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Il Consiglio delle interrogazioni decadute per assenza di Spirlì e di quasi tutta la giunta

Approvata la Presa d’atto degli indirizzi del Por 2021-2027, sotto la lente d’ingrandimento per il copia e incolla con il documento lombardo

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    L’assassino torna sempre sul luogo del delitto. Lo sanno bene i cultori del giallo classico. Il più delle volte è la pulsione al voyerismo ad agire nell’inconscio dei rei ancora non confessi. Talvolta però, può incidere la macabra tendenza alla recidiva. Sembrerebbe quest’ultima movenza dello spirito ad avere agito nei dirigenti del Dipartimento Programmazione della Giunta e sui consiglieri di maggioranza del Consiglio regionale della Calabria che è tornato a riunirsi oggi con un primo punto dei lavori piuttosto impattante, trattandosi della “Presa d’atto degli indirizzi strategici regionali per il negoziato sulla programmazione delle politiche europee di sviluppo 2021-2027. Avvio del percorso di definizione del POR Calabria FESR – FSE 2021 -2027 “. Lo stesso provvedimento era già arrivato l’11 marzo scorso, ma la maggioranza era stata costretta a battere in precipitosa ritirata dopo l’evidenza, riportata in aula dal capogruppo Pd Domenico Bevacqua, che un passo del documento era frutto di un evidente copia e incolla da un analogo documento approvato in Lombardia. Da qui il ritiro della discussione e il rinvio a una prossima seduta, quella odierna, appunto. Dopo quanto era successo in Consiglio, c’era stato che si era presa la briga di visionare tutto il documento, lungo qualcosa in più del centinaio di pagine, alla ricerca di altre disarmanti copiature e marchiane incongruenze. Primo fra tutti Domenico Marino, docente di Politica economica all’Università Mediterranea, che, dalle colonne del Corriere della Calabria, aveva elencato molte copiature, non solo dal documento lombardo, ma anche da provenienti dalla Basilicata e dal Friuli Venezia Giulia. Accompagnando l’impietoso esercizio a critiche severe sulle (non) scelte di programmazione sull’utilizzo dei fondi europei per il presente settennio, ai quali notoriamente sono affidate le residue speranze di colmare il gap economico e sociale con le altre regioni europee.

    Ci si sarebbe legittimamente attesi che chi di dovere fosse corso ai ripari: i dirigenti della Programmazione comunitaria prima, l’intera giunta che con delibera 168 del 3 maggio 2021 aveva integrato, emendandola, la precedente delibera del 30 dicembre 2020, i componenti della Seconda commissione consiliare che nella seduta del 21 giugno scorso avevano convocato il dirigente del Dipartimento Maurizio Nicolai per l’esame di merito del documento. Invece, con somma sorpresa, nel materiale in discussione nella seduta odierna, il famigerato documento viene riproposto in pressoché assoluta invarianza, perlomeno a visionare il materiale allegato alle attività d’aula riportato nel sito ufficiale del Consiglio.

    Ora, bisogna premettere che quella andata in scena nel pomeriggio a Palazzo Campanella è stata una seduta sui generis. In aula ha regnato una indicibile confusione, provocato dalla richiesta di inserimento nell’ordine del giorno di un nugolo di provvedimenti legislativi di iniziativa della giunta e di diverse mozioni sollecitate da diversi consiglieri, di maggioranza e di opposizione. Ma è sui primi che si è appuntata la critica stringente di Domenico Bevacqua, Carlo Guccione e Nicola Irto, poiché tutte sono prevenute in Aula senza il parere degli uffici legislativi e finanziari, per via di una asserita urgenza. Addirittura Guccione ha chiesto l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sull’’arrivo in aula di provvedimenti che “offendono l’Aula e i calabresi”. Per cui prima si è dovuto votare per il loro inserimento nell’odg, e poi per la loro approvazione. Il risultato è stato da commedia all’italiana.

    Prima Irto e successivamente lo stesso Baldo Esposito (Casa delle Libertà) hanno confessato di non riuscire a capire cosa si stesse votando. Così come le numerose interrogazioni in programma, rivolte al presidente ff Nini Spirlì e ai singoli assessori, non sono state svolte per l’assenza dell’uno e degli altri, eccezion fatta per Fausto Orsomarso, Gianluca Gallo e Nunzia Catalfamo che hanno fatto quanto hanno potuto. Imbarazzata la replica del presidente del Consiglio Giovanni Arruzzolo che al rilievo di scarso rispetto istituzionale mosso da Guccione ha svolto una difesa più d’ufficio che di sostanza. In realtà nelle ore in cui Spirlì avrebbe dovuto rispondere alle interrogazioni a lui rivolte, l’effeffe era impegnato a Catanzaro in un’iniziativa legalitaria ed elettorale della Lega. La sua assenza è stata anche criticata in aula dai dem anche perché è delegato ai Fondi comunitari e direttamente interessato alla discussione in programma. In ogni modo, il Consiglio a fatica è arrivato a votare, approvando, il rendiconto dell’esercizio finanziario 2020 del Consiglio regionale in scadenza il 30 giugno, e, successivamente la proposta di legge riguardante il sostegno finanziario al Corap da parte di Fincalabria.

    Al momento della discussione sul Por, il relatore Giuseppe Neri (FdI) presidente della Seconda commissione, ha spiegato che il documento da approvare non è lo stesso licenziato dalla giunta a dicembre, bensì è stato integrato e modificato, sia nella forma, togliendo ogni riferimento al territorio lombardo, sia nella sostanza, accogliendo diversi spostamenti tra un obiettivo e l’altro, dei cinque che compongono la nuova programmazione, spostamenti decisi a livello comunitario. La spiegazione non ha convinto per nulla Bevacqua che ha testimoniato come le modifiche apportate siano state tutte di facciata e non inficiano per nulla il giudizio di “copia e incolla” destinato a pesare sul documento.  Ha provato a mettere una pezza Fausto Orsomarso, considerando che è probabile che molti documenti del genere si assomiglino tutti, poiché le società di consulenza sono poche e sempre le stesse. Facile la considerazione che non si vede a cosa serva allora la dirigenza regionale del Dipartimento apposito. Inutile dire che la “Presa d’atto degli indirizzi strategici regionali e del percorso di definizione del Por Calabria 2021-2027” è stata approvata. Dopo questa votazione gran parte dell’opposizione è uscita dall’aula, contestando la valutazione del criterio di urgenza e improcrastinabilità che dovrebbe essere applicato da un Consiglio e da una Giunta in prorogatio. Per cui il Consiglio da lì in avanti è stata una giaculatoria recitata dal presidente Arruzzolo: “interrogazione decade per l’assenza – a turno – del presidente Spirlì, del consigliere Guccione, del consigliere Francesco Pitaro, del consigliere Anastasi”.  È rimasto in Aula, a presidio dell’opposizione, Nicola Irto. Forse prendendo seriamente la missione a lui affidata da Letta e Boccia, di capo del centrosinistra regionale. Onori e oneri. Allo stato, parrebbero preponderanti i secondi rispetto ai primi.

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