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Fenomenologia di Antonino “Nino” Spirlì: un uomo solo allo stadio

A Reggio è sperduto nella tribuna, vestito di tuta d’ordinanza come il suo ispiratore politico. Saluta beffardamente la Dad raccomandata alle famiglie

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    Non so voi, ma ogni volta che vedo l’effe effe Nino Spirlì mi vengono in mente la Settimana Enigmistica e due sue rubriche cult.
    Una è quella intitolata “Strano ma vero”. Tipo questa, una delle ultime: “ Poppea, che fu la sposa di Nerone, faceva ricoprire con lamine d’oro gli zoccoli delle asine che le fornivano il latte per i suoi bagni giornalieri”. Che uno dice, ma no, non è vero. Poi, di rimando: ma sì, può essere, Poppea forse se lo poteva permettere. E le asine, e gli zoccoli d’oro, e il latte per il bagno passano dall’incredibile al verosimile. Lo stesso per Spirlì. Si potrebbe mai immaginare che con questo chiaro di luna fatto di divieti, di controlli, di paure, di drammi, di vaccini che mancano e di respiri che vengono meno, l’effe effe se ne vada sugli spalti del Granillo, possibilmente con entrata di favore e in palese spregio a quanto consentito ai comuni mortali, tifi “Reggina, facci sognare”?

    Ma ormai, in Calabria l’immaginazione ha superato la realtà, e ciò che fino a qualche mese fa poteva sembrare inverosimile si è rivestito della dura scorza del reale. Spirlì è andato veramente al Granillo, entrando di favore, mandando un salutino beffardo alla DAD che raccomanda alle famiglie, invocando un sogno alla squadra del cuore dimenticando la realtà che, contrariamente a se stesso, non fa funzione ed è quella che è.

    L’altra rubrica della Settimana Enigmistica che associo all’effe effe è l’Antologia del buonumore, le barzellette in vignetta. Una classica è quella dell’oratore che dal palco urla tonitruante: “E lo dico senza tema di smentite…”. Per forza, parla da solo dal palco senza nessuno che lo sta ad ascoltare. Un po’ come ha fatto Spirlì oggi pomeriggio al Granillo. Solo, sperduto nella tribuna, vestito di tuta d’ordinanza e con stemma a tema come gli ha insegnato il suo ispiratore e creatore politico.

    Probabilmente oggi al Granillo, l’effe effe ha confermato quanto si era sospettato, che in quegli spostamenti in auto e in diretta Facebook nei quali ha mischiato pasta alle melanzane con le file per i vaccini la sua meta non fosse la Roma politica, bensì il recupero delle coordinate della realtà perse tra le nebbie del decimo piano della Cittadella. Tant’è che la sua sigla orma divenuta proverbiale, Nino Spirlì effe effe ormai, da Crozza in giù, è da interpretare più realisticamente come: Nino Spirlì, facente finzione.

    Ps: Dicono le cronache che insieme all’effe effe Spirlì al Granillo ci sia stato anche il sindaco di Reggio Calabria Falcomatà. Forse per il sindaco nell’occasione sarebbe stato meglio si fosse avverato quanto il mitico Fortebraccio ebbe a scrivere sull’Unità sull’arrivo a Montecitorio di un esponente allora famoso del Psdi: ”Arrivò una berlina, si aprì lo sportello, non scese nessuno: era Cariglia”.

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