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Letta avoca a sé il dossier Calabria, Enzo Ciconte torna tra i possibili candidati

Secondo il Fatto Quotidiano, De Magistris potrebbe compiere un passo indietro in favore di Anna Falcone. In risalto il ruolo della portavoce delle Sardine, Jasmine Cristallo

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    L’ultimo scossone l’ha dato Mario Oliverio. Con l’avvertenza – termine che fa rima con minaccia – di scendere in campo, qualora il Pd non riprende a parlare con il suo mondo, con proprie liste e proprio simbolo. Qualcuno si è anche sbizzarrito a immaginarlo, questo simbolo con accanto la dicitura, un po’ retrò ma di sicuro impatto, “Mario Oliverio Presidente”: una doppia palla (Pallapalla) a raffigurare l’eponimo laddove tutto ebbe inizio, sormontata da un condor, grande volatile dai pochi capelli ma dalla vista acutissima. Ora, anche il più alieno dai meccanismi della politica si accorge che a questo punto i conti non solo non tornano, ma non conviene neanche che partano.

    Difronte a un centrodestra compatto sul nome di Roberto Occhiuto, che sembra avere al più il problema della sovrabbondanza di candidati rispetto alla capacità delle pur numerose otto liste a corredo, si presenterebbe un’armata brancaleonina frantumata in un fronte frastagliato e rovinoso di altri cinque pretendenti presidenti che andiamo a enumerare: Oliverio, De Magistris, Tansi, Magorno e Mister ovvero Lady X laddove l’incognita potrebbe anche raddoppiarsi qualora l’asse Pd Cinquestelle dovesse venire meno sull’onda delle difficoltà interne al MoVimento. Tutti a pescare nel mare dell’opposizione al centrodestra che per quanto possa essere vario, e abbracciare tutto lo scibile dall’ideologico allo scontento dal rompiscatole all’amante dell’alternanza destra sinistra, non è per niente sconfinato.
    Per cui a tutti converrebbe fare un passo indietro come il gambero o anche solo di lato come il cavallo, ammettere che sinora, se non si è scherzato, si sono fatte solo le prove generali ma lo spettacolo vero inizia adesso. E, in tal senso, parrebbe che negli ultimi giorni si stia muovendo la macchina del campo che dovremo definire per forza del centrosinistra allargato non avendone altri a disposizione, vuoi per la presenza importante sia pure enigmatica del Pd, vuoi perché a conti fatti questo è, in riferimento al meccanismo elettorale che premia le coalizioni promuovendo la competizione diretta.

    In questo senso, appare evidente che i principali nodi da sciogliere sono diversi. Uno di questi è certamente quello che riguarda Luigi De Magistris. Nonostante le continue smentite dell’interessato, occorre tenere fede a quanto ha scritto stamattina il Fatto Quotidiano, che sia in atto un tentativo serio di avvicinamento tra Pd e De Magistris che possa trovare sbocco nel fantomatico (sinora) candidato di superamento, favorito in questo caso dal passaggio di testimone dal sindaco di Napoli alla leader di “Primavera della Calabria” Anna Falcone che da tempo gli collabora. Si ha ragione di credere che il dialogo tra le parti, qui comprendendo anche i 5stelle, sia attivo sottotraccia da diversi mesi ma abbia subito una accelerata da quando a largo del Nazareno hanno compreso che qualcosa nel Pd calabrese commissariato non funzioni, soprattutto nell’interfaccia con il bacino di riferimento, sia quello tradizionale degli apparati interni e dei rappresentanti nelle amministrazioni locali sia quello nuovo molto più dentro ai movimenti e al cosiddetto civismo. Da qui due conseguenze, che sempre il Fatto Quotidiano mette in luce e che devono essere sottolineati e approfonditi.

    C’è innanzitutto, l’avocazione diretta del dossier Calabria da parte di Enrico Letta al quale è giunta l’eco dell’avvicinamento pericoloso del battello di cui ha la responsabilità ultima al punto di non ritorno. Dall’altro, la particolare attenzione che il segretario Pd riserva alle opinioni e, se le cose stanno come sembra, alle indicazioni che gli provengono dal mondo delle Sardine e, segnatamente, dalla portavoce Jasmine Cristallo. Se è vero che il nome su cui si sta ragionando, ancora una volta dopo il precedente tentativo di un mese fa andato a vuoto anche per l’uscita anticipata sul Corsera, è quello dello storico Enzo Ciconte, occorre che si dia atto alla portavoce catanzarese delle Sardine del suo ruolo e le sia dato riconoscimento che quanto dichiara da mesi non rientra né nel novero del protagonismo né in quello più infido della millanteria.

    Insomma, già nella passata elezione regionale la rinuncia alla corsa da parte di Oliverio, auspicata dai più in quel momento politico, prese le mosse da una sua lettera aperta alla quale diedero seguito sia il presidente uscente che il candidato effettivo Pippo Callipo. In questa tornata, se le cose sono andate come dice Cristallo, mai d’altra parte smentita, si deve a lei il primo interessamento del professor Ciconte, la prima indicazione suggerita all’allora segretario Zingaretti e i primi contatti tra Pd e il possibile candidato, e, successivamente, la sua strenua difesa presso il nuovo segretario Letta. Tutte cose nel frattempo esplicitate direttamente dalla Sardina, alla quale, ancora una volta non smentita, sono state offerte diverse cose: il ticket con Nicola Irto, il primo posto nelle liste di tutte le circoscrizioni, finanche la segreteria regionale del partito. Tutte postazioni, a quanto si sa, rifiutate. Cosa strana nel mondo politico calabrese, di oggi più che mai. A parte l’interesse nazionale sulla sua figura, manifestato su diversi quotidiani e diversi canali televisivi. Insomma, sarà pure una figura che parla per sé stessa, come dicono i detrattori. Ma, a quanto pare, non grida nel deserto.

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