Presidenza Consiglio Regionale, non c’è ancora il successore di Tallini

Alla prima votazione ha partecipato il solo centro destra, che ha votato compatta per Giovanni Arruzzolo. Si ritorna in aula domani, quando basterà la maggioranza semplice

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    Anche quando non ci sarebbe molto da decidere nella sostanza, il Consiglio regionale della Calabria inizia i lavori con due ore abbondanti di ritardo impiegate a discutere su chi deve ricoprire per poche settimane, o pochi mesi più probabilmente, la carica di presidente dell’Assemblea lasciata libera dal dimissionario Domenico Tallini coinvolto nell’inchiesta Farmabusiness.

    Discussione, beninteso, limitata alla maggioranza di centro destra a cui naturalmente spetta l’indicazione di un nome e, prima ancora, rivendicare l’insindacabile necessità e urgenza di procedere all’elezione del presidente di un Consiglio già sciolto o congedato che sir si voglia. Il consigliere Francesco Pitaro si incarica di definire la situazione bollandola come “surreale”, finanche propedeutica a scavare ancora più a fondo il solco tra le istituzioni e i cittadini sul terreno scosceso dell’antipolitica. Ma la maggioranza, per bocca dei suoi più svariati componenti, e forte del parere espresso dagli uffici di segreteria, assume la pratica come inderogabile e necessaria alla compiutezza degli atti che l’Assemblea, pure in prorogatio, è obbligata a compiere. Si procede quindi all’approvazione delle pratiche. Prima di tutte la presa d’atto delle dimissioni di Domenico Tallini da presidente, comunicate il 21 novembre e protocollate il 23 successivo. Subito dopo, all’unanimità, il Consiglio provvede, con voto unanime, alla surroga temporanea del consigliere Tallini con il primo dei non eletti della circoscrizione centro a gennaio 2020 nella lista di Forza Italia.

    Si tratta di Frank Mario Santacroce, avvocato del foro di Catanzaro, per due mandati sindaco di Albi nella Presila catanzarese. Tutti gli interventi successivi si sviluppano sullo stesso tema: vicinanza umana a Tallini, e, pur con sottili distinguo tra maggioranza e minoranza, attestati della sua capacità di uscire dalla vicenda “a testa alta”, sempre nella cornice di una altrettanto incrollabile fiducia nell’azione della magistratura.

    Sulla procedura da adottare, interviene, a nome della giunta, l’assessore alle politiche agricole e politiche sociali, Gianluca Gallo: qualora nelle prime due sedute non si raggiunga il quorum ai sensi del regolamento, di proseguire nella seduta odierna con la terza votazione. Su questa proposta la seduta viene sospesa, alle 18,30, in modo da prendere una decisione al riguardo. In effetti, il regolamento interno al Consiglio regionale dice altro: per l’elezione del presidente nelle prime due sedute si deve raggiungere la maggioranza dei 2/3 dei componenti; dalla terza in poi, che va convocata il giorno dopo, come già in calendario, può bastare la maggioranza assoluta. Alla riapertura di seduta, alle 19,10 sono presenti soltanto i 19 consiglieri della maggioranza che votano compatti per Giovanni Arruzzolo, attuale capogruppo di Forza Italia. Il vicepresidente Luca Morrone, che ha presieduto, a questo punto dichiara tolta la seduta. Si ritorna in aula domani. Ancora da sciogliere il nodo sulla presidenza che, pur assegnata a Forza Italia, vede delinearsi una contesa ancora non risolta tra Domenico Giannetta, presidente della Commissione vigilanza, e Giovanni Arruzzolo, supportato in ciò dal deputato reggino, e coordinatore provinciale, Francesco Cannizzaro.

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