Il sindaco Mascaro chiede la revoca della delibera dell’Asp di Catanzaro che rivede i laboratori del Giovanni Paolo II

Dal primo cittadino la richiesta di revoca delle decisioni del commissario Cotticelli di marzo e della terna dell'Asp di ieri

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    Se domani era prevista una nuova seduta di commissione consiliare sul tema sanità, che nonostante le lamentele di via Perugini rimane fuori dalle competenze comunali, a generare nuove polemiche è la delibera n. 496 di ieri della Commissione Straordinaria ASP di Catanzaro che, nel recepire il contenuto del DCA n. 62 del 06/03/20 del Commissario ad Acta per l’Attuazione del Piano di Rientro di riorganizzazione dei laboratori dell’ASP di Catanzaro, opera «una inaccettabile vessazione e mortificazione nei riguardi della Comunità di Lamezia Terme e dell’intero sistema sanitario dell’area centrale della Calabria» sostiene Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia Terme.

    «In maniera inopinata, viene ulteriormente penalizzato il territorio lametino, procedendosi incredibilmente: alla riclassificazione del Laboratorio di Patologia Clinica del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme da Struttura Complessa a Struttura Semplice; alla trasformazione del Laboratorio di Tossicologia e Patologia Clinica in mero Punto Prelievo con attività trasferita nel Laboratorio di Patologia Clinica; al trasferimento dell’attività del Laboratorio di Neurogenetica afferente al Centro Regionale di Neurogenetica del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme al laboratorio della Struttura Complessa di Genetica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Mater Domini” di Catanzaro» che per il primo cittadino lametino sarebbe «inaccettabile vessazione che non può essere supinamente subita dalla sanità lametina che già in passato aveva dovuto assistere a continue ripetute spoliazioni di reparti ed ambulatori dietro false e mere promesse di successivi potenziamenti ed illusorie strategie di rilancio. Ovviamente, oggi la misura è colma e si è stanchi dal dover passare da blitz notturni in Consigli Regionali a provvedimenti assunti, sotto silenzio, in epoca Covid o in assolati periodi agostani»

    Si chiede da via Perugini «che il Commissario ad Acta per l’attuazione del Piano di Rientro proceda ad immediata sospensione dell’efficacia del DCA n. 62 e che la Commissione Straordinaria ASP provveda alla conseguente revoca della deliberazione n. 496/20. Nel contempo, si procederà immediatamente, in concerto con il Consiglio Comunale di Lamezia Terme che solo pochi giorni addietro aveva consegnato apprezzatissimo documento di rilancio dell’offerta sanitaria sul territorio lametino, ad assumere ogni più opportuna iniziativa per rimediare ad una ingiusta e clamorosa ulteriore beffa a danno di una Comunità che tanto ha patito ma che oggi non ha più alcuna intenzione di subire soprusi».

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