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Catanzaroservizi, ancora discussioni intorno al manager

Riunione in Forza Italia per decidere se blindare l’attuale amministratore unico o rilanciare su Rosario Munizza, attuale presidente del collegio sindacale

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    C’è da comprenderli, i politici cittadini. In fondo, avere la possibilità di intervenire direttamente in qualità di soci unici come temporanei “detentori” del bene sulle dinamiche finanziarie e occupazionali di una società per azioni proiettata per necessità statuto e finalità sul mercato, è una delle poche occasioni in cui esercitare la velleità, forse la più richiesta dall’elettorato di riferimento ma la meno plausibile di positiva accoglienza: esercitare azioni positive, muovere economia, fornire servizi, distribuire cariche, dare lavoro. Anche per questo, oltre naturalmente al dovere da adempiere con impegno e onore al bene pubblico – come si dice, una precondizione – c’è attualmente molto affanno intorno al presente e al futuro di Catanzaroservizi. Sbrigativamente classificata e citata come società per azioni a socio unico, il Comune di Catanzaro, per molti cittadini costituisce una entità astratta e poco visibile. E c’è un motivo.

    Intanto dal “chi siamo” del suo sito web leggiamone la breve autobiografia: “La Catanzaro Servizi S.p.A. è stata costituita nel 2000 con la partecipazione del Comune di Catanzaro e di Italia Lavoro S.p.A., con il duplice obiettivo di esternalizzare una serie di servizi pubblici locali, fino ad allora in capo all’Amministrazione Comunale o in molti casi mai erogati, e contemporaneamente stabilizzare un bacino di lavoratori precari utilizzati dall’Ente nell’ambito dei LSU-LPU. La Società diventa operativa nel 2001, con l’affidamento diretto di molteplici servizi da parte dell’Amministrazione Comunale di Catanzaro, e la sua evoluzione ha portato nel 2006 all’acquisizione da parte del Comune del pacchetto azionario detenuto da Italia Lavoro S.p.A., diventando quindi una multiservizi a totale partecipazione del Comune di Catanzaro, che ne esercita oggi il controllo analogo.

    I servizi svolti dalla Società, oltre ad una serie di importanti attività di supporto a diversi settori comunali, sono i seguenti: Servizi cimiteriali, manutenzione lampade votive, lettura dei contatori idrici, gestione canile comunale. I lavoratori dipendenti attualmente in organico sono n. 133”.

    A parte qualche vecchia Panda che ne porta stampigliato sulla fiancata il logo, la società è stata finora poco visibile agli occhi della cittadinanza non perché inoperosa. Bensì perché le maestranze, il bacino di ex Lsu-Lpu, in gran parte è stato utilizzato in funzioni sostitutive negli uffici comunali per ovviare alle crescenti erosioni di personale per mancato turnover. A detta di molti consiglieri, la macchina burocratica del Comune è andata avanti proprio per l’apporto dei lavoratori della partecipata. Tanto che un’ispezione condotta dal Ministero di economia e finanza ne ha rilevato la non rispondenza ai dettami del pubblico impiego.

    Il carnet di intervento di Catanzaroservizi è stato solo di recente infoltito, dopo un indispensabile aumento di capitale, per la verità rimasto ancora sulla carta ma a disposizione, accompagnato da un nuovo contratto di servizio la cui voce più importante e densa di conseguenze è la prima citata, quei servizi cimiteriali che sono diventati oggetto di polemiche e dissidi dentro e fuori il Consiglio comunale. Se utilizzare per questi nuovi compiti il personale già interno a Catanzaroservizi in gran parte ormai in età poco confacente a lavori gravosi, oppure affidarsi a una somministrazione temporanea di lavoro esterno, questo il dilemma fondamentale. Grosso modo, si può affermare che tra i fautori della prima soluzione c’è il sindaco Abramo, favorevole alla seconda l’attuale amministratore unico, Massimo Feroleto.

    Il dissidio non è stato sanato e, come avviene per le infiammazioni, si è cronicizzato, tanto che più volte nelle ultime settimane si è preconizzato un cambio al vertice di Catanzaroservizi, con tanto di possibili sostituti di Feroleto.

    Per una convenzione non scritta ma a quanto pare operativa, a detenere la ”golden share” per l’indicazione dell’amministratore unico è Forza Italia cittadina, il cui gruppo in Consiglio comunale si è parecchio disgregato per vicende interne.

    Da Forza Italia è arrivata dapprima l’indicazione per Rosamaria Petitto, affermata commercialista e già assessore al Bilancio, dopo che la stessa, pur candidata, non è stata nominata presidente del collegio dei revisori del Comune: Altra vicenda con conseguenze non solo politiche ma addirittura arrivate a interessare i due gradi della giustizia amministrativa. Iniziativa un po’ sui generis – un ricorso presentato da un consigliere di maggioranza contro una decisone presa dalla stessa maggioranza consiliare – e che ha portato di per sé alla caduta dell’opzione Petitto. L’ultimo nome circolato come prossimo amministratore unico è quello d Rosario Munizza, altro commercialista e per di più attuale presidente del collegio sindacale di Catanzaroservizi.
    La soluzione, come sempre, ha incontrato favori ma anche dinieghi nello scambio di parere tra i vari gruppi e tra questi e il decisore ultimo che rimane pur sempre il sindaco Abramo. Tanto che non se ne è ancora fatto nulla.

    Tanto che, per cercare di uscire dall’impasse, si è tenuto questa sera sull’argomento un incontro in Forza Italia cittadina, a livello di coordinamento allargato alla rappresentanza in giunta, per sciogliere il nodo intorno alla guida di Catanzaroservizi, considerato che assessore con delega alle Partecipate rimane Ivan Cardamone. In sostanza si è discusso se mantenere in sella l’attuale amministratore unico Feroleto, e con ciò andare incontro alle aspettative di Abramo, oppure proporre un candidato che possa soddisfare tutti. Come si dice, un candidato di superamento. Con brivido, all’ultima curva.

     

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