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+ Europa: ‘Ancora nessuno dei 100 posti letto Covid previsti a Villa Bianca di Catanzaro attivato”

'Da Spirlì solo proclami e fallimenti'

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    Riceviamo e pubblichiamo a seguire l’intervento di +Europa 

    A Catanzaro, nella zona di Germaneto, un intero padiglione del Policlinico universitario –  ala C -, inutilizzato da 8 anni e recentemente ristrutturato, è pronto ed utilizzabile con camere singole dotate di bagno per i pazienti Covid. A causa della mancata sottoscrizione d’una convenzione tra l’Università cittadina e la Regione Calabria, il tempo è trascorso invano e la struttura è ancora inutilizzata;

    . Giuseppe Zuccatelli, da lì a poco, il 7 novembre, nominato Commissario, il 30 ottobre 2020 ricordava che la crescita del contagio aveva azzerato la capacità di ricovero nei reparti di Malattie infettive delle aziende ospedaliere Pugliese Ciaccio e universitaria Mater Domini, di cui era in quel momento a capo, nonostante le dotazioni incrementate, e che i 75 posti letto disponibili non avrebbero dovuto restare inutilizzati. Zuccatelli chiese inutilmente all’Università (proprietaria dell’ala C del Policlinico) di concedere gli spazi per le evidenti finalità emergenziali;

    . il 10 novembre 2020 il Presidente della Regione facente funzioni Antonino Spirlì emanava un’ordinanza nella quale si affermava che la Regione Calabria, in particolare la sua Unità di crisi,  fosse già stata di fatto esautorata dal Governo per la gestione sanitaria del COVID-19, e che le Aziende ospedaliere indicate dal Commissario straordinario di allora, quali soggetti attuatori delle misure di contrasto all’epidemia, non avessero posto in essere alcuna azione effettiva al fine di arginare la pandemia;

     

    . l’ordinanza contenenti misure “urgenti”, a causa dell’inerzia del Commissario ad acta e delle aziende sanitarie, fu dunque emanata per sopperire all’esigenza di posti letto per i pazienti Covid;

     

    . con essa furono disposte misure per l’attivazione di 234 posti letto Covid in regione, e tra queste anche la riqualificazione della struttura “Villa Bianca” di Catanzaro, per la realizzazione di 100 posti Covid, prevedendo inoltre che le Aziende sanitarie e ospedaliere – la Mater Domini è proprietaria di Villa Bianca – avviassero entro 5 giorni i lavori e che, in caso di inadempienza nei termini stabiliti, avrebbe agito direttamente la Regione in sostituzione delle Aziende;

    . si segnala che nell’ordinanza non c’è alcun riferimento alla possibilità di attivare anche i 75 posti già pronti e utilizzabili del Policlinico, come proposto da Zuccatelli;

    . in tale contesto l’11 novembre +Europa denunciava tramite i media l’impossibilità di adeguare Villa Bianca in tempo per affrontare la seconda ondata così come l’eventuale terza, trattandosi “di una vecchia casa di cura privata mai ristrutturata e non più utilizzata come ospedale dal 2007, i cui tempi di adeguamento supereranno abbondantemente i tempi dell’attuale pandemia”;

     

    . il 20 novembre, il Presidente Spirlì faceva visita Villa Bianca definendosi soddisfatto e aggiungendo di sentirsi meravigliato per il fatto che, in passato, l’ex Commissario alla sanità non avesse preso in considerazione l’utilizzo della struttura. Il 24 novembre lo stesso Spirlì dichiarava che “i lavori di adeguamento e ripristino di Villa Bianca sono da lui seguiti quotidianamente attraverso la protezione civile regionale. Il sito sarà dunque attivato al più presto”;

     

    . nel corso del mese di dicembre il responsabile della Protezione civile regionale Fortunato Varone garantiva che entro il 31 dicembre i lavori a Villa Bianca sarebbero stati ultimati;

    . il 22 gennaio alle h15.46 per via della sua pagina Facebook il governatore Nino Spirlì a seguito di un altro sopralluogo rilancia il progetto di trasformazione in centro Covid: «Villa Bianca tra dieci, quindici giorni sarà già in grado di ricevere gli eventuali primi ricoverati». Dopo il sopralluogo il governatore dichiara inoltre “Nei prossimi giorni saranno pronti i primi 40 posti covid nel presidio di “Villa Bianca” (..) questa grande parte di Calabria non poteva rimanere scoperta nell’offerta dei posti di ricovero per eventuali contagiati. La speranza è che non servano, ma noi non possiamo aspettare di ricevere l’onda per poi dire “ci siamo bagnati e siamo morti affogati” “;

     

