Abramo a Monitor: “Io dimettermi? Solo se non avessi più l’apprezzamento della gente”

Il sindaco ospite alla nostra trasmissione: 'Le contestazioni? “Basta non mettere qualcuno nella tua struttura che poi te la fa pagare'

Più informazioni su

    Il Consiglio Comunale è stato convocato repentinamente perché c’era una scadenza legata alla procedura di decadenza (bocciata dall’aula) del consigliere Tommaso Brutto. Ospite della nostra trasmissione “Monitor”, il sindaco Sergio Abramo ha risposto punto per punto alle questioni politiche ed amministrative che hanno animato il dibattito nelle ultime settimane.

    In primis la seduta del civico consesso di ieri. Le contestazioni? “Basta non mettere qualcuno nella tua struttura che poi te la fa pagare. Se dici un no vuol dire che qualcuno poi prende carta e penna e scrive alle trasmissioni tv” – tuona il sindaco. Le dimissioni? “Mi dimetterei solo se andando nei quartieri non riscontrassi più l’apprezzamento dalla gente”.

    Giletti? “Non sono mai stato invitato, né sono stato chiamato al telefono. In maniera informale mi è stato chiesto se avessi voluto partecipare e ho risposto di no. Marco Polimeni ha, invece, avuto un coraggio da leone e ha difeso bene la nostra città”. Sulla “nuova” giunta e la ritrovata sintonia con FI, il primo cittadino ha raccontato come sono andate le cose: “La politica è fatta di questa cosa”.

    “Prima di arrivare ad un accordo ho incontrato tutti i consiglieri e tutti hanno condiviso che era giusto in questa fase recuperare Forza Italia, un partito che è stato importante per le elezioni del 2017. Ed in un momento in cui il centrodestra vince le elezioni regionali con un presidente eletto, Jole Santelli, che è segretario di FI era giusto rimanere nel centrodestra. Mi è stata data, inoltre, la possibilità di scegliere un vicesindaco tecnico che garantisce tutti”. Lungo l’elenco delle opere in itinere su cui il sindaco sta lavorando. E sono queste opere, questi interventi, questi lavori le ragioni per cui Abramo ha deciso di andare avanti rinunciando alla exit strategy più facile: accettare di fare l’assessore regionale al Bilancio e staccare la spina alla consiliatura comunale. Ecco alle nostre telecamere il sindaco ha chiarito di aver detto no a questo incarico per amore della città. Per completare il lavoro avviato e impedire il commissariamento dell’Ente. Al nuovo governo regionali e ai sei consiglieri regionali catanzaresi eletti il 26 gennaio, il primo cittadino starà con il fiato sul collo ancor di più del passato. Perché Catanzaro ha molte esigenze da soddisfare. Una su tutte: la sanità e l’integrazione delle Aziende ospedaliere. Netto il giudizio del sindaco sulla questione Parco Romani: “Non bisogna dare l’autorizzazione per un altro centro commerciale. Era in quella fase che la classe dirigente sarebbe dovuta insorgere ed impedire la nascita di un altro centro commerciale a pochi chilometri da Parco Romani. Oggi il Comune può fare poco. Perché c’è una legge dello Stato che vieta ai Comuni l’acquisto di un immobile, in più c’è in corso un’istanza fallimentare”. Abramo insiste sulla trasparenza su cui si opera al Comune. Oggi come ieri. Riconosce, infatti, a Rosario Olivo di aver operato con grande trasparenza.

    Per quanto riguarda il capitolo “Lega” il sindaco chiarisce: “Non ho intenzione di passare con la Lega. Non ho intenzione di fare il segretario della Lega”. Al tempo stesso è stato sottolineato che, in Consiglio Comunale, non saranno costituiti i gruppi di Lega e Fratelli d’Italia pur avendo, i due partiti partecipato alla delicata fase che ha portato al rilancio dell’azione amministrativa e alla ritrovata intesa della maggioranza.

    Viabilità, rifiuti, strade, lavori, piano regolatore, Giovino, agenda urbana, Cis, Porto: tanti i temi trattati nel corso della puntata odierna di Monitor.

    Più informazioni su