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La Nuova Lollywood a Lamezia secondo l’Espresso: croce e delizia per Spirlì

Il settimanale, in un articolo di Gianfrancesco Turano, riporta un colloquio con il commissario di Cfc Minoli che svela i rapporti difficili con l’effeffe

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    Un lungo articolo di Gianfrancesco Turano sull’Espresso in edicola oggi e per tutta la settimana si occupa del complicato intreccio, nel senso di plot, che ruota intorno a Nuova Lollywood, come il giornalista reggino chiama la Hollywood di Lamezia Terme, per la quale la giunta di ordinaria amministrazione di Nino Spirlì ha prodotto al momento solo la relativa variazione di bilancio di 20 milioni. Giovanni Minoli, commissario di Calabria Film Commission è oltremodo sicuro di riuscire a impiantare l’industria dedicata alla luna serialità televisiva come da lui pronosticato nella conferenza dedicata che tenne insieme a Jole Santelli nel settembre 2020, riuscendo tra l’altro nell’impresa fallita nel 2007 dall’allora presidente Agazio Loiero in ciò supportato dall’allora direttore di Rai Fiction Agostino Saccà. Minoli rileva a Turano che sono stati già effettuati i carotaggi preliminari in attesa che presto parta la gara per l’impianto dei nuovi studi mentre a luglio inizia la lavorazione del docufilm “Donne di Calabria”, obbedendo in tal modo alla volontà manifestata allora dalla defunta presidente della Regione.

    Turano nell’articolo riferisce del colloquio avuto con Minoli, e, nel riportarne i passi salienti, tocca velocemente i molteplici successi, da autore e produttore, di Giovanni Minoli, così come sua la ricchissima rete di relazioni sia professionali che famigliari. Tra i primi basta ricordare i più recenti “Un Posto al Sole” realizzato in Campania e l’”Agrodolce” siciliano. Per i secondi conviene leggere l’articolo, ricchissimo di riferimenti fattuali e personali.Qui preme in particolare riportare il passaggio nel quale Minoli riferisce di vare coperto una burocrazia regionale “molto efficiente. Le polemiche sul personale calabrese sono sciocchezze. In quanto al vicepresidente facenti funzioni della giunta, Nino Spirlì, mi pare che il suo segretario nazionale, come si chiama, Salvini si sia espresso su di lui in modo non troppo lusinghiero”.

    Da questo passaggio discendono le considerazioni del giornalista dell’Espresso secondo il quale Minoli e Spirlì “entrambi amati e chiamati a posti dirigenziali in Calabria dalla scomparsa presidente regionale forzista Jole Santelli, guerreggiano, fra scarsa stima e dispetti” intorno alla Nuova Lollywood.
    In chiusura, Turano prevede che sia Minoli e che Spirlì presto prenderanno la via del ritorno nella capitale da dove sono stati richiamati dagli impegni calabresi. Il primo perché fortemente attratto da un posto non al sole ma nel consiglio d’amministrazione Rai se non alla presidenza. Il secondo perché, dopo il veto posto da Salvini sulla sua candidatura a presidente, il suo futuro politico appare molto incerto. Perlomeno in Calabria.        

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