    . si giunge così ad oggi, sabato 17 aprile, data che ha visto passare la seconda ondata di pandemia così come la terza, per la quale si hanno i primi segnali di calo, ancora senza i mezzi necessari a contenerle adeguatamente, nonostante siano trascorsi oltre cinque mesi dalla emanazione dell’ordinanza regionale e dalla data in cui si prevedeva l’inizio dei lavori necessari:

     

    . nessuno dei 100 posti Covid-19 previsti presso Villa Bianca di Catanzaro – azienda Mater Domini – è stato ancora attivato: in compenso la montagna ha partorito il topolino. Si apprende infatti che i posti che verranno attivati all’inizio saranno soltanto 10, per di più deputati al solo ricovero di pazienti stabilizzati; ovvero da persone che hanno già superato la fase critica della malattia e sono in via di dimissione. Pertanto, essi non apporteranno alcun beneficio agli ospedali posti sotto pressione dai ricoveri.  Ironia della sorte,   per far spazio ai posti letto Covid a Villa Bianca,  le attività destinate all’intramoenia saranno  trasferite dalla stessa Villa Bianca al Policlinico di Germaneto proprio nel Corpo C dove Zuccatelli voleva ospitare i nuovi posti letto Covid.Si segnala, inoltre, che Regione Calabria aveva previsto nell’ordinanza di novembre l’intenzione di attivare essa stessa i poteri sostitutivi per realizzare i posti Covid-19 “In caso di inadempienza nei termini stabiliti si procederà all’adozione di provvedimenti sostitutivi regionali, sotto il coordinamento della Protezione civile”. Si è prefigurata pertanto grave inerzia non solo a carico dell’attuale Commissario dell’azienda Mater Domini, Giuseppe Giuliano, ma anche a carico della Regione medesima.

     

    . nell’ASP di Cosenza risultano 64 i posti attivati sui 74 previsti.

     

    . nell’ASP di Reggio Calabria risultano 20 i posti attivati sui 40 previsti.

     

    . complessivamente l’ordinanza del novembre scorso prevedeva l’attivazione di 234 posti letto Covid, a oggi ne sono stati attivati 104, il 44%. Il 13 gennaio, 2 mesi dopo l’ordinanza e in piena seconda ondata, i posti attivati risultavano essere invece solo 78, il 32%;

     

    . la carenza di posti letto Covid ha messo drammaticamente sotto pressione le aziende ospedaliere, costringendo i pazienti , nel corso sia della seconda ondata che della terza, a lunghe attese prima di poter essere accettati dai Pronto soccorsi, oppure ad essere ricoverati in tende con precaria disponibilità di ossigeno, e altrettante lunghe attese per i trasferimenti nei reparti Covid. Si ha notizia che non solo è stata, ormai stabilmente, superata la soglia di allarme dei ricoveri ospedalieri ma, proprio in queste ore,  anche quella dei ricoveri in terapia intensiva;

     

    . a causa della carenza detta, numerosi ricoveri sono avvenuti in ospedali non adeguatamente attrezzati per curare i pazienti Covid ed in cui la presenza commista con altri pazienti afflitti da diverse e distinte patologie ha creato numerosi problemi, aumentando il rischio clinico. Pare si siano verificate dimissioni precoci al solo fine di liberare posti letto;

     

    . nel maggio 2020 l’ex commissario ad acta, Saverio Cotticelli, licenziava il dca 91 che prevedeva un aumento dei posti di terapia intensiva e sub intensiva per il ricovero di pazienti Covid. Il Governo ha previsto 24 milioni per attivare 134 nuovi posti di terapia intensiva e 15 per 136 di terapia sub intensiva, oggi ne risultano realizzati rispettivamente 16 e 11. Nulla è noto sulla destinazione e l’utilizzo dei 140 milioni di euro di fondi riprogrammati dall’Unione europea per la sanità calabrese, il Dipartimento Tutela della Salute di Regione Calabria – privo di personale tecnico e amministrativo – avrebbe dovuto istruire i bandi sulla base delle proposte di intervento avanzate dalle aziende sanitarie e ospedaliere (lacnews24.it)

     

    . l’indice RT della Calabria oggi è ancora superiore a quello della media nazionale ma nelle scorse settimane è stato puntualmente uno dei più alti. Il report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità del 16 aprile definisci il livello di rischio della Calabria “alto”. La Calabria è quart’ultima per persone vaccinate in rapporto alla popolazione e ultima per dosi somministrate. Le recenti restrizioni originate proprio da una grave insufficienza di posti letto Covid stanno arrecando importanti danni non solo alla salute ma anche al già precario tessuto economico della regione;

     

    . in conseguenza dei fatti sopra descritti, la pressione sulle strutture ospedaliere calabresi è stata ed è tornata ad essere insostenibile, non consentendo per i cittadini calabresi, ancora una volta, l’effettività del principio costituzionalmente garantito della tutela della salute.

     

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