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Lo sfogo di Manuela Costanzo: “Sanità, terreno di barbarie dove le regole non esistono”

Il consigliere comunale chiede che "i soggetti istituzionali destinino i loro gettoni o emolumenti al pagamento dei premi Covid al personale in prima linea"

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    “Si fa presto a parlare di “eroi” nella lotta contro il Covid e poi, con altrettanta velocità ci si dimentica dell’eroismo e si rimette tutto a posto, nella polvere. La Calabria ed il suo derelitto sistema sanitario ha affrontato l’emergenza Covid-19 grazie al lavoro ed alla professionalità, da non confondere con il titolo esemplificativo di eroi, dei tanti medici, infermieri, operatori socio sanitari e tutte le altre figure che, nella prima fase, hanno affrontato l’emergenza a mani nude, per ritrovarsi, dopo, ancora con una dotazione minima di armi sempre in prima fila cercando di garantire quel “diritto alla salute” da troppi anni sparito dal radar della sanità calabrese”.

    Inizia così l’analisi del consigliere comunale Manuela Costanzo.

    “L’eroismo – si legge nella nota – è un dato quotidiano nella gestione della sanità calabrese e resta nella disponibilità e nelle mani di tutti quelli che con senso di responsabilità e professionalità affrontano, giorno per giorno il campo di battaglia, che diventa valore da rilanciare, il solito tentativo di mettere la toppa, quando serve a fare audience e magari a coprire i mali endemici, che mai nessuno ha voluto risolvere. La sanità è e resta terreno di barbarie dove le regole non esistono e dove gli uomini – i malati e gli operatori sanitari – sono pedine e numeri da esibire al momento e, dimenticare sempre. Questa è la regola che si replica a tutte le latitudini, ovviamente anche a Catanzaro nelle Aziende Ospedaliere e nell’Azienda Sanitaria Provinciale, dove l’eroismo si spalma come la Nutella, ma il barattolo resta sempre vuoto per una parte del cielo”.

    “Tutto questo – prosegue la nota – diventa verità quando, nonostante i fondi stanziati dal Governo per l’emergenza Covid e per le premialità ai dipendenti dei reparti, questi sembrano essere spariti dai bilanci aziendali perché impegnati con il classico “giroconto” su altri capitoli e per coprire altre spese. Fatto salvo che le somme sono destinate e non possono essere impegnate diversamente, i famosi “eroi” sono da sempre con la bocca asciutta, lodati e gabbati, mentre l’AO Pugliese- Ciaccio e l’Asp di Catanzaro continuano a cimentarsi in finanza creativa, quella che molto probabilmente richiede l’intervento della Corte dei Conti”.

    “Ecco – conclude il consigliere comunale – così che le premialità sono sparite nonostante di circa 4 milioni già versati nelle casse del Pugliese-Ciaccio e dell’Asp cittadina, il cui uso non è dato sapere visto che viene sempre ripetuto che non ci sono fondi per la liquidazioni dei premi Covid al personale sanitario(?) Scandalo nello scandalo quando poi si considera che esiste un disallineamento retributivo, la cui motivazione dovrebbe essere spiegata, fra il personale effettivo del SUEM 118, anch’esso in prima fila nella lotta alla pandemia ed i contrattualizzati a termine delle Usca provinciali. Una specie di lotta fra poveri, la metodologia consolidata dei gestori del vapore della sanità locale. Però restiamo tutti “eroi”… Ed allora eroismo per eroismo, se veramente mancano i fondi, siano tutti i soggetti istituzionali, partendo dai consiglieri comunali per finire a quelli regionali, passando anche per il sindaco Abramo a destinare i loro gettoni o emolumenti per il pagamento dei premi Covid al personale in prima linea, come quello che afferisce al Dipartimento Emergenza Urgenza e Covid delle strutture cittadine”.

     

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