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Magorno: Italia Viva ha messo in campo la più autorevole delle candidature, la mia

Dopo gli incontri istituzionali, il sottosegretario Scalfarotto presiede un incontro di partito organizzato dalla senatrice Vono nell’aula consiliare della Provincia. Chiuso alla stampa

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    Chissà cosa avrà avuto di segreto da dire in privato la senatrice Gelsomina Silvia Vono al senatore Ernesto Magorno e al sottosegretario all’Interno Ivan Scalfarotto per invitare i giornalisti a guadagnare la porta nel dare inizio alla riunione che Italia Viva, partito dei tre, aveva avuto tanta premura nel pubblicizzare? Una riunione di partito, se è privata, si tiene nelle sedi di partito e non nell’aula consiliare di un ente elettivo. Che senso ha far circolare una locandina che oltre ad avvisare dell’incontro con il sottosegretario, avvisa dell’introduzione da parte dei due coordinatori regionali del partito e dell’intervento dei due parlamentari Vono e Magorno? Intendiamoci, nessuno si è offeso, e ragionevolmente pensiamo di non aver perso nulla di importante. Solo considerare che la padronanza del bon ton istituzionale e di rappresentanza non si acquisisce per mandato elettorale. Probabilmente la senatrice Vono voleva fare intendere al suo affezionato e numeroso seguito di opinione che è in grado di organizzare una riunione con la partecipazione di un membro del governo e del più noto e rappresentativo dei seguaci di Matteo Renzi in terra di Calabria. Gliene diamo atto. Detto questo, qualcosa si deve pur dire della visita in Calabria di Ivan Scalfarotto, che ha avuto la sua parte istituzionale su cui notiziamo in altre parte del giornale, e una più politica sulla quale ci soffermeremo qui. Partendo da quanto detto da Scalfarotto circa la compilazione delle liste, un argomento che in Calabria è stato sempre molto chiacchierato e oggi riproposto anche per la discussione su alcune iniziative volte a migliorane la composizione sull’aspetto della cosiddetta presentabilità e del suo opposto.

    Questo il suo ragionamento: “É importantissimo che ci siano i controlli sulla pulizia delle liste, però è fondamentale che anche le persone quando esprimono il loro voto e la loro preferenza lo facciano con consapevolezza. Le liste devono essere pulite ma penso che il primo sistema per eleggere candidati puliti sia votare per le persone perbene. È ovvio poi – ha aggiunto Scalfarotto – che siano i partiti a candidare persone al di sopra di ogni sospetto. Tuttavia, non è soltanto responsabilità dei partiti è anche responsabilità dei cittadini che devono scegliere candidati che loro conoscono come assolutamente perbene. Il ruolo della cittadinanza attiva è sempre fondamentale. Le istituzioni e i partiti devono fare i compiti a casa con estremo scrupolo, l’invito è però anche ai cittadini che nell’esercizio del diritto di voto si ricordino quanto è importante la loro decisione. Penso questo in genere: nel contrasto ai fenomeni criminali il ruolo dello Stato nella repressione dei fenomeni criminali è basilare, ma senza una partecipazione attiva della cittadinanza la repressione non è risolutiva. Bisogna recuperare spazi di territorio anche individualmente e come comunità. Forze dell’ordine magistratura e anche esercito come abbiamo visto in tante circostanze, testimoniano la presenza dello Stato, non ci dimentichiamo mai, però, quanto è importante il ruolo di ciascuno di noi”. Parole sante, viene spontaneo dire. Tutto purché non risultino profetiche, del genere evangelico, della voce di colui che urla nel deserto.
    Sul tema più strettamente calabrese, in riferimento alla corsa alla presidenza della Regione, Scalfarotto pensa che “la candidatura di Ernesto Magorno, che ha una grande esperienza, una grande reputazione, è un ottimo sindaco di una città bene amministrata, ha il significato di una alleanza delle forze riformiste, europeiste, pragmatiche, attente alla crescita”.

    Diamante-, nel senso che abbiamo messo in campo un progetto, una candidatura piuttosto autorevole: la mia. Perché sono sindaco di una importante città della regione, bella, bandiera blu, la città dei murales e dell’accademia del peperoncino, una porta della Calabria verso l’occidente. Quindi mi pare che la nostra sia una candidatura prestigiosa, oltre che essere il sottoscritto un parlamentare. Chi più di un sindaco, che è un trait d’unione tra i territori e lo stato centrale, può proporsi a presidente della giunta regionale in Calabria? Abbiamo messo in campo un progetto riformista, democratico, che mette in campo alcune proposte “. Quali, senatore, sindaco, candidato presidente Magorno? “Una tra tutte le mille borse di studio per i giovani delle nostre università per evitare che non ci siano più altre Serena (la giovane di Diamante morta nella tragedia della funivia sul lago Maggiore, ndr) che debbano lasciare la nostra regione per non ritornare mai più. Nessuno ci ha risposto. Ancora, il metodo De Luca per riempire le piante organiche dei comuni che non hanno uffici tecnici e uffici finanziari, mettendo in campo con i fondi europei 10mila assunzioni. Abbiamo proposto la stessa cosa ma nessuno ci ha ancora risposto. Ne ho citato due per dimostrare che noi mettiamo in campo progetti e programmi non chiacchiere. Il resto, questa delle candidature del centrosinistra, è una bella commedia pirandelliana, se c’è un erede di Pirandello potrà scriverla, ‘Uno Nessuno Centomila’ la si potrebbe intitolare. È uno psicodramma: ‘il Pd nella selva oscura delle montagne calabresi’, si è perso e non ritorna più”.
    Sulla sirena De Magistris che, nello stallo del centrosinistra unitario vuole attrarre verso di sé elettori smarriti e senza bussola, Magorno non è per nulla tenero: “Quando sono diventato nel 2007 sindaco ho ereditato il più bell’affaccio di Diamante con una casa in costruzione. Il mio primo atto da sindaco è stato firmare un’ordinanza di demolizione, per ridare ai cittadini l’affaccio che non c’era più. Ecco, credo che noi sindaci calabresi abbiamo questo modello da proporre, e non solo sull’aspetto del mettere in campo azioni forti. Il mio comune nel 2007 era un comune quasi al dissesto, nel 2011 ha avuto il premio per essere uno dei più virtuosi d’Italia. Cosa ci propone De Magistris? I parcheggiatori abusivi? I quartieri nelle mani della camorra? Quale modello poeta per la nostra regione? Non mi pare un modello e un progetto da contrapporre a quello dell’onorevole Occhiuto candidato del centrodestra”.

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