogruppo di Catanzaro da vivere – perché nonostante il calo demografico e la contestuale riduzione degli iscritti nelle scuole, il numero di alunni e studenti che hanno bisogno di insegnanti di sostegno è in continuo aumento dovunque, tant’è che più e più volte gli istituti sono stati costretti a chiamare in servizio anche docenti privi di apposita formazione”.

“Per questo motivo – ha concluso Praticò -, e ringraziando i colleghi che hanno voluto sostenere e approvare la mia proposta firmando la mozione, chiedo che l’Università Magna Graecia accolga l’appello che arriva dal Comune e che fa proprie le esigenze della nostra classe docente provvedendo ad attivare questi corsi di formazione: solo così verrebbe cancellata una sperequazione territoriale che sfavorisce il legittimo e uguale diritto alla formazione per tutti gli insegnanti”.