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Parco Romani, le reazioni degli assolti dopo il verdetto

L’ex sindaco Olivo: “Restituito onore all’Amministrazione comunale”. La soddisfazione degli avvocati Lomonaco, legale di Elia, e dell’avvocato Petitto, che ha curato la difesa di Cantisani

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    “Ho avuto fiducia nella giustizia”, esordisce Rosario Olivo, sindaco di Catanzaro dal 2006 al 2011, sollecitato a una breve dichiarazione dopo la sentenza di assoluzione da parte della corte del Tribunale presieduta da Carmela Tedesco che ha assolto gli ex amministratori del Comune di Catanzaro riguardo ipotizzati reati nella costruzione del parco commerciale ‘Romani’.

    “Sono stato egregiamente sostenuto e difeso – ha continuato l’ex parlamentare – dagli impareggiabili avvocati Nicola Cantafora ed Ermenegildo Massimo Scuteri, per il procedimento penale conclusosi con la piena assoluzione ‘perché il fatto non sussiste’. Per l’aspetto riguardante l’ipotizzato danno erariale, il procedimento era pervenuto lo scorso anno ad analoga sentenza assolutoria con l’ineguagliabile difesa dell’avvocato Alfredo Gualtieri. Sono particolarmente lieto per la positiva conclusione dell’annosa vicenda, non solo sotto l’aspetto personale, ma soprattutto perché è stata fugata, finalmente, qualsiasi ombra sull’attività comunale da me presieduta”.

    Comprensibilmente molto soddisfatto anche l’avvocato Antonio Lomonaco nel ricordare che il suo assistito, Giulio Elia, ex presidente della Commissione Urbanistica comunale, ha espressamente rinunciato alla prescrizione in presenza di una richiesta di pena del pm pari a 2 anni e 8 mesi. Per Elia, semplicemente, “il fatto non sussiste”.
    Analoga decisione nei confronti di Biagio Cantisani, ex dirigente del Comune, il cui legale Carlo Petitto ha rilasciato una dichiarazione ben più articolata.

    “Si è chiusa alle 15:45 di oggi, 6 aprile 2021 – dice l’avvocato Petitto – la lunga e sofferta peregrinazione giudiziaria dellarchitetto Biagio Cantisani iniziata nel lontano 28 giugno 2012 allorquando la Guardia di Finanza di Catanzaro, a seguito di un provvedimento di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, ebbe a presentarsi all’uscio dell’abitazione dell’architetto Cantisani per dare esecuzione al detto decreto e sequestrare quanto ritenuto utile e pertinente alle indagini. La teorizzazione che reggeva l’accusa era che l’architetto Cantisani fosse il baricentro di un sistema clientelare e affaristico finalizzato a locupletare illecitamente politici, imprenditori e dirigenti, tutti facenti parte o gravitanti intorno al Comune di Catanzaro. Una vera e propria grassazione della ricchezza pubblica con l’obiettivo di stornare per fini privati 5 milioni di euro destinati, invece, a realizzare un Ente Fiera, volano per lo sviluppo ed il miglioramento della nostra città”. “Secondo l’accusa – continua il legale -, amplificata da una martellante ed uniforme campagna di stampa, l’architetto Cantisani sarebbe stato una sorta di Cardinale Richelieu impegnato ad ordire trame ed affari in danno di Catanzaro. Per l’architetto Cantisani sono stati scomodati diversi titoli di reato posti a presidio di svariati beni giuridici; e così gli sono stati ascritti più reati contro il patrimonio, nello specifico truffe, contro la Pubblica Amministrazione, corruzione, contro la Fede Pubblica, varie ipotesi di falso documentale e financo una contestazione di distruzione di documenti informatici. Sarebbe addirittura giunto ad indurre in errore un consulente tecnico del Pubblico Ministero riuscendo, quale novello Houdini, a trarlo in inganno sulla oggettiva estensione di un immobile! Eppure la lunga istruttoria, che ha visto sfilare tutti i testimoni indotti dalla pubblica accusa, non è stata in grado di confermare neanche una delle molteplici ed assai articolate contestazioni, finendo per sgretolarsi dinanzi alle organiche contestazioni difensive”.

    “L’architetto Biagio Cantisani – conclude Carlo Petitto -, non ha mai ingannato nessuno. Non ha mai indebitamente intascato un solo euro né ha falsificato atti e documenti, materiali o informatici che fossero. Mai ha corrotto alcuno. L’architetto Biagio Cantisani ha operato per il futuro di questa città o, almeno, ci ha provato! Il prezzo pagato è stato altissimo in termini di pubblica riconoscibilità ed apprezzamento; ancora di più avuto riguardo alla salute ed alla serenità personale e familiare. Chi scrive dubita fortemente che vi possa essere un ristoro adeguato per questa lunga e perigliosa marcia nella ricerca della verità. Tuttavia, in tempi di processo mediatico, anche il solo soffermarsi su questa dolorosa vicenda, da parte di quanti inneggiano a ‘manette e pene esemplari’ alla sola notizia di un’indagine, sarebbe già una prima, piccola ma significativa, conquista”.

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