Quantcast

Federazione Popolare per Catanzaro, chi era costei?

La diatriba intorno al simbolo tra il depositario Vito Bordino e i primi dei non eletti in procinto di entrare in Consiglio è spia dei movimenti nel centro destra in vista delle elezioni, prima regionali e poi comunali

Più informazioni su

    È da un po’ di tempo che ci ritroviamo a fare lo stesso gioco, meno nobile degli scacchi, più innocente della morra ma a suo modo molto istruttivo: alzi la mano chi… ricordava fino a stamattina dell’esistenza di una formazione politica in forma di lista chiamata “Federazione Popolare”.

    A costo di sembrare supponente, chi scrive deve confessare di essere tra i pochi, oltre naturalmente ai diretti interessati e a qualche addetto ai lavori dalla memoria molto ferrata. Ma solo perché, alla notizia delle annunciate dimissioni di Filippo Mancuso comunicate all’aula del Consiglio comunale dal presidente Marco Polimeni, i cronisti si sono subito affrettati a consultare i dati delle elezioni 2017 per conoscere chi avrebbe preso il posto del consigliere regionale nell’Aula ex Rossa come primo dei non eletti: ci si è quindi imbattuti nella lista “Federazione Popolare per Catanzaro” in cui risultarono eletti Filippo Mancuso con 1109 voti e Demetrio Battaglia con 414. Prima dei non eletti fu Anna Altomare con 295 voti, a seguire Giuseppe Maiolo (267 preferenze) e Andrea Critelli (211). Da considerare che anche Battaglia è in predicato di dimissioni, come annunciato da fonte a lui molto vicina.

    Appena dopo il voto di ballottaggio, a giugno 2017, Federazione Popolare si squagliò come neve al sole, poiché i due eletti, Mancuso e Battaglia, confluirono nel gruppo di “Catanzaro con Abramo”, guadagnando pertanto benemerenze tali da portare in giunta un esponente di spicco, Franco Longo, con la delega ai Lavori pubblici. “Federazione popolare per Catanzaro” era la filiazione locale di “Federazione popolare per l’Italia”, una reunion di diverse sigle e movimenti di ispirazione cattolica moderata, tutte rivoli della diaspora democristiana che nel 2016 cercarono di darsi un tono più robusto cercando una sintesi federativa, a coordinamento della quale si pose Giuseppe Gargani, già ministro democristiano. In Calabria Federazione Popolare fu presentata a marzo in conferenza stampa a Catanzaro dal segretario nazionale del Nuovo Cdu Mario Tassone e dal coordinatore regionale del NCdu Dionisio Gallo, in vista della presentazione nazionale che si sarebbe tenuta dopo pochi giorni a Roma, alla Sala della Masseria del Senato.

    Alle elezioni amministrative di maggio 2017, “Federazione Popolare per Catanzaro” presentò la sua lista
    , con 32 candidati come necessario e anche di discreto richiamo, tanto che due furono i suoi eletti. A presentare materialmente all’ufficio elettorale del Comune simbolo e lista furono i due designati dal responsabile nazionale, Vito Bordino e Franco Longo, i due esponenti di maggiore esperienza amministrativa, di provata tendenza cattolica votata al centro destra. Questa lunga ricostruzione serve a inquadrare meglio quanto successo nelle ultime 24 ore, quando “Federazione popolare “ha avuto un insperato ritorno di fiamma, innescato da un comunicato al vetriolo contro il leader di “Cambiavento”, Nicola Fiorita, “reo” di interessarsi della carenza idrica nel rione Fortuna. Il comunicato è firmato “Federazione Popolare per Catanzaro”.

    Vito Bordino, uno dei due detentori della delega, ha un sobbalzo nel leggerlo.
    Nessuno gli ha chiesto nulla, e d’altra parte gli giunge finanche inedita l’esistenza di uno zoccolo duro di militanti che ancora si richiama alla vecchia lista e al vecchio simbolo. La ferma presa di posizione di Bordino e la sua diffida a usare il simbolo provoca che dall’anonimato della prima nota emergano i firmatari in carne e ossa, che si rivelano essere Anna Altomare e Andrea Critelli che si autodefiniscono “militanti del movimento Federazione Popolare e primi dei non eletti in Consiglio comunale”. Non è proprio così, ma transeat. Botta e risposta sono riportate in altra parte del giornale e non le ripetiamo, compresa l’ultima e pacata controreplica di Bordino. Il quale, proprio l’altro ieri, insieme a Mario Tassone , a Dionisio Gallo ed altri ha rilanciato Il cantiere dei “costruttori del centro” e dei “federatori del moderatismo”, annunciando la loro presenza autonoma alle regionali nella coalizione di centro destra, richiamandosi apertamente all’esperienza di quella “Federazione Popolare”.

    Anche se è ancora presto per dirlo, però non può sfuggire che tanto affannarsi intorno a un simbolo dimenticato dai più arrivi dopo la seduta del Consiglio comunale in cui si sono disvelati i movimenti di truppa nel centro destra in vista delle elezioni, prima regionali e poi, nel 2022, comunali. In Consiglio si va delineando, ed è stato già scritto e non smentito, un nuovo gruppo ispirato da Filippo Mancuso e direttamente collegato alla Lega Salvini che ha in Mancuso l’esponente di punta. Se così è, si apre una battaglia niente male per la leadership nel centro destra o nella destra centro che dir si voglia, con diversi assi l’un contro schierati: Lega di Mancuso, Forza Italia classica con il rinnovato e necessitato tandem Abramo-Tallini, Forza Italia rimodellata di Esposito-Aiello-Polimeni, Fratelli d’Italia di Wanda Ferro. Tutto in prospettiva elettorale.

    In mezzo al guado, nella posizione del giunco che non ha molto da scegliere se non piegarsi sperando che passi la piena, Franco Longo, che, espressione di Mancuso ma assessore finora fedele al sindaco Abramo, sarà chiamato a una scelta niente male. Intanto sono in molti a pensare che il primo comunicato, anonimo, della “Federazione Popolare” sia farina del suo sacco. In fondo è depositario a metà della delega alla presentazione del simbolo. E quindi, dal suo punto di vista, legittimato, sia pure a metà, a usarlo in un frangente in cui fa comodo avere a disposizione uno scudo, meglio se crociato.

    Più informazioni su